In memoria dei cinque sub scomparsi alle Maldive: Monica, Giorgia, Muriel, Federico e Gianluca di Giuseppina De Biase.
Ci sono notizie che lasciano un vuoto che si fa fatica a respirare. La tragedia dell’atollo di Vaavu, alle Maldive, in cui hanno perso la vita cinque subacquei italiani, ha spezzato il cuore di chiunque ami il mare, la scienza e la vita.
Scrivo non per parlare di indagini o di fredda cronaca ma per Ricordare.
Ricordare chi erano, la luce che avevano negli occhi e la straordinaria passione che li univa.
Il mondo accademico e la biologia marina piangono la professoressa Monica Montefalcone, una scienziata stimata a livello internazionale per i suoi studi sulle barriere coralline. La Montefalcone non trasmetteva solo nozioni nelle aule dell'Università di Genova, trasmetteva un amore viscerale per l'ecosistema marino.
Accanto a lei, in questo viaggio, c’erano due giovani promesse: la figlia Giorgia Sommacal, vent'anni e una vita intera ancora da scrivere, e Muriel Oddenino, brillante assegnista di ricerca. Tre generazioni di donne unite dallo stesso amore per la conoscenza, unite oggi in un destino che toglie il fiato.
Insieme a loro, due colonne della subacquea italiana: gli istruttori Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti.
Chi ha respirato sotto la superficie dell'acqua sa che tra sub si crea un legame unico, fatto di fiducia cieca e sguardi che valgono più di mille parole.
L'istruttore non è solo una guida ma una persona a cui affidi la tua vita, una persona capace di trasmettere sicurezza anche nelle situazioni più complesse.
Federico e Gianluca erano professionisti esemplari, uomini che avevano scelto di fare dell'oceano la propria casa. Sapere che anche la loro immensa esperienza si è dovuta arrendere alla forza primordiale della natura lascia l'intera comunità dei subacquei senza parole.
Oggi i laboratori di Genova sono vuoti, le barche sono ormeggiate e le lacrime rigano il volto di amici, colleghi e familiari.
Ciò che strazia di più i familiari e gli amici è l'immaginare quegli ultimi, drammatici istanti nell'oscurità della "Grotta degli squali". Cinque persone che si stimavano e si volevano bene, unite nell'abbraccio finale di un mare che amavano troppo e che si è trasformato in una trappola mortale.
Resta il dolore profondo di chi rimane a terra, a guardare quell'orizzonte azzurro che ora fa paura. Resta il ricordo di cinque anime che hanno cercato la bellezza negli abissi e vi sono rimaste custodi per sempre.
Buon viaggio anime splendide 💖
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