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Quando Nikollë Loka scrive “È accaduto che fossi desto…”, sembra voler catturare quel fragile confine tra sogno e coscienza, dove l’anima si perde per poi ritrovarsi improvvisamente illuminata. Non è un semplice risveglio: è una presa di coscienza lenta, quasi dolorosa, che attraversa la notte interiore dell’uomo.
Pier Carlo Lava
È accaduto che fossi desto…” di Nikollë Loka
La poesia si apre con un’immagine sospesa e inquieta, un crepuscolo che non finisce mai, simbolo di una condizione esistenziale di smarrimento. Loka descrive una mente che vaga senza punti di riferimento, dove giorno e notte si confondono e il tempo perde consistenza. È una perdita di orientamento profonda, che richiama la crisi dell’identità contemporanea.
Il verso “sono smarrito per le vie della mente” rappresenta uno dei passaggi più intensi: non è il mondo esterno a perdersi, ma l’interiorità stessa, trasformata in un labirinto. In questo senso, Loka dialoga idealmente con la poesia di Eugenio Montale, nella sua tensione verso un varco, e con Fernando Pessoa, nella frammentazione dell’io e nella percezione instabile della realtà.
La figura della “stella” introduce una svolta decisiva. È simbolo di orientamento, di rivelazione, ma anche di presenza amata, che non è né vicina né lontana, ma esiste in una dimensione altra, quasi metafisica. Questa ambiguità rafforza la forza del testo: la stella non è solo un’immagine poetica, ma un punto di riferimento interiore, un richiamo alla coscienza.
La seconda strofa amplifica il senso di disorientamento attraverso la ripetizione: “senza tempo”, “senza mente”. Qui il linguaggio si fa essenziale, quasi spoglio, per esprimere una perdita totale di coordinate esistenziali. È un viaggio che non ha direzione, un movimento che non porta a un luogo, ma a una condizione.
E poi, di nuovo, la stella. Il ritorno del verso finale non è una semplice ripetizione, ma una rivelazione. Il risveglio avviene nel momento in cui qualcosa illumina il cielo interiore: non una certezza assoluta, ma un segno, una luce, un’intuizione.
Nikollë Loka dimostra ancora una volta di essere un poeta del passaggio e dell’interiorità, capace di trasformare il linguaggio in esperienza. La sua poesia non descrive, ma fa vivere al lettore una condizione emotiva, portandolo dentro il proprio smarrimento per offrirgli, infine, una possibilità di luce.
Biografia dell’autore: Nikollë Loka è un poeta contemporaneo di origine albanese, la cui opera si distingue per una forte tensione spirituale ed esistenziale. La sua scrittura è caratterizzata da immagini simboliche e da un linguaggio essenziale, capace di esplorare temi universali come il tempo, la memoria, l’identità e il rapporto tra luce e oscurità. Le sue poesie si collocano in un dialogo ideale con la grande tradizione europea, mantenendo però una voce autonoma e profondamente riconoscibile.
Conclusione: “È accaduto che fossi desto…” è una poesia che parla di perdita e ritrovamento, di oscurità e rivelazione. Un testo breve ma densissimo, che ci ricorda come, anche nel momento più confuso, possa apparire una stella capace di guidarci. Perché a volte, per svegliarsi davvero, bisogna prima perdersi.
Geo: Nikollë Loka, autore di origine albanese, rappresenta una voce significativa della poesia contemporanea europea, capace di dialogare con la tradizione italiana e internazionale. La diffusione delle sue opere trova spazio anche in contesti culturali italiani, dove realtà editoriali e piattaforme come Alessandria Post contribuiscono alla valorizzazione della poesia d’autore e alla promozione del pensiero poetico contemporaneo.
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Immagine a scopo illustrativo generata cin IA
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