Con la mostra personale [A]MARE, il 25 maggio Daniele Mazzoleni debutta a Palermo allo Spazio Sintesi (via Principe di Belmonte 26) portando in scena un’indagine profonda sul legame indissolubile tra l’essere umano e l’acqua, l’elemento più vitale e pervasivo del nostro pianeta.
Attraverso un linguaggio artistico
contemporaneo che si avvale di una tecnica peculiare basata sull’uso di resina
e acrilico, Mazzoleni trasforma la superficie pittorica in una finestra nitida
e vibrante sulla nostra memoria collettiva. Il mare non è qui solo un soggetto
paesaggistico, ma diventa uno specchio delle emozioni, un simbolo di libertà e
un invito costante a lasciarsi trasportare dalla forza universale dell’amore,
presupposto fondamentale per ogni forma di cura e rispetto ambientale.
Il lavoro di Mazzoleni si inserisce in
un dialogo colto con la storia dell’arte recente, trovando punti di contatto
significativi con l’estetica Pop, in particolare con la produzione di Wayne
Thiebaud dedicata ai paesaggi costieri. Come il maestro americano era solito
isolare oggetti e vedute attraverso un uso magistrale del colore e una
ripetizione geometrica che rendeva iconici anche i dettagli più semplici, così
Mazzoleni organizza lo spazio visivo attraverso la scansione ritmica di oggetti
come cabine, ombrelloni e sdraio, fino alle figure come le vibranti nuotatrici protagoniste di Synchro Water Ballet.
In opere come Le spiagge o l’iconico Aquarama si ritrova quella capacità di sospendere il tempo, trasformando una normale giornata
estiva in un’architettura di colori puri — azzurri,
grigi e verdi— che stimolano un’interazione
immediata verso il paesaggio circostante.
Parallelamente, la nitidezza quasi
iperreale delle composizioni di Mazzoleni richiama il rigore del fotorealismo, con un riferimento ideale alle celebri
marine di Gerhard
Richter. Tuttavia, se Richter
spesso indagava il limite tra fotografia e pittura attraverso l’uso del “blur”
(lo sfocato) per suggerire una distanza malinconica, Mazzoleni percorre la
strada opposta.
Grazie all’uso della resina, l’artista
cristallizza la scena in una purezza assoluta, rendendo il ricordo non
un’immagine sbiadita, ma una realtà presente e tangibile. Questa “fotografia
nitida” della quotidianità permette di azzerare le distanze emotive, rendendo
il mare un luogo di vicinanza universale in cui lo spettatore può riconoscersi
immediatamente.
La mostra celebra una visione del mare
che unisce chi lo naviga e chi lo vive dalla riva, ricordandoci che l’ambiente naturale
è anche uno spazio sociale
in cui nessuno deve essere lasciato indietro.
“Quello di Mazzoleni - spiega la curatrice Stefania Morici - è un viaggio
che unisce mare e memoria, corpo e paesaggio per diffondere messaggi positivi e ricordare il piacere dei momenti
quotidiani oltre che i valori più profondi che permettono un vivere sociale
migliore. L’artista vuole
celebrare, attraverso le sue opere,
l’amore per
il mare, un ambiente naturale
e sociale unico, esaltando la connessione tra gli uomini e la natura e facendoci riflettere sulla
nostra innata biofilia che, però, ha bisogno di essere stimolata e allenata per
imparare a prenderci cura dell’ambiente che ci circonda.
I suoi
lavori, quindi,
sono un
felice equilibrio
tra forma,
bellezza e
significato”.
“La mostra di Daniele Mazzoleni
- continua Giorgio Filippone, Presidente della
Settimana delle Culture
- rinnova la collaborazione ultra-decennale tra la Settimana
delle Culture e Stefania Morici, partner in numerosi e prestigiosi eventi a Palermo. A questa sinergia si unisce oggi il recente legame con Rosa Vetrano e Ninni Fiore, ideatori dello
straordinario Spazio Sintesi.
Qui, la pittura
di Mazzoleni — in bilico
tra pop e fotorealismo — ci avvicina al mare e ci invita a
rispettarlo. Un monito potente per i palermitani, abitanti di una città affacciata sul Tirreno che per decenni
ha trascurato un ecosistema fragile e oggi gravemente a rischio.”
Le opere in esposizione, tutte pezzi
unici come Synchro Water
Ballet o Aquarama in Rada, spingono verso un ascolto
interiore ed esteriore. L’artista sottolinea come ogni nostra
azione quotidiana ha un impatto diretto sulla natura. Opere come quella
dedicata alla Pescheria
di Palermo o ai Fenicotteri Rosa diventano dunque testimonianze di un
equilibrio fragile tra bellezza
e sopravvivenza.
L’approccio artistico di Mazzoleni vuole restituire valore
al corpo e alle emozioni autentiche in un’epoca di distrazione digitale.
Commenta lo stesso artista sulla genesi del progetto: “La
mostra nasce con l’idea di sottolineare l’importanza fondamentale di vivere il
mare e di rispettare un ecosistema oggi altamente a rischio. Il nostro
ecosistema è diventato estremamente fragile e attraverso
queste opere ho cercato di trasmettere quella leggerezza e quell’amore profondo
che
solo gli spazi marini riescono a infondere, poiché quando
si tradisce la natura, la vita finisce inevitabilmente
per presentarci il conto. [a]mare significa dunque imparare l’arte della cura
come atto di resistenza e di speranza per il futuro”.
L’esposizione, curata da Stefania
Morici, è patrocinata dal Comune di Palermo e
sostenuta dalla Settimana delle Culture di Palermo, rappresenta un momento cruciale nel percorso
dell’artista, che sceglie la Sicilia e la sua luce per un viaggio
all’insegna dei colori
del Mediterraneo, lo spirito
pop e la riflessione sociale.
L’inaugurazione prevista giorno 25 maggio
alle ore 18.30
verrà arricchita dal concerto
del Giuseppe Milici
Quartet: Giuseppe Milici (Armonica),
Antonio Zarcone (Piano), Marco Gaudio (Basso)
, Simone Ruolo (Batteria).
Spazio Sintesi, situato in una delle vie più
conosciute di Palermo, via Principe di Belmonte, è un eccellente esempio di archeologia industriale, un luogo
intriso di storia
meticolosamente rinnovato nel suo
involucro da Rosa
Vetrano e Ninni Fiore, architetto e geologo, nonché proprietari dello
spazio e cultori dell’arte contemporanea, che lo hanno trasformato in un luogo
di aggregazione che ospita mostre, laboratori, workshop, convegni di grande spessore
e contenuti.
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