Convincere l’Europa a garantire l’origine in etichetta e contrastare i cibi ultra formulati Made in Italy - Coldiretti Alessandria

Convincere l’Europa a garantire l’origine in etichetta e contrastare i cibi ultra formulati

Made in Italy: modifica del codice doganale è ‘la madre di tutte le battaglie’ per salvare l’agricoltura

Sul territorio provinciale già superate le 150 delibere, plauso a Sindaci e Consigli Comunali

Una delibera a difesa dell’agroalimentare vero Made in Italy, dell’economia del territorio e del Paese, dei diritti dei cittadini-consumatori.

E’ quanto Coldiretti Alessandria ha chiesto nelle scorse settimane ai Comuni della provincia, indirizzando una lettera e incontrando i Sindaci, proponendo l’approvazione di una delibera a sostegno della modifica del codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari.

“Abbiamo scritto a tutti e 187 i Comuni della provincia alessandrina e non possiamo che fare un ringraziamento a tutte le Amministrazioni Comunali che hanno già approvato la delibera e a quelle che lo faranno a breve. Abbiamo superato quota 150 trovando ampi consensi su tutto il territorio provinciale e grande disponibilità all’ascolto e alla condivisione di una problematica che riguarda tutti – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Una battaglia a difesa del vero made in Italy, del lavoro delle nostre aziende agricole e dei diritti dei consumatori. In questo gli amministratori del territorio, insieme ai cittadini, sono i nostri primi alleati. La circolazione di alimenti che evocano un’origine e una fattura italiana, che non possiedono, pregiudica l’immagine del patrimonio agroalimentare nazionale, che è un bene collettivo da tutelare”.

Obiettivo arrivare all’abolizione di una norma che danneggia enormemente l’agroalimentare Made in Italy e tutelare trasparenza e salute con l’etichettatura d’origine obbligatoria sui cibi in commercio in Europa e la riforma del Codice doganale, superando le attuali distorsioni date dall’ultima trasformazione sostanziale e restituendo agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza la provenienza dei prodotti.

“Un vero e proprio inganno nei confronti dei consumatori, convinti di comprare prodotti Made in Italy che di fatto non lo sono, un danno enorme per il sistema produttivo territoriale, come abbiamo potuto constatare lunedì scorso durante la mobilitazione al Brennero. Pensiamo alle cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionate per diventare prosciutti “italiani”, oppure ai petti di pollo, magari provenienti dal Sudamerica, che vengono semplicemente panati oppure trasformati in crocchette e poi esportati come Made in Italy. E poi le mozzarelle fatte con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliate, la pasta fatta col grano canadese al glifosato, i carciofini egiziani messi sottolio o i sughi preparati a partire dal concentrato di pomodoro cinese e così di seguito con una lunga serie di ulteriori esempi che quotidianamente ci ritroviamo sulle nostre tavole”, ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco.

Le firme e le delibere raccolte sono il risultato dell’impegno e delle mobilitazioni condotte da Coldiretti sui territori per intraprendere le conseguenti azioni politiche nelle opportune sedi istituzionali affinché sia modificata la disciplina sull’origine riportata dal codice doganale ma, a preoccupare, è anche la sicurezza alimentare europea con la crisi di Hormuz che ha fatto balzare i costi di produzione, dal gasolio agricolo ai fertilizzanti, mettendo in grave difficoltà le aziende e minacciando gli stessi approvvigionamenti di cibo e aprendo così la strada agli alimenti ultra formulati.

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