“La sera dell’Annunziata” di Vincenzo Savoca: il pozzo della memoria dove l’amore continua a tremare

 

Antico pozzo in pietra in un borgo siciliano al tramonto, con una giovane coppia innamorata immersa in un’atmosfera romantica e malinconica ispirata alla poesia “La sera dell’Annunziata” di Vincenzo Savoca.

Ci sono poesie che raccontano un amore, e altre che sembrano custodirlo come un segreto dentro la notte. In “La sera dell’Annunziata”, Vincenzo Savoca costruisce un lungo canto della memoria dove il tempo, il desiderio e il rimpianto si intrecciano come acqua scura sul fondo di un pozzo. Alessandria Post propone una recensione di un testo profondamente lirico, attraversato da immagini antiche, sensuali e malinconiche, nel quale l’infanzia e l’età adulta si rincorrono senza mai davvero separarsi.
Pier Carlo Lava

La poesia si apre con una delle immagini più suggestive dell’intero componimento: “La sera si specchia nel pozzo”. È subito chiaro che il pozzo non è soltanto un elemento reale del paesaggio, ma il simbolo stesso della memoria interiore. Dentro quel pozzo si riflettono:

  • l’infanzia,
  • il desiderio,
  • il corpo che cambia,
  • il tempo che consuma,
  • e soprattutto un amore mai davvero concluso.

Savoca utilizza un linguaggio fortemente musicale e visionario, ricco di immagini quasi pittoriche. La notte viene descritta come “un abito di sposa”, trapunto di stelle e brillanti, trasformando il cielo in una creatura femminile sospesa tra purezza e seduzione. Ma sotto questa bellezza permane sempre una tensione oscura. La sera della nascita del poeta è infatti associata alla tempesta, ai fulmini, alla “mala follia”. È come se la vita stessa fosse nata già segnata da un destino inquieto, passionale, destinato al tormento del ricordo.

La parte centrale della poesia è forse la più intensa e delicata. Qui Savoca rievoca l’adolescenza attraverso immagini di scoperta amorosa che conservano una straordinaria innocenza. La ragazza amata parla “con versi di bimba”, mentre il poeta adolescente scopre il turbamento del corpo femminile attraverso il simbolo dell’orchidea e del “primo ciuffo”. Sono versi che evocano una sensualità trattenuta, quasi pudica, ma proprio per questo potentissima. Non c’è mai volgarità. Tutto resta sospeso tra stupore, desiderio e timore sacrale.

L’acqua del pozzo diventa allora il luogo dove il tempo sembra fermarsi. I due giovani si incontrano lì come dentro un piccolo universo separato dal mondo. “Nel vortice d’acqua, il sole in pugno” è un’immagine straordinaria, perché racchiude insieme:

  • la felicità assoluta dell’infanzia,
  • la luce del primo amore,
  • e l’illusione di poter trattenere il tempo.

Ma il tempo, inevitabilmente, passa. Ed è proprio il passaggio dall’adolescenza all’età adulta a rendere questa poesia così struggente. La ragazza diventa donna, il poeta osserva il mutamento dei corpi e dei sentimenti, mentre l’orchidea dell’infanzia si trasforma lentamente in un fiore sfogliato dalla vita. Savoca affronta il tema della memoria amorosa con una sensibilità che richiama certi momenti di Salvatore Quasimodo e di Pablo Neruda: il corpo amato non è mai soltanto corpo, ma luogo sacro della nostalgia.

Il finale è devastante nella sua dolcezza disperata. “Mai più mi vedrai” non è soltanto un addio tra due persone, ma la presa di coscienza che nessun amore può restare identico al ricordo che lo custodisce. Eppure il poeta continua ad accarezzare “i petali uno ad uno”, quasi volesse impedire alla memoria di morire davvero. La poesia si chiude così dentro una sera umida, malinconica, piena di rimorso e di tenerezza.

“La sera dell’Annunziata” è una poesia che parla soprattutto della fragilità del tempo umano. Vincenzo Savoca trasforma il ricordo amoroso in una lunga elegia dove il passato continua a vivere come acqua immobile sul fondo di un pozzo. Ed è forse proprio questo il vero cuore del testo: l’amore non scompare mai del tutto, continua semplicemente a specchiarsi dentro di noi.

LA SERA DELL'ANNUNZIATA

di Vincenzo Savoca

La sera si specchia nel pozzo,
d'ombra scura sì torta e nera,
e su muri sbrecciati di case,
d'inutilre luminaria la danza.

Un abito di sposa ha la notte,
trapunto di lustrini e brillanti.
Muta, sciamando fra nembi,
tra ventagli di fulgide stelle.

Non così la sera in cui nacqui.
Di mala follia, scura e funesta!
Il vento trascinò la tempesta,
fu di fulmini quell'Annunziata!

Mi specchiavo ancora ragazzo,
i gomiti sulla bocca del pozzo,
nell'incavo delle mani un sorso
di parole intime, d'amore puro.

Tu mi parlavi con versi di bimba,
sì dolce la voce!, quieta avvinta,
gl'occhi belli e puri, la faccia sul
petto, d'esile gioco era l'amore!

La tua orchidea col primo ciuffo,
culla dei miei primi turbamenti,
mi lasciavi vedere, bella e pura.
"Guardare ti basta!" dicevi casta.

M'era bello nel pozzo ritornare.
Tu fidanzatina m'aspettavi con
addosso dolcezze d'amore, nel
vortice d'acqua, il sole in pugno.

Così giocavamo dietro al pozzo,
giorni belli d'infanzia, subbuglio
d'ansiti, palpebre chiuse, gioco
d'acqua, il sole nume benigno.

T'ho vista nel passare del tempo,
frutto maturo, tu foglia già mia.
"Guardare ti basta?" hai chiesto
con voce di donna, il viso di luna.

Orchidea d'antichi ricordi, d'età
selvaggia, sogni rimasti nel pozzo,
inizio d'alba e di vita, melodia le
carezze, tu rinata fra le mie mani.

Ora t'accarezzo i petali uno ad uno
con rimorso, ed ancora in segreto.
Una criniera ormai il ciuffo castano,
sfogliato fiore, selva d'umida sera!

Stasera, è quella dell'Annunziata.
M'hai detto "Mai più mi vedrai, ci
portiamo addosso un dolce sogno
che più non c'incanta". E piangevi.

Geo: Ragusa continua a essere una terra profondamente legata alla memoria poetica del Mediterraneo, dove il paesaggio, la notte, il vento e i sentimenti diventano materia lirica. Vincenzo Savoca si inserisce in quella tradizione poetica siciliana capace di fondere sensualità, malinconia e riflessione sul tempo. Alessandria Post dedica spazio alla poesia contemporanea italiana come luogo di resistenza emotiva e culturale in un’epoca dominata dalla velocità e dalla dimenticanza.Seguiteci su: Alessandria Post - Facebook: Pier Carlo Lava - News Online di Alessandria e non solo - Twitter @icittadini di Pier Carlo Lava

Se ti è piaciuto, condividilo su WhatsApp.

Commenti