È una luce che non genera vita
un tempo prosciugato
di memorie.
Lo stupore dilaga
riempie gli spazi
dove prima c’erano sorrisi
il futuro è divorato dal silenzio.
Una poesia che si può leggere a più livelli semantici: è forse lo smarrimento e l’amarezza di un amore finito? O forse è una riflessione sull’età che avanza, portando con sé la disillusione, dove prima c’era la fiducia? O è una meditazione più ampia su un’epoca che, dopo aver vissuto l’ebbrezza delle ideologie e delle utopie, è impaurita di fronte all’incertezza del futuro?
È questo il più profondo dono della poesia: l’affidarne alla sensibilità di ciascuno l’interpretazione.
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