Due alberi per Tarditi e Defilippi: Torino celebra i pionieri della vita indipendente

Due alberi per Tarditi e Defilippi: Torino celebra i pionieri della vita indipendente



In occasione di Prima Persona Plurale - il primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente promosso da Fondazione Time2 - l’Assessore Tresso annuncia l’iniziativa in ricordo di chi ha fatto la storia dei diritti delle persone con disabilità a Torino. 

In occasione della giornata inaugurale di Prima Persona Plurale, il festival dedicato alla vita indipendente promosso da Fondazione Time2, l'Assessore alla cura della città, servizi anagrafici e protezione civile della Città di Torino, Francesco Tresso, ha annunciato un’iniziativa simbolica e profondamente significativa per la città.

Nei prossimi giorni saranno messi a dimora due nuovi alberi sul lungo Dora Savona, nell’area del Cottolengo, in memoria di Piero Defilippi e Roberto Tarditi: due figure centrali nella storia dei diritti delle persone con disabilità a Torino.

Il festival, giunto alla sua seconda edizione, si svolge dal 5 al 7 maggio 2026 e rappresenta uno spazio pubblico di confronto e partecipazione dedicato al tema della vita indipendente, intesa come diritto fondamentale all’autodeterminazione, all’abitare, al lavoro e alla piena partecipazione sociale.

La scelta di ricordare Defilippi e Tarditi attraverso la piantumazione di due alberi si inserisce nel solco della loro eredità civile. La loro storia, raccontata nel volume “Anni senza vita al Cottolengo” (Mimesis Edizioni) curato da Ciro Tarantino e Samuele Pigoni. testimonia un percorso di emancipazione straordinario: entrambi hanno trascorso decenni all’interno dell’istituto torinese per poi scegliere di uscirne e costruire una vita autonoma, contribuendo al movimento per i diritti delle persone con disabilità.

Piero Defilippi e Roberto Tarditi hanno infatti rappresentato una voce pionieristica in un’epoca in cui il diritto alla vita indipendente non era ancora riconosciuto, trasformando la loro esperienza in impegno civile e collettivo.

«Piero e Roberto, con la loro testimonianza di vita, hanno segnato un esempio importante, e coraggioso, del percorso verso una vita indipendente.
Per me sono stati due amici, che mi hanno insegnato a rendere normale ciò che io stesso consideravano diverso. Sono stati radici, solide, per far crescere diritti e consapevolezza.
Per questo oggi con altri amici vogliamo ricordarli mettendo a dimora 2 nuovi alberi, che crescendo offrano benessere, ombra e bellezza nel quartiere dove loro hanno vissuto», ha dichiarato l’Assessore Francesco Tresso.

L’iniziativa assume un valore ancora più forte proprio nel luogo scelto: il quartiere Aurora a Torino dove si trovava l’istituto di carità e assistenza fondato da san Giuseppe Benedetto Cottolengo, dove i due hanno vissuto per anni e da cui è iniziato il loro percorso di liberazione e autodeterminazione. Gli alberi diventeranno così simbolo concreto di memoria, radicamento e futuro, in continuità con il messaggio del festival: costruire una società più inclusiva, capace di riconoscere e sostenere il diritto di ogni persona a scegliere la propria vita.



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