Convegno acqua sicura e prevenzione
La sfida ai PFAS si vince con la tecnologia
Fondamentale è la sinergia tra Istituzioni e aziende per gli investimenti da pianificare
Novi Ligure, 22 maggio 2026 – Si è tenuto oggi, nella cornice del Parco dell’Acquedotto “Pagella e Bottazzi”
di Novi Ligure, il convegno “ACQUA SICURA E SFIDA PFAS: monitoraggio, gestione e soluzioni per il
territorio”. Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: la sfida dei PFAS si vince grazie alla tecnologia e alla
collaborazione pubblico-privato. Il confronto ha evidenziato come Istituzioni, enti e aziende hanno, non solo
la piena consapevolezza della situazione, ma anche gli strumenti e i piani industriali per affrontarla,
confermando l’eccellenza del servizio idrico del territorio.
L’evento, promosso da Gestione Acqua, società del Gruppo ACOS che si occupa di gestione idrica in 73
Comuni del Novese e del Tortonese, ha ricevuto il patrocinio di: Regione Piemonte, Provincia di Alessandria,
Egato6, Comune di Novi Ligure, Utilitalia e ha segnato l’apertura della 29° edizione di Fest’ACOS.
L’apertura istituzionale e il valore del confronto
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Gabriele Stefano Valentino (Presidente di Gestione Acqua -
Gruppo ACOS), dell’assessore regionale Enrico Bussalino, di Giacomo Perocchio (Presidente di
EGATO6) e di Sandro Baraggioli (Presidente di Confservizi Piemonte). Tutti i rappresentanti hanno
concordato sulla necessità di una stretta collaborazione fra istituzioni e aziende per il reperimento delle
necessarie risorse da pianificare per fare fronte agli investimenti in tecnologia.
Ad introdurre la parte tecnica è stato Vittorio Risso, Consigliere Delegato di Gestione Acqua e AD del
Gruppo ACOS, il quale ha delineato il percorso dell’azienda, sottolineando come la gestione delle risorse
idriche stia evolvendo verso un modello industriale fortemente improntato alla prevenzione e all’innovazione
tecnologica.
Quadro normativo e aspetti sanitari: la prevenzione al centro
La normativa di riferimento è stata delineata da Matteo Morando, Responsabile Ufficio Legale del Gruppo
ACOS, che ha illustrato il quadro normativo europeo, nazionale e regionale che disciplina le acque potabili e
reflue, ponendo l’accento sulle crescenti responsabilità dei gestori alla luce dei nuovi e stringenti limiti di
legge. Si va verso una normativa delle acque sempre più dialogante che si accompagna alla necessità della
massima trasparenza. Sul fronte della salute, l’intervento di Luca Lucentini, Direttore del centro nazionale
per la sicurezza delle acque dell’Istituto Superiore di Sanità, ha chiarito l’importanza di una lettura integrata
del rischio ambientale e sanitario. Lucentini ha spiegato come l’approccio basato sul rischio, introdotto dalla
Direttiva (UE) 2020/2184 e dai decreti di recepimento D.lgs.18/2023 e D.lgs. 102/2025, ridefinisca la
protezione della salute umana lungo l’intera filiera idropotabile, passando da una logica di conformità
puntuale a un modello di prevenzione proattiva. In questo contesto, Lucentini ha presentato i risultati del
progetto “Sea Care”, evidenziando il legame critico tra la salute degli oceani e quella umana: i dati mostrano
infatti l’ubiquità dei PFAS nelle acque marine globali, dal Mediterraneo fino alle aree remote dell’Artico.
Questa contaminazione diffusa degli ecosistemi oceanici conferma la necessità di monitorare l’impatto
antropico su larga scala per preservare le risorse idriche e la salute pubblica globale.
Il monitoraggio e la governance del territorio
La complessità dei controlli in laboratorio è stata affrontata da Stefano Maggi, Amministratore Delegato di
LabAnalysis Environmental Science, che ha descritto le metodologie analitiche necessarie per individuare
queste sostanze, evidenziando le criticità tecniche che i laboratori affrontano quotidianamente.
Il tema strategico della governance territoriale è stato affrontato con gli interventi di Paola Molina (Regione
Piemonte), Giuseppe Ruggiero (EGATO6), Paolo Merlo (ASL AL) e Barbara Moncalvo (ARPA
Dipartimento Piemonte Sud Est). Dai loro contributi è emerso un quadro rassicurante: il territorio
alessandrino e, più in generale quello piemontese, sono sottoposti a uno screening capillare e continuo. La
governance locale sta portando avanti una programmazione fortemente proattiva e di lungo periodo. Sono
stati infatti già pianificati ingenti investimenti strategici destinati sia all’implementazione dei Piani di Sicurezza
dell’Acqua sia ad azioni mirate specificamente alla gestione e al contrasto degli inquinanti emergenti come i
PFAS. Sul fronte economico, tuttavia, è stato evidenziato come la tariffa da sola non sia sufficiente a coprire
tutti i costi e, muovendosi ex post, richieda un forte anticipo degli investimenti; emerge quindi la necessità di
un supporto della finanza pubblica per colmare il fabbisogno finanziario. Accanto agli investimenti, le
istituzioni stanno lavorando all’unisono per mappare i flussi e scambiare dati in tempo reale, investendo con
forza anche sulla comunicazione e sulla sensibilizzazione delle aziende e del territorio. In questo senso, la
Regione ha definito un apposito questionario informativo per le imprese mentre l’ARPA ha creato uno
strumento web il Geoportale. Altrettanto cruciale sarà l’attività di comunicazione che verrà implementata
dalle ASL ai soggetti preposti, evitando ingiustificati allarmismi ma fornendo tempestivi alert.
Strategie nazionali ed eccellenze locali: l’esperienza di Gestione Acqua
Daniele Barbone, Coordinatore della Commissione Acque Potabili di Utilitalia, ha allargato lo sguardo alla
visione nazionale, mostrando lo stato dell’arte delle tecnologie di gestione dei PFAS e come le utilities
italiane stiano investendo per adeguare i propri impianti a tutela della risorsa idrica. In particolare, ha
illustrato lo stato dell’arte delle indagini sui PFAS promosse a livello nazionale e ha ricordato gli obiettivi del
“Manifesto sui PFAS” siglato da Utilitalia, incentrato sull’eliminazione delle sostanze alla fonte, sul principio
“chi inquina paga” e sul sostegno alla ricerca tecnologica avanzata, evidenziando inoltre come i Gestori del
Servizio Idrico Integrato siano attivamente impegnati nell’accreditamento dei laboratori interni per
intercettare tempestivamente anche i nuovi e più restrittivi parametri di legge.
Infine, l’evento ha dato voce alla concreta esperienza sul campo del Gruppo ACOS. I responsabili di
Gestione Acqua – Guido Grosso (Gestione Operativa del S.I.I. Reti/Impianti Acquedotto), Monica Minetti
(Servizi Tecnici e Gestione Operativa del S.I.I. Acque Reflue), Laura Cretti (Ufficio Ambiente e Processo
Acque Reflue) e Manuela Puppo (Laboratorio Analisi) – hanno illustrato le soluzioni pratiche già attuate. Tra
queste, spicca l’adozione di importanti soluzioni tecnologiche, come l’installazione di filtri a carboni attivi. In
particolare, a inizio 2026 sono stati attivati due impianti di filtraggio a Castelnuovo Scrivia per bloccare i
PFAS alla fonte, un intervento che segue la chiusura precauzionale, già avviata nel 2023, dei pozzi più
esposti della zona (Alzano, Isola Sant'Antonio, Guazzora e Molino dei Torti). A questa fondamentale azione,
si affianca una strategia integrata sul fronte della depurazione e delle acque reflue. Il Gruppo ha infatti
implementato un monitoraggio sistematico dei flussi in ingresso e in uscita dei depuratori principali,
estendendo i controlli capillari agli scarichi industriali e ai conferimenti di rifiuti liquidi. L’obiettivo è completare
la mappatura entro il 2026, così da definire gli adeguamenti tecnologici ed eseguire le opere entro luglio
2028.
Il Gruppo ACOS è composto da sette società. Oltre alla capofila ACOS S.p.A., sono parte del Gruppo: Reti S.r.l., Acosì
S.r.l., Anemos S.s.d.a.r.l., ACOS Energia S.p.A., Gestione Acqua S.p.A., Gestione Ambiente S.p.A. Le aziende operano
nei settori dell’energia, dell’acqua, dell’ambiente e nella gestione degli impianti sportivi. Il Gruppo è presente, in modo
capillare, nei territori del Basso Alessandrino; con un valore della produzione pari a 104.168.596 euro, occupa
complessivamente 371 dipendenti. Attraverso la “Fondazione ACOS per la cultura”, il Gruppo sostiene il sistema
educativo locale e regionale. Anche nel 2026, ACOS è stata riconosciuta, nella XIV edizione del Top Utility, come una
delle migliori 100 aziende del settore energia, acqua, gas e rifiuti. Inoltre, il Gruppo è stato riconosciuto come la migliore
utility in Italia per i progetti scuole Utilitalia.
Ufficio stampa Gruppo ACOS _ ufficiostampa@acosspa.it

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