HAY DÍAS
Pippo Bunorrotri
Hay poemas que parecen mirar en tu interior, encontrar el punto donde duele y sacarlo a la luz.
«Hay días » hace precisamente eso. Describe esos momentos que todos experimentamos cuando el pasado llama a la puerta sin permiso, trastocando el presente. No es una simple reflexión sobre la nostalgia, sino sobre lo que se siente cuando los recuerdos dejan de ser un consuelo.
Cuando la tristeza y los recuerdos llegan inesperadamente, nos roban su tiempo y nos arrastran hasta un precipicio imaginario, con vistas al vacío, donde el horizonte solo refleja nuestra ausencia. Allí, la memoria se sienta a nuestro lado y comienza a hojear el diario de nuestra soledad, obligándonos a releer esos silencios que preferiríamos no recordar jamás.
La poesía profundiza aún más, tocando esos momentos en que los recuerdos pesan más que la soledad misma. Estar solo es difícil, pero se vuelve insoportable cuando el espacio se llena con los fantasmas del pasado. Cuando el silencio comienza a hablar a través de los remordimientos, no hay escapatoria. ¡Simplemente duele! Los remordimientos crean una atmósfera sofocante, como la metáfora que usa el poeta. Es como una cortina gris que bloquea la luz del sol y el aire se enrarece. Aquí es donde se despliega el drama del arrepentimiento por «lo que fue y lo que no fue». Este es quizás el aspecto más doloroso de la experiencia humana: sufrimos no solo por lo que hemos perdido, sino por todo lo que pudimos haber experimentado, pero nunca llegamos a comprender.
El final, sin embargo, es una dulce rendición. Llegan los «días de necesidad», esos momentos de fragilidad en los que deseamos que las cosas volvieran a ser como antes.
Pero el pasado no se puede repetir. Ese deseo choca con la realidad y se transforma en melancolía, un sentimiento más sereno que el dolor agudo, pero igual de profundo.
El poema termina así: dejando que el tiempo recupere sus espacios y sus silencios inviolables.
La profunda sabiduría del poeta nos susurra que es normal sentirse mal, sentirse abrumado y habitar nuestra soledad. Nos recuerda que, a veces, para sanar una herida, primero debemos tener el valor de sentarnos al borde del precipicio y escuchar todo lo que el silencio tiene que decir.
Giuseppina De Biase
HAY DÍAS
Hay días miserables
que llegan cargados de memoria
sin cita previa
se apoderan de mis horas
llevándome al acantilado del tiempo
donde se sienta a mi lado
con la mirada perdida
en el horizonte vacío.
Abre despacio el diario
de mis soledades
leyendo las paginas
de mis silencios
esos que nunca
quiero leer.
Hay días cautivos
en que los recuerdos
pesan más que la soledad
y entonces hablan
los recuerdos del silencio
y estos duelen.
Entonces un visillo gris
tamiza la luz del día
el aire se vuelve rancio
como si recordara
los secretos
de mis silencios
arrastrando los momentos
delo que fue y no fue.
Hay días menesterosos
que regresan queriendo ser
lo que fueron
y ahora son una melancolía
en el instante de un tiempo
que tiene sus propios silencios.
Pippo Bunorrotri
CI SONO GIORNI
Pippo Bunorrotri
Ci sono Poesie che sembrano guardarti dentro, trovano il punto in cui fa male e lo mettono in luce.
«Ci sono giorni» fa esattamente questo. Descrive quei momenti che capitano a tutti in cui il passato bussa alla porta senza chiedere il permesso, stravolgendo il presente. Non è una semplice riflessione sulla nostalgia, ma ciò che si prova quando i ricordi smettono di essere un conforto.
Quando la tristezza e i ricordi arrivano all’improvviso, si prendono il nostro tempo e ci trascinano su una scogliera ideale, a picco sul vuoto, dove l’orizzonte specchia soltanto la nostra mancanza. È lì che il ricordo si siede accanto a noi e inizia a sfogliare il diario delle nostre solitudini, costringendoci a rileggere quei silenzi che preferiremmo non guardare mai.
La Poesia va ancora più nel profondo toccando quei momenti in cui i ricordi pesano più della solitudine stessa. Stare soli è difficile, ma diventa insostenibile quando lo spazio si riempie dei fantasmi del passato. Quando il silenzio comincia a parlare attraverso i rimpianti, non c’è modo di scappare. Semplicemente, fa male! I rimpianti creano un’atmosfera che toglie l’aria come la metafora che usa il Poeta. È come una tenda grigia che spegne la luce del sole e l’aria si fa viziata. È qui che si consuma il dramma del rimpianto per «ciò che è stato e non è stato». È forse questa la sfumatura più dolorosa dell’esperienza umana: non soffriamo solo per quello che abbiamo perso, ma per tutto ciò che avremmo potuto vivere e che non si è mai realizzato.
Il finale invece è una resa dolce. Arrivano i «giorni bisognosi», quei momenti di fragilità in cui vorremmo che le cose tornassero a essere come prima.
Ma il passato non si replica. Quel desiderio si scontra con la realtà e si trasforma in malinconia, un sentimento più calmo del dolore acuto, ma altrettanto profondo.
La Poesia si chiude così: lasciando che il tempo si riprenda i suoi spazi e i suoi inviolabili silenzi.
La grande saggezza del Poeta ci sussurra che è normale stare male, di sentirci sopraffatti e di abitare la nostra solitudine e ci ricorda che per curare una ferita, a volte, bisogna prima avere il coraggio di sedersi su quella scogliera e ascoltare tutto ciò che il silenzio ha da dirci.
Giuseppina De Biase
CI SONO GIORNI
Ci sono giorni tristi
che arrivano carichi di memoria
senza preavviso
si impossessano delle mie ore
portandomi sulla scogliera del tempo
dove siedono al mio fianco
con lo sguardo perso
nell’orizzonte vuoto.
Apre lentamente il diario
delle mie solitudini
leggendo le pagine
dei miei silenzi
quelli che mai
vorrei leggere.
Ci sono giorni prigionieri
in cui i ricordi
pesano più della solitudine.
e allora parlano
i ricordi del silenzio
E questi fanno male.
Allora una tenda grigia
filtra la luce del giorno
l’aria diventa viziata
come se ricordasse
i segreti
dei miei silenzi
trascinando i momenti
di ciò che è stato e non è stato.
Ci sono giorni bisognosi
che ritornano volendo essere
ciò che furono
e ora sono una malinconia
nell’istante di un tempo
che ha i suoi propri silenzi.
Pippo Bunorrotri
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post