Il caldo avanza e le grandi città diventano sempre più isole di calore. Pesanti le ripercussioni sui costi sanitari, produttivi e sulla qualità della vita in genere .

 

Il caldo avanza e le grandi città diventano sempre più isole di calore. Pesanti le ripercussioni sui costi sanitari, produttivi e  sulla qualità della vita in genere .

Gabriella Paci


Da anni ormai il cambiamento climatico è oggetto di studi e di previsioni allarmanti ma oggi queste ultime sembrano avverarsi con ondate di calore fuori stagione che stanno rendendo le nostre città in luoghi invivibili all’aperto.Inquinamento,cemento,densità abitativa e penuria di spazi verdi intensificano le temperature ,tanto che è stata data la definizione di “isola di calore urbana” per indicare il clima delle città del Mar Mediterraneo e non solo.

Città d’Europa e del mondo intero,stanno diventando luoghi sempre meno ospitali,specie per le pesone fragili,gli anziani e i bambini.

L’area mediterranea è comunque considerata uno dei principali hotspot climatici globali. Secondo diversi studi europei, le temperature nella regione stanno aumentando più velocemente rispetto alla media mondiale

Ogni anno anche in Italia aumenta il numero degli eventi calamitosi a causa del clima : allagamenti,frane,ondate di calore,frane,vento fortissimo. Il clima definito temperato ,che la caratterizzava, pare essere solo un ricordo.

.Sempre secondo il report, temperature record e ondate di calore sono tra i fenomeni cresciuti più rapidamente, con un aumento superiore al 94% rispetto all’anno precedente. Ma il dato più importante riguarda la concentrazione degli impatti nelle aree urbane.

Come detto in precedenza, le città amplificano il calore a cusa del cemento e dell’asfalto che assorbono energia che non riescono a rilasciare del tutto durante la notte ,impedendo così il raffreddamento.Del resto il suolo, in gran parte impermeabilizzato, la scarsità di zone verdi alberate,il traffico,l’industrializzazione e la densità abitativa rendono le città,specie quelle metropolitane, vere “Isole di calore” che tendono a diventare sempre più calde-

Le città non si limitano a subire il caldo: lo amplificano.

Tra di esse,ci sono città che hanno un maggiore livello di stress cliamtico, come confermano le statistiche che vedono Roma registrare 68 giorni di caldo con 36 giornate che superano i 40 gradi o Milano.Bologna nel 2025 ha registrato temperature sui 38 gradi e notturen di oltre 27 gradi con evidente difficoltà di recupero fisiologico.

Ma quest’anno a loro si aggiungono Firenze,Torino,Perugia.

 Il problema non riguarda soltanto il disagio termico. Riguarda salute pubblica, produttività, consumi energetici e qualità della vita.

Rischio per la salute

Secondo la Commissione  europea, il 95% delle morti per eventi climatici,riguarda il caldo estremo e questo perché in città vivono molti anziani.Ovviamente anche in città si registrano delle differenze a proposito delle zone con più spazi verdi,.abitazioni climatizzate  e migliore tenore di vita e dunque anche il caldo tende a evidenziare le diseguaglianze sociali

Uno studio riportato da RaiNews ed Economist evidenzia che nelle città europee altamente urbanizzate il rischio di mortalità aumenta sensibilmente nei giorni più caldi. A Torino, ad esempio, il rischio di morte nei picchi di calore supera il 50% rispetto ai giorni normali.

Il problema è aggravato dalla limitata diffusione dell’aria condizionata rispetto ad altri Paesi avanzati. Sempre secondo l’analisi citata da Economist, in Italia le abitazioni dotate di climatizzazione sono circa il 49%, contro oltre il 90% negli Stati Uniti e in Giappone. 

Quartieri con meno verde, maggiore densità edilizia e redditi più bassi tendono a registrare temperature più elevate. In molte città italiane le differenze termiche tra quartieri possono superare diversi gradi nelle giornate più calde.

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Una città invivibile non è soltanto una città più calda. È una città dove aumentano:

·         consumi energetici;

·         costi sanitari;

·         blackout;

·         stress infrastrutturale;

·         disuguaglianze;

·         perdita di produttività.

Le ondate di calore stanno già modificando mobilità urbana, utilizzo degli spazi pubblici e qualità della vita. E nei prossimi anni questi effetti potrebbero diventare permanenti.

Per ovviare al caldo estremo occorre ripensare  l’urbanizzazione in modo da avere:

maggiori spazi verdi

spazi di ventilazione

riduzione delle zone asfaltate

gestione del sistema idrico

pianificazione urbana:

Controllo  dei livelli di inquinamento.

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