“Le parole mute restano dentro” di Pinella Gambino: la poesia sul silenzio e sulle ferite che non smettono di parlare

 

omo che cammina da solo lungo una strada immersa in un paesaggio montano luminoso e nitido, simbolo di rinascita, silenzio e ricerca interiore.

Ci sono silenzi che fanno più rumore delle parole. Anche Alessandria Post continua a raccontare la poesia contemporanea come uno spazio dove il dolore, la memoria e la fragilità umana trovano finalmente voce. Questa lirica attraversa il tema del non detto con immagini intense e visionarie, trasformando la sofferenza in una riflessione profonda sull’identità, sulle paure e sulla possibilità di rinascere oltre il confine delle ombre.

Pier Carlo Lava

“Le parole mute restano dentro” di Pinella Gambino

Non seppi mai se il silenzio fu voce
se la bandana che copriva gli occhi
si sciolse al sole diventando velo
e trasparenze svelarono il dolore.

Dimmi di te, della tua mano che lanciò
la pietra, di quel ragazzo che tenevi al buio
e di me, ch'ebbi il coraggio di accendere la luce
di rivelare i tuoi doppi e le paure
che tinsero d'azzardo ogni tuo gesto.

Ma cosa dico... le ore non consentono ritorni
e le mie scarpe la strada calpestata più non ricordano...
sono pesanti i passi
e l'ombra si discosta, stretta al muro.

C'è chi finge potenza nel giardino
delle forzature
e invece tace, chi conosce il vero.

Ricorda che il non detto
resta attaccato alle parole mute
e che abbiamo scavalcato il colle...
là spira ancora, il vento attraversato.

... è alla frontiera che ricomincia il giorno.

Questa poesia colpisce immediatamente per la sua atmosfera sospesa, quasi crepuscolare. Il testo si muove tra memoria, rimpianto e bisogno di verità, utilizzando immagini simboliche che restano impresse nella mente del lettore. La bandana sugli occhi che diventa velo, le scarpe che dimenticano il cammino, l’ombra stretta al muro: ogni elemento diventa metafora di una ferita interiore mai davvero guarita.

Uno degli aspetti più potenti della lirica è il tema del “non detto”. Le parole taciute diventano presenze invisibili ma persistenti, capaci di continuare a vivere anche quando il tempo sembra aver cancellato tutto. La poesia suggerisce che certe verità non possono essere sepolte, perché restano legate alle emozioni e ai silenzi di chi le ha vissute.

Molto intensa anche la simbologia della luce. Il verso “ebbi il coraggio di accendere la luce” rappresenta il momento della rivelazione, della presa di coscienza. Ma la luce, in questa poesia, non consola: mostra ciò che era nascosto, obbliga a guardare dentro le paure e i “doppi” dell’animo umano.

Dal punto di vista stilistico, il testo alterna delicatezza lirica e forza emotiva. Le pause, le sospensioni e il ritmo lento amplificano il senso di malinconia e di ricerca interiore, creando una musicalità quasi meditativa.

Il finale è la vera chiave della poesia. “È alla frontiera che ricomincia il giorno” non è soltanto un’immagine poetica, ma una dichiarazione di resistenza. Dopo il dolore, dopo il silenzio, dopo le parole rimaste mute, esiste ancora un confine oltre il quale può ricominciare la vita.

Geo: La poesia contemporanea continua a essere uno strumento potentissimo per raccontare inquietudini, memoria e fragilità umane. Alessandria Post dedica spazio alla diffusione della cultura poetica e alla valorizzazione di testi capaci di unire introspezione, emozione e ricerca espressiva.

Seguiteci su: Alessandria Post - Facebook: Pier Carlo Lava - News Online di Alessandria e non solo - Twitter @icittadini di Pier Carlo Lava

Se ti è piaciuto, condividilo su WhatsApp.

Commenti