L’Eco di “Mattino d'Inverno” la lirica di Rosanna Nicolini, menzione di merito al Premio Internazionale di Poesia e Letteratura Ascoltando I silenzi del mare. La Poesia come Specchio e Monito dell'Umanità- Recensione di Ada Rizzo
Ci sono momenti in cui la natura cessa di essere un semplice sfondo delle nostre vite e si trasforma in una voce parlante, una coscienza amplificata che ci costringe a guardarci dentro. Nella poesia contemporanea, la capacità di rallentare il passo rispetto alla frenesia del mondo per mettersi in un atteggiamento di puro ascolto è un atto di vera e propria resistenza culturale. La lirica “Mattino d'inverno” di Rosanna Nicolini, fa esattamente questo: parte come un cammino intimo e solitario su una spiaggia fredda e si trasforma, con una svolta quasi teatrale, in un potente monito ecologico, etico e antropologico. Un testo che scuote le coscienze ma che, al tempo stesso, non rinuncia mai alla forza della speranza.
Il Testo della Poesia
Mattino d'inverno
In un tempo sospeso,
col passo cadenzato,
sulll' umida spiaggia
le impronte ho lasciato.
Ho Inspirato la Salsedine,
Il profumo nel vento,
assaporando ogni momento
di quel mattino
d'inverno,
che mi pareva eterno.
Il mare era in burrasca,
Il cielo nuvoloso;
Ma avevo il sole in tasca
e il gaudio del riposo,
perciò rimasi ad ascoltare
le sofferenti grida del mare!
: – Umanità
negletta e imbelle,
indocile e ribelle,
del creato hai sciupato
le cose più belle;
Perché Vuoi rovinare,
distrugger, demolire,
Piuttosto che innalzare,
edificare e costruire?
Ancora Non sei paga di
Quel c' hai squilibrato?
prova a cambiare
il corso degli eventi
mettendo un pò più cuore
nei tuoi futuri intenti;
fatti un bell' esame
di coscienza,
se vuoi puoi migliorar
la tua esistenza!
conosco, a tutt' oggi, le tue criticità
ma, con l' impegno
e la buona volontà,
puoi ancora costruire
un mondo migliore
In cui regni la Pace
e Trionfi l' Amore.
(Rosanna Nicolini)
Note Biografiche sull'Autrice
Nata e cresciuta a Massa (MS), Rosanna Nicolini è un'insegnante in pensione che ha ritrovato nella scrittura poetica una potente forma di espressione e di indagine interiore. Nelle sue opere l'autrice riesce a intrecciare con straordinaria fluidità emozioni profonde e riflessioni universali, offrendo al lettore una chiave di lettura intima e al tempo stesso collettiva della realtà.
La sua poetica si caratterizza per un legame viscerale con la memoria, la spiritualità e la natura, elementi che affiorano costantemente come fari conduttori nei suoi versi. Attraverso l'uso di immagini vivide e fortemente simboliche, esplora la fragilità dell'essere umano, la sua innata capacità di resilienza e il delicato rapporto tra passato e futuro, riflettendo su grandi temi come la fede e la speranza. Il valore della sua produzione letteraria ha ottenuto importanti riconoscimenti in numerosi concorsi di rilievo, tra i quali spiccano il “Premio Federiciano” e il “Premio San Domenichino”, dove ha ricevuto premi e menzioni d'onore. La sua scrittura è ampiamente apprezzata per la capacità di toccare le corde dell'anima con un linguaggio semplice ma fortemente evocativo, capace di generare un'immediata connessione emotiva.
Analisi Critica, Messaggio e Richiami Culturali
La struttura di Mattino d'inverno si muove su un affascinante doppio binario. Nella prima parte l'atmosfera è cullata dal ritmo lento e sensoriale del mare. L'incipit ("In un tempo sospeso, / col passo cadenzato") trasmette la quiete profonda di una camminata solitaria. C'è un contrasto visivo straordinario: fuori il mondo è in tempesta ("Il mare era in burrasca, / Il cielo nuvoloso"), ma dentro l'autrice dimora una luce assoluta, sintetizzata nella bellissima e moderna espressione "Ma avevo il sole in tasca".
A metà della lirica avviene la metamorfosi: attraverso la figura retorica della prosopopea, il mare si personifica e prende la parola. Le sue "sofferenti grida" diventano un atto d'accusa durissimo contro la cecità umana ("Umanità / negletta e imbelle, / indocile e ribelle"). Il testo intercetta in modo perfetto la Teoria della Dissonanza Cognitiva applicata alla crisi ecologica e sociale del nostro tempo: l'essere umano sa perfettamente cosa sia giusto per salvaguardare il pianeta e se stesso, eppure continua ad agire in modo autodistruttivo. Per superare questo disagio interiore, l'umanità si volta dall'altra parte. La poesia di Nicolini spezza questa ipocrisia, trasformando la colpa in responsabilità e chiedendo a gran voce un profondo "esame di coscienza".
Se la prima parte gioca sulla delicatezza delle sfumature, la seconda sceglie la via della massima chiarezza e del manifesto etico. L'uso di rime calzanti e baciate (imbelle/ribelle/belle) serve a dare forza e memorabilità al messaggio, rendendolo accessibile, diretto e privo di barriere intellettualistiche.
Pensiero Finale e Conclusione
“Mattino d'inverno” non è un semplice sfogo di fronte ai mali del mondo, né un esercizio di sterile pessimismo. La voce del mare, che a mio parere è poi la voce della coscienza della poetessa, cessa di gridare per aprire le braccia alla speranza. Pur conoscendo le fragilità e le "criticità" dell'uomo contemporaneo, il finale della lirica si sigilla con un messaggio di profonda fiducia nella buona volontà umana. Il futuro non è ancora scritto: mettendo "un po' più cuore nei futuri intenti", l'umanità ha ancora la possibilità di edificare anziché demolire. Un'opera rigenerante che, dalle pagine di Alessandria Post, arriva al lettore come una salvifica boccata d'aria marina in una fredda giornata d'inverno.
Ada Rizzo, 25 Maggio 2026, Jesolo

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