CASANOVA con Sandro Lombardi dal 13 al 17 maggio dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17
STAGIONE TEATRALE 2025 2026
dal 13 al 17 maggio dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17
CASANOVA
Di Fabrizio Sinisi
liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova
regia Fabio Condemi
con Sandro Lombardi
e con (in ordine alfabetico) Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti
Pedrazzi
nel ruolo di Casanova bambino attore in via di definizione
scene e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich
costumi Gianluca Sbicca
disegno luci Giulia Pastore
musiche e sound design Andrea Gianessi
assistente alla regia Andrea Lucchetta
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE - Teatro
Piemonte Europa, Compagnia Lombardi – Tiezzi
Personaggi e interpreti
Casanova - Sandro Lombardi
Mesmerista - Marco Cavalcoli
Henriette - Simona De Leo
Voltaire - Alberto Marcello
Marchesa D’Urfé - Betti Pedrazzi
Casanova bambino - attore in via di definizione
GUARDA IL TRAILER per lo spettacolo Casanova https://youtu.be/xeEyWkJ8RTg
VIDEO DI PRESENTAZIONE di Fabio Condemi per lo spettacolo Casanova
https://youtu.be/E2ktq-F4cfI
Durata 1h e 15’
Lo spettacolo presenta scene di nudo e luci stroboscopiche.
Dopo essersi misurato con Pier Paolo Pasolini in Calderón e Thomas Ligotti in Nottuari, il
regista Fabio Condemi torna a collaborare con il LAC portando in scena Casanova, lavoro
di cui Fabio Cherstich firma scenografia e drammaturgia dell’immagine, su un testo originale
di Fabrizio Sinisi. Ispirato alle memorie autobiografiche del celebre intellettuale veneziano
Giacomo Casanova, lo spettacolo si avvale dell’interpretazione di Sandro Lombardi, grande
protagonista del panorama teatrale italiano.
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
Inverno 1798. Nel Castello di Dux, in Boemia, un medico esperto di mesmerismo viene
chiamato per visitare un uomo ormai al crepuscolo della vita: Giacomo Casanova,
bibliotecario al servizio del Conte di Waldstein da quindici anni, vuole recuperare la
memoria perduta. Malandato e amareggiato, Casanova trascorre le sue giornate tra vecchi
libri e scontri con i cortigiani che gli parlano in una lingua a lui estranea.
Durante la seduta mesmerica, lo stato di coscienza alterato spalanca le porte della memoria
di Casanova, ma i ricordi che affiorano non sono quelli descritti nei suoi Mémoires: sono
visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di Casanova, una storia
popolata di fantasmi, un viaggio in cui compaiono personaggi del suo passato quali il frate
Balbi, la giovane amata Henriette e l’esoterica Marchesa D’Urfé. Ma è davvero la memoria
ciò che Casanova cerca? O forse, giunto alla fine del viaggio, l’unico vero sollievo è l’oblio?
Casanova è una riflessione sulla memoria e sul tempo di un’intera epoca. Filosofo,
prestigiatore e truffatore, Giacomo Casanova ha attraversato il Secolo dei Lumi per
spegnersi alla fine del Settecento, mentre il mondo si trasforma e inizia la modernità.
Note di drammaturgia Fabrizio Sinsi
Sonata di fantasmi
Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo: non solo quelli di Giacomo
Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi osservando i quali si può misurare la
transizione di un’epoca storica. Casanova – nato all’inizio del secolo, nel 1725, e morto alle
soglie del successivo, nel 1798 – è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di
battaglia. Pochi più di lui sono stati così profondamente europei, espressioni di una cultura
esuberante e libera da confini nazionali; pochi più di lui hanno saputo, quasi loro malgrado,
incarnare un secolo. Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina di tornasole del
Settecento, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e
antropologici che la storia ricordi: la fine dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia; il
tramonto dei miti religiosi e l’accelerazione del capitalismo di mercato; l’inizio dell’età dei
Lumi e del razionalismo materialista. È il secolo di Kant e della “scomparsa della realtà” a
favore della percezione soggettiva del mondo. È il secolo del terremoto di Lisbona, che nel
1755 sconvolse le coscienze di tutta Europa, generando la convinzione che non una
sapienza divina governasse il la natura, ma un caso cieco e puramente deterministico. È il
secolo di Voltaire, che infatti compare in scena come uno speaker a commentare gli eventi;
è il secolo della tecnologia e delle prime macchine industriali; è il secolo del primo volo a
bordo di una mongolfiera, che destò immenso stupore e fece sognare a tanti il
sovvertimento delle leggi della natura per mezzo dell’ingegno umano. Infine, è il secolo
della Rivoluzione Francese, vero e proprio spartiacque tra due epoche. In tutti questi eventi,
Casanova è stato in qualche modo un testimone, una coscienza scomoda, fastidiosa,
tormentata – piena espressione del suo tempo e, contemporaneamente, suo elemento
rimosso, qualcosa di tenace, disturbante e regressivo che il progresso deve espellere per
poter evolvere. Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
piccola biblioteca in Boemia, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una
maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e
l’inizio di un altro.
Il teatro, diceva Artaud, è dialogo con i morti. Questo è il centro intorno a cui ruota
Casanova: il teatro come rito che mette in comunicazione i vivi e i morti, presente e
passato, quello che c’è, quello che non c’è più e persino quello che sarà. Il tempo è
irrevocabile e scorre in una sola direzione, ciò che è accaduto una volta non tornerà mai
più: questo ricordano continuamente i personaggi che in questa lunga notte vengono a
visitare Casanova, come una specie di monito instancabile. Eppure, il rito teatrale permette
ciò che nella vita è impossibile: infrangere l’univocità del tempo, invertire il suo flusso,
sparigliare le carte dell’irrevocabile. La vita di Giacomo Casanova è sempre stata un inno
alla vitalità: avventuriero, amante, giocatore d’azzardo, latitante, soldato di ventura, filosofo
itinerante – la sua esistenza è sempre attraversata da un desiderio incontenibile e
sfuggente: un’inquietudine, una continua fuga in avanti. Ora, nell’ultimo atto della sua vita,
quell’inquietudine diventa emblema di una ribellione disperata contro la mortalità. Questo
rappresentano i diversi personaggi di questa sonata di fantasmi: l’affabile e ambiguo
mesmerista; il frate Marino Balbi, compagno di cella di Casanova nel suo periodo di
detenzione nel carcere dei Piombi; la giovane amata (e poi abbandonata) Henriette; e
soprattutto la lunare, esoterica e futuristica Marchesa D’Urfé: tentativi di fermare l’entropia
del mondo, di modificare quell’irrevocabilità che fa apparire ogni vita simile a un destino.
Ognuno di loro rappresenta un turning-point nella vita di Casanova, un punto interrogativo
della sua biografia, come un crocevia rimasto drammaticamente aperto. Come ha scritto
una volta Friedrich Nietzsche: si ricorda solo ciò che non ha mai smesso di dolorare.
Note di regia Fabio Condemi
Fantasmi, memoria, illuminismo
Inverno 1798: un medico esperto di mesmerismo arriva a Dux, in Boemia, per visitare il
vecchio bibliotecario. Quel bibliotecario è Giacomo Casanova, che da quindici anni è al
servizio del Conte di Waldstein. Casanova si presenta vecchio e malandato. Sta
catalogando dei libri ed è in collera con i cortigiani di Dux che gli parlano in tedesco, lingua
che non conosce. L’unica impresa che lo appassiona ora è la composizione della Histoire
de ma vie, il gigantesco libro di memorie della sua vita, delle sue avventure, dei suoi viaggi
e delle sue fughe. Arrivato al settimo volume, Casanova ha iniziato a perdere la memoria e,
terrorizzato, ha fatto chiamare il mesmerista per recuperarla. Il vecchio Casanova,
eternamente esule e straniero nel Mondo Nuovo, forza del passato, è ossessionato dal
tempo perduto, dall’infanzia perduta, e ricorda per rivivere con tutto se stesso quei momenti.
Durante la seduta mesmerica, Casanova, in uno stato di coscienza alterato, comincia a
ricordare; ma non sono veri ricordi, sono diversi da quelli che lui ha descritto nelle memorie,
hanno il carattere di visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di
Casanova, una storia popolata da fantasmi, da immagini fantasma. La memoria per
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
Casanova comincia con un episodio di epistassi. Un bambino con il sangue che cola
copiosamente dal naso. Dopo il ricordo\sogno ad occhi aperti dell’epistassi, Casanova si
ritrova nel buio di un convento, il letto bianco illuminato dalla luce lunare, le voci dei preti, le
imposizioni dei preti nei suoi confronti, i legami con i compagni. Casanova, ormai
profondamente immerso nel sonno mesmerico, si ritrova in un banchetto veneziano durante
la sua ultima notte di libertà. Infatti, la notte tra il 25 e il 26 luglio 1755 egli fu arrestato e
rinchiuso nei Piombi. L’accusa ufficiale era di aver diffuso dei versi antireligiosi. Il medico
mesmerista che cerca di farlo guarire\svegliare si confonde nel sogno con il suo compagno
di cella, il frate somasco Marino Balbi. Nella notte della fuga dai Piombi si verifica il
terremoto di Lisbona, evento che scosse le coscienze di un’intera generazione. Il terremoto
ebbe una forte influenza su molti pensatori europei dell’Illuminismo, che dibatterono
nell’ambito della cosiddetta filosofia del disastro. Il carattere apparentemente arbitrario con
cui persone furono risparmiate o uccise dal terremoto fu utilizzato da Voltaire per screditare
il concetto di “miglior mondo possibile”. Casanova fugge da Venezia. Inizia il suo lungo
esilio. A Parigi frequenta il salotto della Marchesa D’Urfé, estimatrice di arti esoteriche. La
marchesa, a detta dello stesso Casanova “folle solo per eccesso di intelligenza”, col nome
iniziatico di Egeria, era una cultrice di magia, discepola dell’alchimista Benoît de Maillet
detto Taliamed, “ottima alchimista” lei stessa. La D’Urfé possedeva un vero e proprio
laboratorio alchemico ed aveva raccolto nella sua biblioteca una vasta messe di importanti
manoscritti, specialmente paracelsiani. La marchesa lascia il posto a Henriette. Nell’opera
autobiografica Casanova narra di essersi imbattuto nell’autunno del 1749, a Cesena, in
un’affascinante giovane donna francese che, in fuga dai torti a lei inflitti da marito e suocero,
viaggiava – indossando abiti maschili – alla volta di Parma in compagnia di un anziano
Capitano di un reggimento ungherese. La giovane, la cui educazione e sensibilità
tradiscono l’alto lignaggio, si fa chiamare Henriette. Forse Henriette è l’unica donna che
Casanova abbia mai amato, eppure lui non riesce a ricordarne il volto. L’ultima cosa che
Henriette disse a Casanova (anzi scrisse su un vetro) fu “Dimenticherai anche Henriette”.
Alla fine della seduta, il cui scopo era recuperare la memoria perduta, Casanova capisce
che forse quello che deve fare è dimenticare tutto.
Biografie
Fabrizio Sinisi
Drammaturgia
Drammaturgo, poeta e scrittore, nel 2012 debutta come autore teatrale con La grande
passeggiata per la regia di Federico Tiezzi. Dal 2010 è dramaturg della Compagnia
Lombardi-Tiezzi e consulente artistico del Centro Teatrale Bresciano. Suoi lavori sono stati
tradotti e rappresentati anche in Austria, Croazia, Egitto, Francia, Germania, Gran
Bretagna, Grecia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Collabora stabilmente
con “Doppiozero” e con il quotidiano “Domani”. Ha ottenuto diversi premi, tra cui la
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
menzione dell’American Playwrights Project, il Premio Testori per la Letteratura e il Premio
Nazionale dei Critici di Teatro. Nel 2025 è in uscita per Mondadori il suo primo romanzo.
Fabio Condemi
Regia
Classe 1988, si diploma al corso di regia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica
“Silvio d’Amico” di Roma. Successivamente collabora con Giorgio Barberio Corsetti come
assistente per regie teatrali e operistiche e progetti didattici. Nel 2018 debutta alla Biennale
Teatro di Venezia diretta da Antonio Latella con Jakob Von Gunten, tratto dal romanzo di
Robert Walser. L’anno successivo presenta al teatro India di Roma e al Verdi di
Pordenone Questo è il tempo in cui attendo la grazia, monologo ispirato dalle sceneggiature
di Pasolini e interpretato da Gabriele Portoghese. Dal 2019 fa parte, insieme a DOM,
Industria Indipendente, mk, Muta Imago, del nuovo progetto produttivo e abitativo del Teatro
di Roma “Oceano Indiano”. Nel 2020 presenta alla Biennale Teatro di Venezia La filosofia
nel boudoir del Marchese de Sade, spettacolo con cui, nel 2021, vince il Premio Ubu per la
miglior regia. Per il progetto digitale del LAC Lingua Madre. Capsule per il futuro firma la
regia di Analisi Logica dal testo di Riccardo Favaro, lavoro selezionato all’Incontro del
Teatro Svizzero 2022. Nel 2022 porta in scena Calderón di Pier Paolo Pasolini, realizzato
all’interno del progetto internazionale “Prospero Extended Theatre”. Nel 2023
dirige Nottuari, tratto dalle opere di Thomas Ligotti, e debutta come regista di opera lirica
con The turn of the screw di Benjamin Britten per I teatri di Reggio Emilia. Nel 2024 firma la
regia di Ultimi crepuscoli sulla terra, ispirato alle opere di Roberto Bolano.
Sandro Lombardi
Casanova
Attore, drammaturgo e scrittore. Diretto da Federico Tiezzi, ha interpretato, tra gli altri, testi
di Aristofane, Beckett, Bernhard, Brecht, D’Annunzio, Luzi, Pasolini, Pirandello, Schnitzler.
Di grande rilievo i suoi spettacoli da Giovanni Testori, che hanno rivoluzionato l’immagine
dello scrittore lombardo. Per quattro volte, tra il 1988 e il 2002, ha ricevuto il Premio Ubu per
la migliore interpretazione maschile. Ha inciso su cd le Poesie di Pasolini e l’Inferno di
Dante (Garzanti); Il teatro di Giovanni Testori negli spettacoli di Sandro Lombardi e
Federico Tiezzi (Edizioni ERI); Cleopatràs di Giovanni Testori. Le più recenti interpretazioni,
unanimemente apprezzate, sono Antichi Maestri di Thomas Bernhard (2020), Scene da
Faust di Johann W. Goethe e Il Purgatorio di Mario Luzi (2022). Con la sua prima regia ha
diretto Anna Della Rosa in Erodiàs + Mater strangosciàs (2023). Fra teatro, musica e radio
ha lavorato, tra gli altri, con Furio Bordon, Arturo Cirillo, Giancarlo Cobelli, Rainer W.
Fassbinder, Roberto Latini, Claudio Longhi, Mario Martone, Riccardo Muti, Giorgio
Pressburger, Carlo Quartucci, Pascal Rambert, Paolo Rosa, Giorgio Sangati, Fabrizio
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
Sinisi, Fabio Vacchi. Ha pubblicato per Garzanti Gli anni felici, romanzo di formazione
vincitore del Premio Bagutta Opera Prima nel 2004. Nel 2009 è uscito il suo primo
romanzo, Le mani sull’amore (Feltrinelli), seguito nel 2015 da Queste assolate
tenebre (Lindau), incentrato sul suo lavoro con Mario Luzi.
Marco Cavalcoli
Mesmerista
Si forma frequentando il Teatro delle Albe e poi lavorando nella scena sperimentale dei
primi anni ‘90, in particolare con Teatrino Clandestino, la compagnia di teatro da discoteca
Teddy Bear Company e infine Fanny & Alexander, di cui è membro dal 1998 e con cui è
stato in scena in numerose produzioni teatrali, musicali e installative. Muovendosi tra teatro,
musica, produzioni audiovisive e radiofoniche, ha lavorato, tra gli altri, con Elvira Frosini e
Daniele Timpano, lacasadargilla, Nextime Ensemble e Tempo Reale, Mario Perrotta,
Giorgina Pi, Mauro Lamanna, Gob Squad, Geppy Gleijeses, Fabio Cherstich, Fabio
Condemi, Nerval Teatro, Anagoor, Silvia Rigon, Jacopo Panizza e Wang Chong, Forced
Entertainment e Aldes, Berardo Carboni, Paolo Bonacelli, Veronica Cruciani, Lorenzo
Gioielli, Luigi Polimeni, Dimitri Grechi Espinoza. Al cinema è stato diretto da Sydney Sibilia,
i Manetti Bros, Antonio Bigini e Alessandro Soetje, e come voice actor da Mitra Farahani e
Giovanni Piperno. Legge per Ad alta voce e Cose che succedono la notte programmi di Rai
Radio 3. Insegna all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e alla STAP
Brancaccio di Roma. Nel 2022 vince il Premio Ubu come migliore attore italiano.
Simona De Leo
Henriette
Nasce nel 2001 a Cinquefrondi, provincia di Reggio Calabria. Dopo la maturità scientifica,
frequenta la Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano dove si diploma a
giugno del 2024. A dicembre dello stesso anno prende parte allo spettacolo Sogno di una
notte di mezza estate (commento continuo) di William Shakespeare/ Riccardo Favaro per la
regia di Carmelo Rifici.
Alberto Marcello
Voltaire
Classe 1996, inizia la sua formazione con l’attrice Lea Karen Gramsdorff, con cui avvierà
una lunga collaborazione. Nel 2017 viene ammesso alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi”
del Piccolo Teatro di Milano diretta da Carmelo Rifici, dove si formerà, tra gli altri, con
Alessio Maria Romano, Francesca della Monica, Antonio Latella, Paolo Rossi, Stefano
Massini, Massimo Popolizio, Marta Ciappina e Lisa Ferlazzo Natoli. Debutta al Piccolo
Teatro di Milano con Doppio sogno, tratto dall’omonima novella di Arthur Schnitzler, diretto
da Carmelo Rifici, con cui lavora anche in Ci guardano – prontuario di un innocente,
nell’ambito di Lingua Madre. Capsule per il futuro, progetto vincitore del Premio speciale
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
Ubu 2021. Dopo il diploma, prende parte a numerosi spettacoli lavorando con diversi registi,
tra i quali Giacomo Lilliù in Teoria della classe disagiata, Romeo Gasparini ne Il grande
nulla, Chiara Cingolani in Astra Nostra, Federico Tiezzi ne Il Purgatorio. La notte lava la
mente, Andrea Chiodi in Sogno di una notte di mezza estate e La Passione, Giovanni
Ortoleva ne La dodicesima notte (o quello che volete) e La signora delle Camelie. In
televisione prende parte alla serie Il Mostro, diretta da Stefano Sollima.
Betti Pedrazzi
Marchesa D’Urfé
Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, inizia a
lavorare con Luca Ronconi, suo primo maestro e regista. In quegli anni fonda la compagnia
Il Quadro e gestisce il Teatro Nuovo Eden di Carpi. In teatro, tra i tanti, ha lavorato con Luca
Ronconi, Giancarlo Cobelli, Vincenzo Salemme, Carlo Cecchi, Valerio Binasco, Toni
Servillo, Roberto Andò, Jean Bellorini. Vince il premio Borgio Verezzi come migliore attrice
non protagonista nel ruolo di Emilia in Otello di William Shakespeare ed è candidata al
Premio Ubu per la Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni. Di recente è stata diretta da
Lino Musella in Pinter Pary. Al cinema, tra gli ultimi lavori più significativi, si ricordano 18
regali di Francesco Amato, Figli di Mattia Torre e Giuseppe Bonito, È stata la mano di Dio di
Paolo Sorrentino, Il più bel secolo della mia vita di Alessandro Bardani, Benvenuti in casa
Esposito di Gianluca Ansanelli, Immaculate, coproduzione internazionale diretta da Michael
Mohan, Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, in concorso al Festival di Venezia
2024. In televisione ha partecipato a diverse fiction, tra le ultime Vostro Onore e Il metodo
Fenoglio per la regia di Alessandro Casale, Imma Tataranni di Francesco Amato
e Antonia diretta da Chiara Malta.
Edoardo Matteo
Casanova bambino
Nasce nel 2012 a Milano, primogenito di tre fratelli. Timido e introverso, ha sempre amato il
mondo dello spettacolo e il cinema, trovando nella recitazione un modo per impersonificare i
suoi personaggi preferiti ed esprimere al massimo se stesso. Nel 2019 si trasferisce in
Svizzera, dove inizia a coltivare la sua passione e a frequentare una scuola di
recitazione. Casanova di Fabio Condemi segna il suo debutto sul palcoscenico.
Fabio Cherstich
Scene e drammaturgia dell’immagine
Classe 1984, è regista e scenografo di teatro e opera. Il suo lavoro combina una meticolosa
attenzione all’estetica visiva con la passione per i nuovi media e i linguaggi artistici
contemporanei. Ha lavorato in numerosi teatri, tra cui Teatro Mariinsky di San Pietroburgo,
Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Opera d’Avignone, Opera di
Marsiglia, Teatro Maillon di Strasburgo, Teatro Argentina di Roma e I Teatri di Reggio
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
Emilia. Le sue produzioni sono state invitate a prestigiose manifestazioni internazionali,
come Festival di Napoli, Festival Première-Strasbourg, Festival Dei Due Mondi di Spoleto,
STUCK Contemporary Art Center Festival di Leuven e la Biennale Teatro di Venezia. È
ideatore e regista di Operacamion, opera-on-the-road descritta dal New York Times come
“un progetto unico capace di riportare l’opera alle sue origini”. Come regista di eventi
performativi nel campo della moda e del design, ha collaborato con brand come Cassina,
Gufram, Memphis Milano, Fay, Hermès, Off-WHITE e Acne Studio. Insegna Estetica della
regia teatrale presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e l’Università IULM di Milano.
Da sempre interessato all’arte contemporanea, con particolare attenzione alla scena
underground di Manhattan degli anni ‘80 e ‘90, dal 2019 è curatore del Larry Stanton Estate
di New York.
Gianluca Sbicca
Costumi
Classe 1973, studia Scenografia all’Accademia di Brera a Milano. Dopo varie esperienze
nel campo della moda, si avvicina al teatro come assistente di Jacques Reynaud per Lolita
– sceneggiatura di Vladimir Nabokov (2001), regia di Luca Ronconi, con il quale collabora
anche a Phoenix di Marina Cvetaeva (2001). Sempre del Maestro è il primo spettacolo di
cui firma i costumi, Candelaio di Giordano Bruno (2001). Inizia così un sodalizio artistico
con Ronconi, proseguito per 15 anni, fino al suo ultimo spettacolo, Lehman Trilogy.
Collabora poi stabilmente con Claudio Longhi, per il quale firma i costumi di diversi
spettacoli, tra cui La classe operaia va in paradiso e Ho paura torero. Nel corso della sua
carriera, lavora inoltre, sia per la prosa sia nell’opera lirica, con numerosi registi, tra cui
Massimo Popolizio, Stefano Ricci, Peter Greenaway, Alvis Hermanis, Gabriele Lavia,
Federico Tiezzi, Valter Malosti, Giorgio Sangati, Jacopo Gassmann, Sergio Blanco, Roberto
Latini, Fabio Condemi, Fabio Cherstich, Lino Guanciale, Fanny & Alexander. Collabora
stabilmente con lo stilista Antonio Marras a diverse installazioni e spettacoli teatrali. Nel
2018 vince il Premio Ubu e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano per i costumi di Freud
o l’interpretazione dei sogni di Federico Tiezzi; nel 2022 riceve il Premio Ubu per i costumi
di M Il figlio del secolo di Massimo Popolizio.
Giulia Pastore
Disegno luci
Dopo il liceo classico e la laurea in Discipline dello spettacolo dal vivo, si specializza in light
design, seguendo dal 2012 compagnie di prosa e danza con produzioni e tournée italiane
ed internazionali. Ha firmato le luci per Deflorian/Tagliarini (La vegetariana, Avremo ancora
occasione di ballare insieme, Chi ha ucciso mio padre, Il cielo non è un fondale, Memoria di
ragazza), Carmelo Rifici (Le relazioni pericolose), VicoQuartoMazzini (La ferocia), Cristina
Rizzo (Bolero Effect, Ikea, Prelude), Marco D’Agostin (Best Regards, nominato ai Premi
Ubu 2021 come miglior spettacolo di danza), Marco Lorenzi (La
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
collezionista e Affabulazione), Philippe Kratz (Lydia, The red shoes, Camera Obscura),
Alessio Maria Romano (Principia), Giorgia Nardin (Ghisher, Anahit), Fattoria Vittadini (Amor,
Salvaje, To this pourpose only) e per tutti i lavori di Annamaria Ajmone, con cui è candidata
al Premio Ubu 2022 per il miglior disegno luci. Dal 2018 al 2021 ha curato la direzione
tecnica e degli allestimenti di SpazioFattoria, di T!nk P!nk e del Festival del Silenzio a
Milano. Dal 2022 insegna alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Nel 2024
vince il Premio Ubu come miglior disegno luci per lo spettacolo La ferocia.
Andrea Gianessi
Musiche e sound design
Compositore, sound designer, musicista e autore. Laureato con lode in Dams Musica a
Bologna, si dedica alla sperimentazione delle potenzialità drammaturgiche del suono. È
fondatore del tsd – teatro dei servi disobbedienti e di DAS – Dispositivo Arti Sperimentali di
Bologna, di cui è nella direzione artistica fino al dicembre 2024. Nel 2025 fonda, con la
regista Federica Amatuccio, la Diade, gruppo di ricerca performativa. Realizza musiche e
sound design per il teatro, collaborando con artisti come Fabio Condemi, Antonio Latella,
Giuseppe Stellato, Franco Visioli (Stabilemobile), Silvia Rigon, Michela Lucenti (Balletto
Civile), Fanny & Alexander, Jacopo Squizzato, Menoventi, Mitmacher Teatro, Ateliersi,
Andrea Centazzo, Masque Teatro. I suoi lavori vanno in scena in contesti come Emilia
Romagna Teatro ERT, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Torino, TPE - Teatro Piemonte
Europa, LAC Lugano Arte e Cultura, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli-Venezia
Giulia, Campania Teatro Festival, Festival delle Colline Torinesi, Kilowatt Sansepolcro,
Cantiere Poetico Santarcangelo, Ravenna Festival, OperaEstate, Accademia di Belle Arti di
Bologna, La Biennale Teatro di Venezia.
Andrea Lucchetta
Assistente alla regia
Classe 1998, inizia il suo percorso professionale mettendo in scena Cecità di Josè
Saramago presso il Teatro Nuovo di Napoli nel 2017. Nel 2021 consegue il diploma di regia
presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Ha curato
alcune delle proprie produzioni affiancato dalla guida di professionisti come Giorgio
Barberio Corsetti in Sulla strada maestra di Anton Cechov, Massimiliano Civica in uno
studio su Patroni Griffi, Arturo Cirillo in Questi Fantasmi di Eduardo De Filippo. Collabora
come assistente per Sergio Ariotti, Andrea De Rosa, Andrea Baracco, Carlo Cecchi, Fabio
Condemi, Leonardo Manzan. È il fondatore del collettivo Asilo Republic. Tra i lavori
realizzati, Il Calapranzi di Harold Pinter al Teatro Nuovo di Napoli, uno studio su Friedrich
Dürrenmatt al Teatro India di Roma, Elettra di Euripide, Dust to Dust di Robert
Farquhar, L’isola di Arturo di Elsa Morante, Il tempo di stare insieme di cui cura
drammaturgia e regia. Nel 2022 porta in scena La tempesta di William Shakespeare nella
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
traduzione di Eduardo De Filippo al Teatro Olimpico di Roma. Nel 2023 debutta il
progetto Shame Culture, prodotto dal Teatro Elfo Puccini di Milano.
Info e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro , Eolo e CARD LIBERA E
CARD LOVE e VIVISPETTACOLO, info promozioneteatrovascello@gmail.com -
promozione@teatrovascello.it
Biglietti: Intero 25 euro - Ridotto over 65: 20 euro - Ridotto addetti ai lavori del settore e
Cral/Enti convenzionati: 18 euro - Ridotto studenti, studenti universitari, docenti e operatori
esclusivamente delle scuole di teatro, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10
persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti, abbonamenti e card
telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati,
acquista direttamente alla biglietteria
acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE
a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ.
Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849
oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/casanova/268560
Info: 06 5881021 – 06 5898031
promozioneteatrovascello@gmail.com - promozione@teatrovascello.it
Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Monteverde Roma
ORARI spettacoli
dal martedì al venerdì h.21
sabato h.19
domenica h.17
BIGLIETTERIA
intero € 25
over 65 € 20
cral e convenzioni € 18
studenti € 16
Abbonamenti
le card libere a 6 spettacoli e le card love sono valide fino al 24 maggio 2026, ultima
replica dell'ultimo spettacolo in cartellone. Gli abbonamenti e le card sono nominativi
ma cedibili
Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586
via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it
Card libera (6 spettacoli a scelta su tutta la programmazione) € 108 acquista on line
https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840
Card love (2 spettacoli a scelta su tutta la programmazione per 2 persone -4 ingressi) € 72
Acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-
ingressi/268841
SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO
Donaci il tuo 5x1000 con la prossima dichiarazione dei redditi basta indicare al tuo
commercialista il nostro codice fiscale: 01340410586 - Coop. La Fabbrica dell’Attore
E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban
IT28f0306905096100000013849
#Drammaturgia Contemporanea #Prosa #Danza #Musica #Concerti #FestivaL #Eventi
#Laboratori
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura
Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro
Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R.
Giovagnoli, 20,00152 Roma
Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere
da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno
Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro
Vascello. Oppure fermata della metro Valle Aurelia e Treno Metropolitano fino a
Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello
Sostieni il Teatro Vascello.

Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post