Per decenni la società ha dato quasi per scontato che il desiderio sessuale fosse un elemento universale dell’esperienza umana. Eppure esistono persone che non provano attrazione sessuale, oppure la sperimentano in modo molto raro o diverso rispetto alla maggioranza. Non si tratta necessariamente di un problema medico, di una scelta religiosa o di un trauma: la scienza oggi riconosce l’asessualità come un orientamento o una condizione identitaria reale e studiata, ancora poco conosciuta ma sempre più discussa anche nel dibattito pubblico.
Che cosa significa “asessuale”
Una persona asessuale è generalmente qualcuno che prova poca o nessuna attrazione sessuale verso altre persone. L’asessualità viene spesso indicata con il termine inglese asexuality ed è considerata parte dello spettro degli orientamenti affettivi e sessuali.
Questo però non significa automaticamente:
- assenza di emozioni;
- incapacità di amare;
- rifiuto delle relazioni;
- assenza totale di desiderio fisico.
Molte persone asessuali possono infatti:
- innamorarsi;
- desiderare relazioni romantiche;
- vivere relazioni affettive profonde;
- avere una vita di coppia;
- oppure, in alcuni casi, avere anche rapporti sessuali pur senza provare attrazione sessuale spontanea.
La differenza tra attrazione sessuale e amore romantico
Una persona può:
- non desiderare sessualmente qualcuno,
- ma desiderare vicinanza emotiva, amore, tenerezza, progettualità e intimità affettiva.
Per questo esistono definizioni come:
- etero-romantico;
- omo-romantico;
- bi-romantico;
- aromantico.
Sono categorie che descrivono il modo in cui una persona vive i legami affettivi indipendentemente dalla sessualità.
Cosa dice la scienza
Negli ultimi vent’anni l’asessualità è stata studiata sempre di più in psicologia, sessuologia e neuroscienze.
Secondo molte ricerche scientifiche:
- l’asessualità non è automaticamente una malattia;
- non coincide necessariamente con disturbi ormonali;
- non implica disfunzioni psicologiche;
- non equivale alla semplice astinenza sessuale.
Le principali organizzazioni internazionali di salute mentale distinguono infatti l’asessualità dai disturbi del desiderio sessuale, proprio perché molte persone asessuali non vivono la loro condizione con sofferenza clinica.
La differenza centrale è questa:
- nel disturbo del desiderio la persona soffre per la mancanza di desiderio;
- nell’asessualità spesso non esiste disagio personale riguardo alla propria identità.
Quanto è diffusa
Le stime variano, ma diversi studi internazionali suggeriscono che circa l’1% della popolazione possa collocarsi nello spettro asessuale, anche se il numero reale potrebbe essere maggiore.
Molte persone scoprono questa definizione solo in età adulta, dopo anni trascorsi sentendosi “diverse” rispetto alle aspettative sociali.
Lo spettro asessuale
La ricerca moderna parla spesso di “spettro asessuale”, perché non tutte le esperienze sono identiche.
Esistono ad esempio:
- persone totalmente prive di attrazione sessuale;
- persone che la provano raramente;
- persone che la sviluppano solo dopo un forte legame emotivo (demisessualità);
- persone che oscillano nel tempo.
Per questo oggi si preferisce parlare di continuum piuttosto che di categorie rigide.
Pregiudizi e incomprensioni
Gli asessuali spesso si confrontano con stereotipi come:
- “non hai ancora trovato la persona giusta”;
- “sei bloccato emotivamente”;
- “è solo paura del sesso”;
- “prima o poi cambierai”.
Secondo molti psicologi, però, questi pregiudizi derivano soprattutto dall’idea culturale che il desiderio sessuale debba essere universale e obbligatorio.
Relazioni e vita quotidiana
Le persone asessuali possono vivere relazioni molto diverse:
- alcune scelgono la coppia stabile;
- altre preferiscono relazioni non convenzionali;
- altre ancora non sentono bisogno di relazioni romantiche.
La qualità della comunicazione nella coppia resta spesso fondamentale, soprattutto quando i bisogni affettivi e sessuali dei partner sono differenti.
Una realtà ancora poco conosciuta
L’asessualità continua a essere uno degli orientamenti meno compresi e più invisibili nel dibattito pubblico. Tuttavia, la crescente attenzione scientifica e sociale sta contribuendo a ridurre stereotipi e incomprensioni, aprendo spazio a una visione più ampia e complessa della sessualità umana.
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