“Le sue labbra soffici” di Yuleisy Cruz Lezcano: il desiderio come risveglio poetico tra corpo, primavera e metamorfosi interiore

 

Primo piano fotografico di labbra femminili morbide e luminose immerse in una luce naturale delicata, immagine ispirata alla poesia “Le sue labbra soffici”

Quando Yuleisy Cruz Lezcano scrive Le sue labbra soffici, non costruisce semplicemente una poesia amorosa, ma trasforma il desiderio in movimento cosmico, in rinascita sensoriale e spirituale insieme. Nei suoi versi il corpo non è mai soltanto materia: diventa paesaggio emotivo, spazio di metamorfosi, luogo in cui memoria, eros e immaginazione si intrecciano fino a dissolvere il confine tra realtà e sogno. Alessandria Post dedica questa recensione a una poesia intensa e vibrante, capace di fondere sensualità, musicalità e tensione visionaria in una scrittura profondamente femminile e contemporanea.
Pier Carlo Lava

Le sue labbra soffici
Yuleisy Cruz Lezcano

Le sue labbra soffici
celano vari ritorni.
Nell'universo dei contorni,
quante nuotate!

Dove sono i letarghi
addormentati un tempo
nei silenzi larghi
il risveglio sento.

Primavera. Il chiar di astri
luccica sui sassi,
le lune sono incastri,
più lenti i passi

masticano un fil di chimera.
Se mi amara questa sera!
Mi sfilerei in tutta calma
rosa fuori e dentro spalma.

Bacio nella bocca
tremolar che tocca
appena penso: E sia...
sono il calice che si avvia.

Y. C. L.

La poesia si apre con un’immagine di straordinaria morbidezza e mistero: “Le sue labbra soffici celano vari ritorni.” Fin dal primo verso emerge uno degli elementi centrali della poetica di Yuleisy Cruz Lezcano: il desiderio non viene mai rappresentato come semplice impulso fisico, ma come ritorno emotivo, memoria incarnata, esperienza ciclica che attraversa il tempo e l’identità.

L’autrice costruisce una scrittura fortemente musicale, quasi liquida, dove le parole sembrano muoversi per onde successive. “Nell’universo dei contorni, quante nuotate!” è un verso che trasforma il corpo e il sentimento in spazio acquatico e cosmico insieme. Qui il linguaggio si fa sensoriale ma anche visionario, ricordando a tratti certa poesia di Alda Merini e Anaïs Nin, pur mantenendo una voce personale e riconoscibile.

Molto intensa è la seconda strofa, dominata dal tema del risveglio. I “letarghi addormentati” evocano stati interiori sospesi, silenzi antichi e desideri rimasti in attesa. Ma qualcosa cambia: “il risveglio sento.” È una rinascita che passa attraverso il corpo, la natura e la percezione sensoriale del mondo.

La primavera diventa allora simbolo centrale della poesia. Non è soltanto stagione naturale, ma condizione dell’anima. Gli astri che “luccicano sui sassi” e le “lune incastri” costruiscono un paesaggio quasi onirico, dove realtà e immaginazione si sovrappongono continuamente. La poesia di Yuleisy Cruz Lezcano ha infatti questa caratteristica particolare: riesce a fondere concretezza e sogno senza mai spezzare l’armonia del testo.

Bellissima anche l’espressione “più lenti i passi masticano un fil di chimera”. Qui il ritmo rallenta e il desiderio si fa meditazione, sospensione, attesa quasi rituale. La chimera non è inganno, ma possibilità poetica dell’esistenza.

Nella parte finale la poesia raggiunge il suo vertice emotivo ed erotico. “Mi sfilerei in tutta calma rosa fuori e dentro spalma” è un verso di grande sensualità, ma mai volgare o esibita. Il corpo viene raccontato come apertura, come gesto di abbandono delicato e consapevole. L’eros, nella scrittura di Yuleisy Cruz Lezcano, è sempre attraversato da una dimensione spirituale e simbolica.

Il finale è straordinariamente evocativo: “sono il calice che si avvia.” L’immagine del calice richiama contemporaneamente il desiderio, il rito, la trasformazione e l’offerta di sé. È un’immagine femminile potente, che chiude la poesia lasciando nel lettore una sensazione di vibrazione sospesa.

Dal punto di vista stilistico, Yuleisy Cruz Lezcano conferma la sua capacità di lavorare sulla musicalità interna del verso. La poesia procede per immagini, suoni e intuizioni emotive più che per narrazione lineare. Ogni parola sembra scelta non soltanto per il significato, ma anche per il ritmo e per la capacità evocativa.

Questa poesia parla di desiderio, ma anche di identità femminile, rinascita e trasformazione interiore. È una scrittura che non teme la delicatezza e che proprio nella delicatezza trova la propria forza più intensa.

Biografia dell’autrice
Yuleisy Cruz Lezcano è poetessa, scrittrice e intellettuale di origine cubana residente in Italia. Nella sua produzione poetica affronta temi legati all’identità, alla femminilità, all’eros, alla memoria e alla dimensione spirituale dell’esistenza. La sua scrittura si distingue per la forte musicalità del verso, l’intensità sensoriale delle immagini e la capacità di intrecciare emozione, simbolismo e riflessione interiore.

In un’epoca spesso dominata dalla comunicazione aggressiva e superficiale, poesie come Le sue labbra soffici ricordano invece il valore della lentezza emotiva, dell’ascolto sensoriale e della delicatezza poetica. Yuleisy Cruz Lezcano costruisce un testo breve ma densissimo, dove ogni immagine sembra aprire nuovi spazi interiori e nuove possibilità di interpretazione.

Geo: La poesia contemporanea italiana continua a essere attraversata da voci femminili capaci di fondere introspezione, sensualità e ricerca linguistica. Alessandria Post dedica spazio alla poesia d’autore e agli scrittori che attraverso la parola poetica esplorano le emozioni, il desiderio e le trasformazioni dell’animo umano.

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