Pippo Bunorrotri
Quienes escribimos como yo, sabemos que hay un momento de total vulnerabilidad, un vértigo que te invade cuando te encuentras solo frente a la página en blanco. Sientes una presión en el pecho, es la necesidad desesperada de traducir en verso algo que no tiene cuerpo, ni forma, ni voz.
Por esta razón, al leer los versos de este poema sentí esa emoción inconfundible que solo quienes viven guiados por las emociones pueden reconocer.
El poema comienza con una declaración que es un manifiesto para cualquiera que conozca la poesía: la existencia de palabras que definen el tiempo entre la eternidad y el infinito. Como escritor, sé lo difícil que es habitar esos límites.
La tarea que se propone Pippo Bunorrotri, y que compartimos los escritores, es casi matemática: utilizar los «números» y los «sonidos» del lenguaje para interpretar pequeños momentos cotidianos, para mostrar la otra realidad, la que el mundo esconde tras las prisas y las apariencias.
Hay un pasaje, en la tercera estrofa, que realmente me impactó:
«Poesía,
Es todo y nada. Es un pequeño suspiro.
y es la esencia de todo.»
Esta es la paradoja más dolorosa y magnífica de nuestro arte. Dedicamos horas, a veces días, a pulir un solo verso, buscando el adjetivo perfecto, solo para darnos cuenta de que hemos creado apenas un «pequeño suspiro». Sin embargo, cuando ese suspiro se pierde «entre el alma y la mente» del lector, se convierte en lo absoluto, en un universo entero. Demuestra que la poesía no se escribe para ser comprendida, sino para tocar las fibras más sensibles del ser humano.
Como escritora, suelo buscar la metáfora perfecta que sorprenda. Sin embargo, este poema me enseñó algo valioso:
“Cuando la poesía
Se muestra desnuda y sin adornos.
Todo es fascinante.
El verdadero poder de las palabras no reside en su ornamentación, sino en su desnudez desarmante. Cuando un verso se despoja de todo artificio, se convierte en un espejo puro. El tiempo se detiene, los segundos se dilatan y el lector es literalmente absorbido, obligado a reabrir ese cajón secreto que el Poeta llama espléndidamente la «biblioteca de la memoria».
Leer este poema fue como conversar con el talentoso poeta Pippo Bunorrotri. Para mí, fue un momento de pura iluminación y de inmenso placer: verso tras verso, encontré exactamente las mismas emociones, y este poema me recordó por qué sigo escribiendo, por qué amo tanto escribir.
Los versos de Pippo Bunorrotri se han convertido en míos, y lo único que me queda por hacer es arder con él en el mismo fuego.
Giuseppina De Biase
LA POESÍA
Palabras invisibles
que definen el tiempo
entre lo eterno y lo infinito,
entre la quimera y la fantasía,
entre lo perceptible y lo invisible,
entre la vida y el sueño,
entre la felicidad de un anhelo
y la decepción de la realidad,
entre el pensamiento y el silencio.
Palabras invisibles
que leen el caos del mundo,
sus números y sus sonidos
interpretando la vida
con sus momentos
y sus pequeños instantes
que describen con celo
mostrando esa otra realidad
que esconde el mundo.
La poesía,
lo es todo y es nada
es un suspiro pequeño
y es lo absoluto de todo
cuando sus versos se pierden
entre el alma y el cerebro.
Cuando la poesía
muestra su encanto
y su decepción
el tiempo se detiene
para escuchar el silencio
de la verdad de un sentir
que define los segundos
de los instantes de ese momento
que renueva tus emociones.
Cuando la poesía se muestra
desnuda y sin galas
todo cautiva,
todo cambia,
retornando aquel instante
que guardas como secreto
en la biblioteca de la memoria.
Pippo Bunorrotri
LA POESIA
Pippo Bunorrotri
Chi scrive come ME sa che esiste un momento di totale vulnerabilità, una vertigine che ti prende quando ti trovi da solo davanti alla pagina bianca. Senti una pressione sul petto, è il disperato bisogno di tradurre in versi qualcosa che non ha corpo, né forma, né voce.
Per questo, quando ho letto i versi di questa Poesia ho avvertito quel brivido inconfondibile che solo chi vive di emozioni può riconoscere.
La Poesia si apre con una dichiarazione che è un manifesto per chiunque mastichi versi: l’esistenza di parole che definiscono il tempo tra l’eterno e l’infinito. Da scrittrice, so quanto sia difficile abitare quei confini.
Il compito che Pippo Bunorrotri si assegna, e che noi scrittori condividiamo, è quasi matematico: usare i «numeri» e i «suoni» del linguaggio per interpretare i piccoli momenti quotidiani, per mostrare l’altra realtà, quella che il mondo nasconde dietro la fretta e le apparenze.
C’è un passaggio, nella terza strofa, che mi ha letteralmente presa:
“ La Poesia,
È tutto e niente. È un piccolo sospiro
ed è l’assoluto di tutto”.
Questo è il paradosso più doloroso e magnifico della nostra arte. Dedichiamo ore, a volte giorni, a limare un singolo verso, a cercare l’aggettivo perfetto, per poi renderci conto che abbiamo creato solo un «piccolo sospiro». Eppure, quando quel sospiro si perde «tra l’anima e il cervello» di chi legge, diventa l’assoluto, diventa un intero universo. È la dimostrazione che la Poesia non si scrive per farsi capire ma per far vibrare le corde più profonde dell’essere umano.
Da scrittrice, tendo spesso a cercare la metafora perfetta che stupisce. Questa Poesia, invece, mi ha insegnato un qualcosa di prezioso:
“Quando la poesia
si mostra nuda e senza fronzoli
Tutto è affascinante”
La vera potenza della parola non sta negli ornamenti, ma nella sua disarmante nudità. Quando un verso è spoglio, diventa uno specchio pulito. Il tempo si ferma, i secondi si dilatano e il lettore viene letteralmente risucchiato indietro, costretto a riaprire quel cassetto segreto che il Poeta chiama splendidamente la “biblioteca della memoria”.
Leggere questa Poesia è stato come dialogare con il bravo Poeta Pippo Bunorrotri, è stato per me un momento di pura illuminazione e di immenso piacere: verso dopo verso, ho ritrovato le mie stesse identiche emozioni e questa Poesia mi ha ricordato esattamente perché continuo a scrivere, perché amo tanto scrivere.
I versi di Pippo Bunorrotri sono diventati miei, e a me non resta che bruciare insieme a lui nello stesso incendio.
Giuseppina De Biase
LA POESIA
Parole invisibili
che definiscono il tempo
tra l’eterno e l’infinito,
tra la chimera e la fantasia,
tra il percepibile e l’invisibile,
tra la vita e il sogno,
tra la felicità di un desiderio
e la delusione della realtà,
tra il pensiero e il silenzio.
Parole invisibili
che leggono il caos del mondo,
i suoi numeri e i suoi suoni
interpretando la vita
con i suoi momenti
e i suoi piccoli istanti
che descrivono con zelo
mostrando quell’altra realtà
che il mondo nasconde.
La Poesia,
È tutto e niente.
È un piccolo sospiro
ed è l’assoluto di tutto
quando i suoi versi si perdono
tra l’anima e il cervello.
Quando la poesia
Mostra il suo fascino
e la sua delusione
Il tempo si ferma
per ascoltare il silenzio
della verità di un sentire
che definisce i secondi
degli istanti di quel momento
che rinnova le tue emozioni.
Quando la poesia si mostra
nuda e senza fronzoli
Tutto è affascinante.
tutto cambia,
Ritornando a quell’istante
che conservo come un segreto
nella biblioteca della memoria.
Pippo Bunorrotri
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