“La Terra è casa, futuro e responsabilità: ad Alessandria la scuola diventa comunità per la Festa della Terra 2026”


C’è qualcosa di profondamente vero quando sono i bambini a raccontare il mondo: non parlano per teoria, ma per istinto, per appartenenza, per futuro. La Festa della Terra ad Alessandria non è stata solo una ricorrenza, ma un gesto collettivo di consapevolezza, un modo per ricordarci che il rispetto dell’ambiente non nasce nei convegni, ma nei piccoli gesti quotidiani, nelle mani che piantano, negli occhi che osservano, nelle parole che diventano responsabilità. 
In un tempo segnato da crisi climatiche e incertezze globali, vedere una scuola trasformarsi in comunità attiva è un segnale forte: educare significa seminare tempo, costruire coscienza, dare forma a un domani possibile. E forse è proprio da qui, da questi colori tracciati sull’asfalto e da queste voci giovani, che può davvero ripartire il nostro rapporto con la Terra.
Pier Carlo Lava

C’è qualcosa di profondamente autentico quando i bambini parlano della Terra: non lo fanno per teoria, ma per istinto, per appartenenza. La Festa della Terra celebrata dall’Istituto Comprensivo Sibilla Aleramo ad Alessandria non è stata solo un evento, ma un vero atto collettivo di consapevolezza, un percorso che dimostra come educare significhi costruire futuro, giorno dopo giorno. In un tempo in cui si parla molto di ambiente ma si agisce poco, queste esperienze rappresentano un segnale concreto: il cambiamento può partire davvero dalla scuola.

Pier Carlo Lava


Alessandria: L’iniziativa, sviluppata nel corso di una settimana ricca di attività, ha coinvolto studenti di ogni età in laboratori, piantumazioni ed esperienze all’aperto, trasformando l’educazione ambientale in un’esperienza viva e condivisa. Un percorso che, come raccontato, si è costruito attraverso “mani sporche di terra, sguardi che imparano, parole che diventano responsabilità” .  Il momento culminante si è svolto il 29 aprile presso l’Aula Magna della scuola Straneo, dove la celebrazione si è trasformata in un intreccio di linguaggi: musica, teatro, scienza e racconto. Non un semplice convegno, ma una vera narrazione collettiva di dieci anni di impegno e crescita.


Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali della dirigente scolastica, con un messaggio chiaro: riconoscere la Terra come casa comune. Da qui, una serie di interventi e performance hanno dato voce agli studenti: dal monologo teatrale al Cantico delle Creature, fino alle esibizioni musicali e coreografiche.  Particolarmente significativo il contributo delle scuole primarie e dell’infanzia, che hanno saputo raccontare l’ambiente con semplicità e profondità: dalla “Carta d’identità del ciliegio” al viaggio simbolico dei rifiuti, fino ai progetti dedicati alla primavera e alla cura del territorio...

Il progetto “Orti a Scuola Slow Food” ha rappresentato uno dei pilastri dell’iniziativa, creando una rete tra scuola e territorio, con la partecipazione di associazioni, enti e realtà locali. Un vero ecosistema umano, dove educazione e comunità si incontrano.  La scuola secondaria ha invece approfondito temi scientifici e globali, come il ciclo del carbonio e la crisi climatica, dimostrando come la conoscenza sia il primo passo per proteggere ciò che ci circonda.

A chiudere l’evento, interventi e riflessioni che non hanno segnato una fine, ma un nuovo inizio. Perché, come sottolineato, dieci anni di progetto non sono solo un anniversario, ma una dichiarazione: educare significa seminare tempo e costruire il mondo che verrà .


Geo:
L’iniziativa si è svolta ad Alessandria, coinvolgendo l’Istituto Comprensivo Sibilla Aleramo e le sue sedi, tra cui la scuola Straneo. Un progetto radicato nel territorio piemontese, che dimostra come la scuola possa diventare punto di riferimento per la comunità e laboratorio di educazione ambientale.

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