Leishmaniosi nei cani “la malattia silenziosa trasmessa dai pappataci che preoccupa sempre di più anche il Nord Italia”

 

Pastore Tedesco sdraiato su un prato durante una giornata estiva, immagine simbolo della salute e della prevenzione delle malattie canine come la leishmaniosi.

Per anni è stata considerata una malattia tipica delle regioni calde e costiere, ma oggi la leishmaniosi canina si sta diffondendo anche nel Nord Italia. Veterinari e specialisti segnalano infatti un aumento dei casi in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, complice il cambiamento climatico e la diffusione dei flebotomi, i piccoli insetti conosciuti come “pappataci”. Anche Alessandria Post approfondisce una patologia molto seria che può compromettere gravemente la salute dei cani e che richiede sempre maggiore prevenzione e attenzione.

Pier Carlo Lava

La leishmaniosi è una malattia parassitaria causata da un protozoo del genere Leishmania, trasmesso attraverso la puntura di insetti flebotomi, comunemente chiamati pappataci. Si tratta di piccoli insetti simili alle zanzare, attivi soprattutto:

  • dal tramonto all’alba;
  • nei mesi più caldi;
  • nelle aree umide;
  • vicino a vegetazione, giardini e campagne.

Per molto tempo la malattia era considerata tipica delle zone mediterranee e costiere, ma negli ultimi anni la situazione è profondamente cambiata. Oggi focolai e casi stabili vengono segnalati anche in Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto ed Emilia Romagna. In Piemonte le aree considerate più a rischio comprendono anche Casale Monferrato, Torino e Ivrea.

Secondo molti esperti, l’aumento delle temperature e gli inverni più miti stanno favorendo la sopravvivenza dei flebotomi anche in territori che un tempo erano considerati indenni.

La leishmaniosi non si trasmette direttamente da cane a cane o da cane a persona. Il parassita ha infatti bisogno del flebotomo per completare il proprio ciclo biologico e diventare infettante. Questo significa che il vero pericolo è rappresentato dalla puntura dell’insetto vettore.

Uno degli aspetti più insidiosi della malattia è che un cane infetto può restare senza sintomi anche per molto tempo. In altri casi, invece, la patologia può manifestarsi in modo progressivo e molto grave.

I sintomi possono essere estremamente variabili e coinvolgere diversi organi e apparati. Tra i segnali più frequenti:

  • perdita di peso;
  • stanchezza cronica;
  • dermatiti;
  • forfora persistente;
  • perdita di pelo attorno agli occhi e alle zampe;
  • crescita anomala delle unghie;
  • ulcere alle orecchie;
  • sanguinamento dal naso;
  • problemi oculari;
  • dolori articolari;
  • gonfiore dei linfonodi.

Nei casi più avanzati la leishmaniosi può provocare gravi danni renali, una delle principali cause di morte legate alla malattia. Possono comparire:

  • vomito;
  • diarrea;
  • sete eccessiva;
  • aumento della minzione;
  • ulcere orali;
  • insufficienza renale;
  • sintomi neurologici.

La diagnosi oggi è molto più accurata rispetto al passato grazie a esami specifici:

  • analisi del sangue;
  • PCR;
  • test sierologici;
  • esami delle urine;
  • biopsie e prelievi citologici.

Questi controlli permettono di individuare precocemente il parassita e valutare il grado di coinvolgimento degli organi interni, soprattutto dei reni.

Anche le terapie sono notevolmente migliorate negli ultimi anni. Sebbene la leishmaniosi resti una malattia complessa e cronica, molti cani oggi possono vivere a lungo e con buona qualità di vita grazie a cure mirate e controlli periodici.

I protocolli più utilizzati prevedono farmaci specifici associati all’allopurinolo, mentre nuove terapie hanno migliorato la gestione dei sintomi e ridotto gli effetti collaterali. In molti casi si ottiene una lunga remissione clinica della malattia.

Negli ultimi anni è cresciuta soprattutto l’importanza della prevenzione. Oggi esistono:

  • collari repellenti;
  • spot-on antiparassitari;
  • spray protettivi;
  • vaccini che aiutano a ridurre il rischio di sviluppare forme gravi.

I veterinari consigliano inoltre:

  • evitare che il cane dorma all’aperto nelle ore serali;
  • utilizzare zanzariere molto fitte;
  • ridurre ristagni e ambienti favorevoli agli insetti;
  • effettuare controlli periodici nelle aree a rischio.

La leishmaniosi non deve essere affrontata con allarmismo, ma con conoscenza e prevenzione. Riconoscere i sintomi in tempo e proteggere correttamente il cane può fare la differenza tra una malattia gestibile e conseguenze molto gravi.

Geo: La leishmaniosi canina è sempre più diffusa anche nel Nord Italia, compreso il Piemonte, dove sono stati segnalati focolai nelle aree di Torino, Ivrea e Casale Monferrato. Veterinari e specialisti invitano a rafforzare prevenzione e controlli soprattutto nei mesi caldi, periodo di maggiore attività dei flebotomi.

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