Si intitola “Note in libertà” la silloge di Mauro Verde, pubblicata nella collana “I Diamanti della
Poesia” dell’Aletti Editore, che si propone di esplorare gli angoli meno illuminati dell’esperienza umana,
trasformando l’ordinario in un dialogo profondo tra autore e lettore. L’opera non è solo una raccolta di
versi, ma un’indagine accurata sulle “fratture” e sulle sfumature della quotidianità, nata da un’urgenza
interiore di espressione autentica e senza filtri. L’autore muove la sua penna tra i piccoli gesti e i silenzi
carichi di significato, dando voce a ciò che solitamente passa inosservato. «Ho scelto questo titolo -
racconta l’autore, che vive tra Milano, dove ha insegnato inglese nelle scuole medie e nei corsi serali del
Comune, e Livorno, dove si reca nel suo tempo libero - perché racchiude il senso di un percorso: liberare il
linguaggio da ciò che è superfluo per arrivare a qualcosa di autentico, di essenziale». La poesia diventa
uno strumento per fermare il tempo, trasformando i riflessi della memoria e le vibrazioni dei
sentimenti in immagini nitide e universali. «Parto spesso dal personale e tolgo il superfluo finché resta
un’emozione riconoscibile: quando diventa comune, diventa poesia». A dare spessore ai versi è anche il
solido bagaglio umano di Mauro, che da oltre 18 anni dedica la propria vita al volontariato. Questa
lunga esperienza di servizio costante è il cuore pulsante della sua visione del mondo: un impegno che ha
arricchito la sua scala di valori e che trasuda in ogni parola scelta. La libertà è interpretata proprio come
questa doppia dimensione: un bisogno intimo di verità e, al contempo, un’apertura verso l’altro. «Prima di
tutto è un’urgenza interiore - confessa l’autore -, un bisogno di esprimermi senza filtri. La scelta stilistica è
la naturale conseguenza di questo stato. Il testo prende forma da solo, seguendo il ritmo interiore. Scrivo
così, perché sento così».
Le liriche si configurano come un viaggio attraverso il potere del linguaggio. Ci sono parole che
pesano: quelle capaci di incidere e trattenere il dolore o il ricordo. E che liberano: quelle in grado
di curare le ferite e rivelare nuove prospettive. «Mauro Verde scrive come si tende una mano a un altro
da sé - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - proprio quando
l’aria è satura di competizione o parole urlate e solitudini mascherate da efficienza». La silloge invita il
lettore a rallentare, a osservare le crepe del quotidiano e a riscoprire la bellezza celata nei dettagli minimi,
confermando che la poesia è, prima di tutto, una compagna di viaggio indispensabile per comprendere la
complessità del cuore. «Vorrei lasciare uno spazio di riflessione. Non dare risposte, ma creare risonanza. Se
il lettore si riconosce anche solo in un verso, se si ferma un attimo a sentire, allora il mio intento è
raggiunto».
“Note in libertà”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti
Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal
14 al 18 maggio 2026. «E’ un’opportunità - commenta l’autore - ma anche una responsabilità: significa
portare la propria voce in uno spazio di confronto, dal privato al condiviso, dove le parole si incontrano e
la poesia trova il suo senso».
Federica Grisolia
(Vincenzo La Camera - Addetto Stampa Aletti Editore)

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