Krumiri di Casale Monferrato, la storia del biscotto piemontese che conquistò l’Italia

 

Krumiri di Casale Monferrato serviti su un piatto rustico accanto alla storica scatola rossa Krumiri Rossi, in un’ambientazione calda e tradizionale piemontese.

Ci sono dolci che nascono da una ricetta, e altri che diventano simboli di una città. I Krumiri appartengono a questa seconda categoria: biscotti semplici solo in apparenza, capaci di raccontare oltre un secolo di storia piemontese, tradizione artigianale e memoria collettiva. Ancora oggi il profumo dei Krumiri accompagna le vie di Casale Monferrato e rappresenta uno dei simboli gastronomici più conosciuti del Monferrato.
Pier Carlo Lava

La storia dei Krumiri inizia ufficialmente nel 1878, quando il pasticcere Domenico Rossi creò nel suo laboratorio di Casale Monferrato un biscotto destinato a diventare celebre ben oltre i confini piemontesi. Secondo la tradizione, l’idea nacque quasi per caso durante una serata trascorsa con amici al celebre “Bottegone”, il Caffè della Concordia di piazza Mazzini. Dopo la chiusura del locale, il gruppo si trasferì nel laboratorio del pasticcere per preparare qualcosa da mangiare, e proprio lì prese forma il primo Krumiro.

Il nome “Krumiri” ha sempre alimentato curiosità e leggende. Una delle teorie più diffuse collega il termine ai “Kroumir”, tribù tunisina molto nota nell’Ottocento, mentre un’altra versione lega il biscotto al liquore “krumiro”, molto apprezzato nei salotti casalesi dell’epoca. Esiste poi una suggestione linguistica che richiama il termine yiddish “krumm”, cioè “curvo”, proprio come la forma del biscotto.

La forma arcuata dei Krumiri è uno degli elementi più riconoscibili. Secondo la tradizione, Vittorio Emanuele II avrebbe ispirato Domenico Rossi con i suoi celebri baffi a manubrio. Il sovrano era morto proprio nel 1878, lo stesso anno di nascita dei biscotti, e il dolce sarebbe stato un omaggio simbolico alla figura del primo re d’Italia.

La ricetta originale è rimasta sostanzialmente invariata nel tempo. Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina, burro, zucchero, uova e vaniglia, senza aggiunta di acqua. Ancora oggi la lavorazione tradizionale prevede passaggi manuali che rendono i veri Krumiri diversi dalle imitazioni industriali diffuse nel tempo. La piegatura caratteristica viene realizzata a mano, così come il confezionamento nelle storiche scatole di latta rosse diventate iconiche.

Il successo dei Krumiri arrivò rapidamente. Nel 1884, all’Esposizione Universale di Torino, Domenico Rossi ottenne una medaglia di bronzo. Negli anni successivi arrivarono importanti riconoscimenti ufficiali dalla Casa Reale italiana, tra cui i brevetti concessi dai Duchi di Genova e da re Umberto I. Da semplice biscotto artigianale, il Krumiro divenne così un prodotto simbolo dell’eccellenza dolciaria piemontese.

Dopo la morte di Rossi, l’attività passò prima alla famiglia Ariotti e poi, nel 1953, alla famiglia Portinaro, che contribuì alla diffusione internazionale del marchio. Fu proprio in quel periodo che la tradizionale confezione in legno venne sostituita dalla celebre scatola metallica, pensata per conservare meglio aroma e fragranza. Con il tempo i Krumiri arrivarono persino sulle tavole istituzionali italiane e internazionali, dal Quirinale alla Casa Bianca.

Ancora oggi i Krumiri rappresentano uno dei simboli gastronomici più forti del Monferrato e del Piemonte. Visitare Casale Monferrato significa inevitabilmente imbattersi nel profumo di burro e vaniglia che esce dal laboratorio storico di Krumiri Rossi Portinaro, custode di una tradizione che continua da quasi centocinquant’anni. I Krumiri non sono soltanto biscotti: sono un pezzo di identità culturale piemontese, un racconto di artigianato, memoria e sapori che attraversa le generazioni.

Geo: Casale Monferrato è una delle città simbolo del Monferrato piemontese e custodisce una lunga tradizione gastronomica e artigianale. Oltre ai vini e alla cultura storica del territorio, la città è conosciuta in tutta Italia per i Krumiri, diventati nel tempo un vero emblema locale. Alessandria Post continua a valorizzare storie, tradizioni e curiosità del territorio piemontese attraverso articoli dedicati alla memoria culturale e gastronomica del Monferrato.

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