Inventronics ripensa la sostenibilità con Ollum: il focus si sposta sull’uso dei prodotti





Inventronics ripensa la sostenibilità con Ollum: il focus si sposta sull’uso dei prodotti


11 maggio 2026 – Nel settore dell’illuminazione a LED, l’impatto ambientale si gioca ben oltre le operazioni aziendali. Un progetto di Inventronics GmbH misura la propria carbon footprint completa (Scope 1, 2 e 3), rivelando un dato chiave: oltre il 90% delle emissioni deriva dalla fase d’uso dei prodotti, per un totale di circa 800.000 tonnellate di CO₂ equivalente.

Un risultato che ribalta la prospettiva tradizionale sulla sostenibilità aziendale e rafforza il ruolo strategico dell’ecodesign nei processi decisionali.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Ollum, società di consulenza specializzata in analisi LCA, carbon footprint e strategie di decarbonizzazione, che ha supportato Inventronics nella definizione della metodologia, nella raccolta dati e nello sviluppo del modello di calcolo.


Un progetto per rispondere a CSRD e richieste di mercato

Inventronics, leader globale nei sistemi di illuminazione LED e protagonista di una forte espansione, ha avviato il progetto con un duplice obiettivo: costruire una baseline solida per il bilancio di sostenibilità e rispondere alle crescenti richieste di dati ambientali da parte di clienti e stakeholder.

Inventronics GmbH, con sede vicino a Monaco di Baviera, rappresenta infatti la principale entità europea del gruppo ed è tra le prime a rientrare nel perimetro della CSRD, rendendo necessaria una rendicontazione strutturata e replicabile.


Dai dati alla strategia: un approccio centrato sul prodotto

Il progetto si è distinto per un approccio integrato, con la copertura completa degli Scope 1, 2 e 3: le emissioni dirette (Scope 1), quelle legate all’energia acquistata (Scope 2) e tutte le emissioni indirette lungo la catena del valore (Scope 3). L’analisi è stata effettuata lungo tutta la catena del valore e un forte focus sul prodotto, vero driver emissivo del settore.

Attraverso la raccolta di dati primari (logistica, consumi, attività aziendali) e l’utilizzo di database LCA internazionali, è stato possibile modellare in modo avanzato le principali categorie dello Scope 3, tra cui materiali acquistati, trasporti e soprattutto la fase d’uso.

Un elemento centrale del progetto è stato lo sviluppo di scenari d’uso realistici, costruiti insieme al team R&D, per rappresentare in modo accurato il comportamento dei prodotti nel tempo. Ollum ha svolto un ruolo chiave nella modellazione delle emissioni lungo la catena del valore, con particolare attenzione allo Scope 3 e alla costruzione di scenari d’uso rappresentativi.


Un carbon tool per migliaia di prodotti

Per gestire la complessità del catalogo, oltre 5.000 SKU (Stock Keeping Unit, ovvero codici identificativi univoci dei singoli prodotti e delle loro varianti), è stato sviluppato un carbon tool collegato al gestionale aziendale, in grado di associare fattori di emissione ai singoli componenti e calcolare quasi automaticamente l’impatto ambientale a partire dalla distinta base.

Il risultato è un sistema scalabile che consente oggi di calcolare la carbon footprint di qualsiasi prodotto in pochi minuti, supportando analisi LCA e richieste commerciali, consentendo risposte più rapide e affidabili alle richieste dei clienti relative ai dati ambientali.

Questa capacità consente risposte più rapide e affidabili alle richieste dei clienti relative ai dati ambientali, incluse le LCA (Valutazioni del Ciclo di Vita).

Il tool, sviluppato con il supporto di Ollum, rappresenta un elemento strategico non solo per la rendicontazione, ma anche per integrare la sostenibilità nei processi decisionali aziendali e nelle attività commerciali.


Emissioni indirette dominanti, trasporti marginali

L’analisi ha evidenziato una distribuzione delle emissioni estremamente concentrata: oltre il 90% è attribuibile allo Scope 3, mentre le emissioni dirette (Scope 1 e 2) risultano inferiori all’1%, a conferma del limitato impatto delle attività operative europee, principalmente logistiche e commerciali.

Interessante anche il dato sui trasporti: nonostante una supply chain globale, il loro contributo è marginale, grazie al peso ridotto dei componenti elettronici.


Le leve di riduzione: materiali, efficienza e controllo

A partire dai risultati, sono state identificate alcune direttrici di miglioramento ad alto impatto:

incremento del contenuto riciclato nei materiali (plastica e alluminio)

miglioramento dell’efficienza dei driver e moduli LED

diffusione di sistemi di controllo intelligente e dimmerazione

Anche piccole variazioni in termini di efficienza energetica possono generare effetti rilevanti, proprio perché agiscono sulla fase d’uso, principale fonte di emissioni.


Un modello replicabile a livello europeo


Oltre ai risultati tecnici, il progetto ha posto le basi per un framework scalabile, pensato per estendere la rendicontazione a tutte le entità europee del gruppo, inclusa Inventronics S.r.l.

Un passaggio cruciale in vista delle evoluzioni normative e della crescente richiesta di trasparenza lungo le catene del valore, che conferma come la misurazione della carbon footprint non sia più solo un esercizio di compliance, ma uno strumento strategico per guidare innovazione e competitività.


 

Chi è Ollum?

Ollum Srl è una società di consulenza ESG, parte del Gruppo TÜV Austria, che supporta anche aziende dei settori elettronica e ICT nella gestione e valorizzazione dei dati ambientali lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e delle infrastrutture digitali. L’approccio integra analisi tecnica, modellazione LCA e strutturazione dei dati per affrontare temi come carbon footprint, impatto dei data center, gestione dell’hardware e sostenibilità del software.


Dalla misurazione delle performance ambientali alla definizione di strategie di miglioramento, Ollum accompagna le imprese nell’integrare la sostenibilità nei processi digitali, rispondendo alle crescenti richieste di trasparenza del mercato e rafforzando il loro posizionamento competitivo in un contesto sempre più orientato ai dati.

Riportato da Sergio Batildi 

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