L’INVERNO DEMOGRAFICO ITALIANO - di Franca Colozzo

 


Dr. Arch. Franca Colozzo: Autrice, poetessa, giornalista freelance, blogger, attivista per la Pace                                   


Durante un recente convegno al CNEL è stato presentato un numero monografico su “Il

cambiamento demografico nella realtà italiana: prospettive, cause e conseguenze”. Il

rapporto è stato curato dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche e

coordinato da Gian Carlo Blangiardo, già presidente dell’ISTAT. I dati illustrati e le

prospettive non sono incoraggianti.


“L’invecchiamento della popolazione

comporta conseguenze plurime di

carattere economico e sociale. Le più

evidenti sono quelle relative alla

sostenibilità del mercato del lavoro e

delle prestazioni. La riduzione delle

nuove nascite nel corso degli ultimi

anni si è progressivamente trasferita

sulle persone in età di lavoro, basta

guardare come la quota dei lavoratori

over 50 abbia superato da circa tre

anni la coorte dei lavoratori tra i 35 e i

49 anni. In più, da qui al 2040,

avremo una perdita di circa 4 milioni

di persone in età di lavoro. Ora più che

mai è necessario costruire una silver

economy per mobilitare le risorse

finanziarie, tecnologiche e umane per

coniugare l’invecchiamento della

popolazione con il mantenimento di

benessere e di dignità delle persone

anziane e non autosufficienti”.


Noi viviamo la realtà che ci circonda, ma spesso non ci rendiamo conto dei cambiamenti,

perché essi sono lenti. Però se i cambiamenti, negli anni, vanno sempre nella stessa

direzione, essi sono capaci di cambiare sensibilmente la struttura della popolazione. È

quello che accade con il progressivo invecchiamento della popolazione. Nel 1991 il rapporto

tra popolazione sotto i 35 anni e quella sopra i 65 anni era di 5:1; nel 2050 tale rapporto

sarà 1:1. Appare quindi opportuno conoscere i fenomeni in atto e misurarsi con essi, in

modo da poter trasformare i problemi in opportunità, se possibile.

Quello che riesce ancora difficile è immaginare come si vivrà tra 25 anni, quando oltre un

terzo del totale degli abitanti avrà più di 65 anni. Oggi invece gli over 65 sono il 26%.

Sicuramente ci saranno più spese per pensioni e sanità. Il circuito pensionistico verrà

messo a dura prova, perché il numero dei lavoratori che lo alimenta si assottiglia. Basti

pensare che nel 1990 c’erano quasi 5 lavoratori per ogni pensionato; oggi ci sono 1,5

lavoratori per ogni pensionato: nel 2050 il rapporto scenderà a 1 a 1. Per la sanità è assai

probabile che le Regioni, cui spetta la regolamentazione, o ridurrà gli investimenti negli


altri settori per mantenere lo stesso livello dei servizi sanitari e assistenziali o innalzerà le

tasse regionali.

L’aumento dell’età inciderà direttamente su alcuni settori produttivi. I trasporti, i

ristoranti, l’abbigliamento e le calzature, soffriranno perché gli anziani spendono meno in

queste cose. Di contro ci saranno più spese per l’assistenza medica e per l’assistenza

domiciliare, ma anche per la sicurezza e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Probabilmente si avrà anche una contrazione del numero di persone alla guida delle auto,

con beneficio per il traffico.

Effetti negativi si faranno sentire anche sul mercato delle costruzioni residenziali

tradizionali. La minore presenza di giovani farà calare il numero degli acquirenti delle

nuove case, spingendo al ribasso i prezzi e scoraggiando gli investitori. È difficile che il

movimento migratorio interno e l’immigrazione giovanile estera possano sostenere il

settore. Di sicuro interesse immobiliare saranno invece le residenze attagliate ai bisogni

della popolazione anziana.

“I progressi della medicina hanno allungato la vita dal punto di vista biologico-

quantitativo, ma non da quello esistenziale e qualitativo. Insomma, hanno prolungato la

vecchiaia. In Italia, gli anziani sono già una grossa fetta della popolazione e le proiezioni

ci dicono che nel 2050 saranno venti milioni, un terzo della popolazione”. Così Umberto

Galimberti, che ha scritto e parlato spesso di terza e quarta età, soprattutto per quanto

riguarda gli aspetti culturali e sociali. “La questione è che se un tempo gli anziani erano i

depositari di informazioni utili, oggi scienza e tecnologia possono svolgere la stessa

funzione con maggiore efficacia. Inoltre, per effetto della velocità del progresso,

soprattutto in ambito informatico, i giovani adesso ne sanno più dei vecchi che sono

diventati quelli che non riescono più a stare al passo con i tempi. Ciò che resta non

sostituibile è il loro patrimonio cognitivo ed etico-affettivo. Ma dal momento che gli

“over” vengono visti come portatori di equilibrio, prudenza, dolcezza, per essere accettati,

devono corrispondere a tutte queste qualità, da cui i giovani sono dispensati. In loro non

è ammesso il desiderio sessuale e, quindi, ci si aspetta che rinuncino ai contatti fisici.

Devono essere allegri ma senza esagerare, perché altrimenti potrebbe essere letto come

un segnale di non accettazione della propria vecchiaia, dolci, sensibili ma non troppo: se

un anziano si commuove in modo eccessivo “potrebbe avere l’arteriosclerosi” o problemi

di demenza. Devono prendere parte alla vita familiare e sociale, ma senza pretendere di

avere voce in capitolo e guai a ripetere un aneddoto già raccontato, avere interessi, senza

entrare in campi considerati adatti ai ventenni e, infine, essere autonomi e indipendenti:

in altre parole “soli”. La vecchiaia, oggi, prima che un decadimento, è uno stile di vita

imposto dagli altri. Ora, nessuno vuole negare che con l’età che avanza si verifichino

processi degenerativi dal punto di vista della funzionalità e dell’estetica, ma oltre che per

questioni di tipo biologico, si invecchia anche e soprattutto per ragioni culturali, nello

specifico per l’idea che la nostra cultura si è fatta della vecchiaia come di un tempo

inutile”.

Dr. Arch. Franca Colozzo


Biografia

  • Franca Colozzo è nata a Gaeta (LT), Italia, dove attualmente risiede.  È Architetto, scrittrice, freelance, blogger UN SDGs sulla Sostenibilità, poetessa, già insegnante di "Tecnologia" e "Disegno e Storia dell'Arte" in Italia e Istanbul (Turchia) per conto del Ministero degli Affari Esteri Italiani (M.A.E.).

       Si è laureata cum laude in Architettura presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi di laurea a carattere urbanistico sul Sud Pontino, con particolare riferimento alle problematiche del restauro e del riuso dei centri storici; ha conseguito nel 2007 un Master di II livello su Lifelong Learning System e Computer Science presso l’Università degli Studi di Cassino (FR).

      All'età di 21 anni ha pubblicato un libro di Arte, dal titolo "Il campanile del Duomo di Gaeta", edito, dall'Associazione “Centro Storico Culturale - Gaeta’’, presso la cui sede era solita svolgere ricerche su testi storici antichi per la stesura di tesine universitarie ed allestire mostre sotto l’egida della Soprintendenza alle Gallerie ed alle Opere d’Arte di Roma e del Lazio.

     Dopo aver svolto diverse attività lavorative sia in qualità di architetto libero professionista che di docente a tempo indeterminato, è stata distaccata per conto del Ministero degli Affari Esteri (dal 1996 al 2002), previo superamento di sei selezioni linguistiche, presso il Liceo Scientifico Italiano (I.M.I.) di Istanbul (Turchia). Durante il settennio trascorso all’estero – anche grazie all'esperienza multietnica e multiculturale acquisita –  ha organizzato diverse mostre di Arte sia presso gli I.M.I., il Liceo delle Suore di Ivrea e l’Istituto Italiano di Cultura, sia presso alcune delle più prestigiose Università di Istanbul (Robert College, Galata Saray Lisesi, Yildiz Universitesi, sede dell’Ordine degli Architetti Turchi, etc.).

Nel corso delle suddette esibizioni, ha cercato di dare il proprio modesto contributo alla diffusione dell’arte e della cultura italiana attraverso tematiche poetiche ed artistiche, approfondite durante la prassi didattica.

     E’ stata, altresì, incaricata del M.A.E., di svolgere le funzioni di commissario esterno di Disegno e Storia dell’Arte, per l’ Esame di Stato: n. 2 volte presso il Liceo “Leonardo da Vinci” del Cairo (EGITTO); presso il Liceo "G. Marconi" di New York (USA); e, nel 2011, presso gli I.M.I. di Istanbul (TURCHIA).

     Le difficoltà insite nell’insegnamento dell’italiano a studenti turchi l’hanno spinta ad apprendere il turco presso l’Università “Tomer” di Istanbul, unitamente al perfezionamento delle lingue europee di sua conoscenza: francese, inglese, spagnolo e tedesco, presso i rispettivi Istituti di Cultura là presenti.

Lo scopo precipuo di imparare i primi rudimenti della lingua turca era quello di adattarsi ad una società multietnica e di contribuire, attraverso la didattica, a gettare un ponte culturale tra due mondi: Occidente ed Oriente, così eterogenei tra loro. 

     Da questo mix di culture è nata l’idea di pubblicare (1999) il catalogo bilingue: “Resimdeki Didaktik Sureç”, ovvero “Il Percorso Didattico nel Disegno” con i disegni degli studenti degli I.M.I., e di contribuire ad illustrare un vocabolario trilingue (italiano, inglese e turco).

     Rientrata in Italia, a settembre 2002, ha cercato di trasfondere la sperimentazione estera nell’insegnamento presso istituti di una Scuola Superiore da poco rinnovata, attraverso mostre grafiche sul percorso artistico e progettuale dei suoi studenti liceali del Liceo Scientifico “L.B.  Alberti” di Minturno (LT) e del Liceo Linguistico/Pedagogico “M. T. Cicerone”di Formia (LT ).

Successivamente, ha pubblicato, nel 2006, l'opuscolo di poesie “Frammenti”, una raccolta lirica che affonda le radici in un passato lontano ed in uno più recente, confinato ai margini di un’adolescenziale gioia di vivere.

    E’ stata, inoltre, selezionata, 2005, come E.N.D. OIB 1- Building Policy – Guim 06/51, presso la Commissione Europea di  Bruxelles (BELGIO). 

    Da settembre 2011 si è ritirata dall'insegnamento, continuando ad esercitare la libera professione.   

   A marzo 2018, è  stata nominata  Global Goodwill Ambassador (GGAF Director ~ ITALY) dall'influencer Richard DiPilla (Virginia - USA); a marzo 2019, INSPAD ~ Ambassador of Peace & CEO di IHC ~ International Harmony Council dal Presidente di INSPAD ~ Istituto per la Pace e lo Sviluppo, a Islamabad (Pakistan).

    È, altresì, Ambasciatrice della MERLE REBIRTH FOUNDATION (una ONG in India che si interessa all'educazione delle ragazze orfane); Ambasciatrice di Pace dal Regno Unito (GPLT – GLOBAL PEACE LET'S TALK) e Coordinatrice Accademico nel Board dell'Associazione Internazionale:

RINASCIMENTO RENAISSANCE – MILLENIUM III, il cui fondatore e Presidente è il Prof. George Onsy dall'Egitto.
    Ha conseguito numerosi riconoscimenti professionali e accademici da organismi riconosciuti sia in Turchia che in Italia, certificazioni, diplomi, n. 4 Lauree honoris causa, anche da un'università americana.

    Appassionata di giustizia sociale, attenta ai diritti delle classi sociali più deboli e all'importanza dell'educazione per donne e bambini, si occupa attualmente di  poesie, saggi, romanzi, articoli su vari giornali e blog (www.academia.edu

www.alessandria etc. su Diritti Umani, Kashmir, Pace, problemi ambientali, rifugiati, emancipazione femminile, sostenibilità, istruzione e programmi relativi alla salute, ecc.

Molto attiva sui social media, ha creato due gruppi, rispettivamente su  Facebook e Linkedin:   WIM - WOMEN IN MOTION   &   HUMAN SOLIDARITY WAVE

oltre ad un canale YouTube per sostenere i diritti umani: 

 

https://www.youtube.com/channel/UCHKPZSXC0oRMYO2Ouj6aWvg

 

ed un Podcast su cui pubblicare a puntate il suo primo romanzo sulla Turchia, "KARA", tradotto da lei in inglese: https://anchor.fm/franca-colozzo?

 

In conclusione, Franca Colozzo crede che il lavoro di squadra e molta buona volontà siano necessari per migliorare il mondo.

 

https://francacolozzopoesie.wordpress.com/

 

https://atunispoetry.com/2022/02/20/dr-arch-franca-colozzo-italy/

 

 

 Ada Rizzo, 05 Maggio 2026, Jesolo  

  

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