Disabilità (Animc) Roma due giorni di assemblea della rete associativa

 



Disabilità, Pagano (Animc): Celebriamo passato ma guardiamo a cambiamento futuro
A Roma due giorni di assemblea della rete associativa



Roma. "Siamo qui per rinsaldare il patto di condivisione che è stato il collante dell'unitarietà della nostra Rete associativa. Un patto che non è solo memoria, ma carburante per le sfide di domani. Siamo qui per celebrare una coesione che ci ha permesso di trasformare una visione comune in realtà tangibili". Con queste parole Nazaro Pagano, presidente della Rete associativa Anmic, ha aperto la due giorni assembleare organizzata a Roma, presso l'Hotel Capannelle. Un momento di confronto tra i dirigenti nazionali e i quadri territoriali della Rete Associativa su diversi temi, tra cui la riforma della disabilità, il disegno di legge caregiver e il futuro del Terzo Settore e delle associazioni che vi aderiscono.


Oggi e domani saranno "un momento di incontro con la nostra Rete associativa, un momento di riflessione e di preparazione al congresso in programma a novembre", ha continuato Pagano. Non solo memoria ma anche sguardo rivolto verso il futuro. "Nel 2026 celebreremo 70 anni- ha detto ancora il presidente- e vogliamo lanciare le linee che verranno nel futuro di Anmic. Un'associazione deve ricordare il passato, salda nelle sue radici, ma deve anche avere la capacità di un cambiamento e se questo cambiamento non ci sarà rischieremmo di rimanere indietro rispetto alle istanze che ci proverranno dalla nostra Rete associativa e da parte di tutte le persone che credono in Anmic".


"Oggi siamo qui- ha detto ancora Pagano rivolgendosi alla platea di 122 delegati riuniti in assemblea- per condividere una visione e perché questa visione diventi realtà abbiamo bisogno della vostra partecipazione attiva, una partecipazione che è fondamentale per definire la futura funzione di Anmic".


"La riforma della disabilità- ha sottolineato Pagano- ha generato nella mente delle persone un cambio culturale e noi dobbiamo intercettare questo cambiamento. Farlo- ha affermato in conclusione- non è solo una scelta organizzativa ma una necessità strategica".


riportato da Sergio Batildi

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