Lirica del Viandante — Il ragazzo che fischietta
Correva nella sera come vento nuovo,
fiato ardente che scintillava nell’aria,
apriva il fischio lieve sentieri ignoti.
Ogni passo era lampo e sogno,
vita che scocca,
scintilla che balza sui campi,
sorriso di terra al suo slancio.
Il suono sottile si arrampicava al cielo,
si posava sugli steli alti,
si perdeva nel rame del tramonto
senza spezzarsi.
Quando l’amore perse il suo nome,
la luce rallentò: il sorriso sospeso,
frammento di sole,
custodiva la quieta intimità.
Si volse ai campi — un ultimo richiamo —
e il fischio si fece più dolce,
segreto canto affidato al vento.
Riprese il cammino, lento e luminoso,
lungo le vie del ritorno,
passo dopo passo,
con il ritmo profondo di chi attraversa la sera.
E il suo fischio rimase nell’aria,
danza sottile che vibra ancora,
eco che continua a vivere
quando la sua figura svanisce
nell’ombra della notte.
Silla Maria Campanini - tutti i diritti riservati
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