CASANOVA con Sandro Lombardi dal 13 al 17 maggio dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17

 





STAGIONE TEATRALE 2025 2026

dal 13 al 17 maggio dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17

CASANOVA

Di Fabrizio Sinisi

liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova

regia Fabio Condemi 

con Sandro Lombardi

e con (in ordine alfabetico) Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti

Pedrazzi

nel ruolo di Casanova bambino attore in via di definizione

scene e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich 

costumi Gianluca Sbicca 

disegno luci Giulia Pastore 

musiche e sound design Andrea Gianessi

assistente alla regia Andrea Lucchetta

produzione LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE - Teatro

Piemonte Europa, Compagnia Lombardi – Tiezzi

Personaggi e interpreti 

Casanova - Sandro Lombardi 

Mesmerista - Marco Cavalcoli 

Henriette - Simona De Leo 

Voltaire - Alberto Marcello

Marchesa D’Urfé - Betti Pedrazzi 

Casanova bambino - attore in via di definizione  

GUARDA IL TRAILER per lo spettacolo Casanova https://youtu.be/xeEyWkJ8RTg

VIDEO DI PRESENTAZIONE di Fabio Condemi per lo spettacolo Casanova

https://youtu.be/E2ktq-F4cfI

Durata 1h e 15’

Lo spettacolo presenta scene di nudo e luci stroboscopiche.

Dopo essersi misurato con Pier Paolo Pasolini in Calderón e Thomas Ligotti in Nottuari, il

regista Fabio Condemi torna a collaborare con il LAC portando in scena Casanova, lavoro

di cui Fabio Cherstich firma scenografia e drammaturgia dell’immagine, su un testo originale

di Fabrizio Sinisi. Ispirato alle memorie autobiografiche del celebre intellettuale veneziano

Giacomo Casanova, lo spettacolo si avvale dell’interpretazione di Sandro Lombardi, grande

protagonista del panorama teatrale italiano.


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Inverno 1798. Nel Castello di Dux, in Boemia, un medico esperto di mesmerismo viene

chiamato per visitare un uomo ormai al crepuscolo della vita: Giacomo Casanova,

bibliotecario al servizio del Conte di Waldstein da quindici anni, vuole recuperare la

memoria perduta. Malandato e amareggiato, Casanova trascorre le sue giornate tra vecchi

libri e scontri con i cortigiani che gli parlano in una lingua a lui estranea. 

Durante la seduta mesmerica, lo stato di coscienza alterato spalanca le porte della memoria

di Casanova, ma i ricordi che affiorano non sono quelli descritti nei suoi Mémoires: sono

visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di Casanova, una storia

popolata di fantasmi, un viaggio in cui compaiono personaggi del suo passato quali il frate

Balbi, la giovane amata Henriette e l’esoterica Marchesa D’Urfé. Ma è davvero la memoria

ciò che Casanova cerca? O forse, giunto alla fine del viaggio, l’unico vero sollievo è l’oblio? 

Casanova è una riflessione sulla memoria e sul tempo di un’intera epoca. Filosofo,

prestigiatore e truffatore, Giacomo Casanova ha attraversato il Secolo dei Lumi per

spegnersi alla fine del Settecento, mentre il mondo si trasforma e inizia la modernità. 

Note di drammaturgia Fabrizio Sinsi

Sonata di fantasmi  

Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo: non solo quelli di Giacomo

Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi osservando i quali si può misurare la

transizione di un’epoca storica. Casanova – nato all’inizio del secolo, nel 1725, e morto alle

soglie del successivo, nel 1798 – è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di

battaglia. Pochi più di lui sono stati così profondamente europei, espressioni di una cultura

esuberante e libera da confini nazionali; pochi più di lui hanno saputo, quasi loro malgrado,

incarnare un secolo. Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina di tornasole del

Settecento, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e

antropologici che la storia ricordi: la fine dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia; il

tramonto dei miti religiosi e l’accelerazione del capitalismo di mercato; l’inizio dell’età dei

Lumi e del razionalismo materialista. È il secolo di Kant e della “scomparsa della realtà” a

favore della percezione soggettiva del mondo. È il secolo del terremoto di Lisbona, che nel

1755 sconvolse le coscienze di tutta Europa, generando la convinzione che non una

sapienza divina governasse il la natura, ma un caso cieco e puramente deterministico. È il

secolo di Voltaire, che infatti compare in scena come uno speaker a commentare gli eventi;

è il secolo della tecnologia e delle prime macchine industriali; è il secolo del primo volo a

bordo di una mongolfiera, che destò immenso stupore e fece sognare a tanti il

sovvertimento delle leggi della natura per mezzo dell’ingegno umano. Infine, è il secolo

della Rivoluzione Francese, vero e proprio spartiacque tra due epoche. In tutti questi eventi,

Casanova è stato in qualche modo un testimone, una coscienza scomoda, fastidiosa,

tormentata – piena espressione del suo tempo e, contemporaneamente, suo elemento

rimosso, qualcosa di tenace, disturbante e regressivo che il progresso deve espellere per

poter evolvere. Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una


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piccola biblioteca in Boemia, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una

maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e

l’inizio di un altro.  

Il teatro, diceva Artaud, è dialogo con i morti. Questo è il centro intorno a cui ruota

Casanova: il teatro come rito che mette in comunicazione i vivi e i morti, presente e

passato, quello che c’è, quello che non c’è più e persino quello che sarà. Il tempo è

irrevocabile e scorre in una sola direzione, ciò che è accaduto una volta non tornerà mai

più: questo ricordano continuamente i personaggi che in questa lunga notte vengono a

visitare Casanova, come una specie di monito instancabile. Eppure, il rito teatrale permette

ciò che nella vita è impossibile: infrangere l’univocità del tempo, invertire il suo flusso,

sparigliare le carte dell’irrevocabile. La vita di Giacomo Casanova è sempre stata un inno

alla vitalità: avventuriero, amante, giocatore d’azzardo, latitante, soldato di ventura, filosofo

itinerante – la sua esistenza è sempre attraversata da un desiderio incontenibile e

sfuggente: un’inquietudine, una continua fuga in avanti. Ora, nell’ultimo atto della sua vita,

quell’inquietudine diventa emblema di una ribellione disperata contro la mortalità. Questo

rappresentano i diversi personaggi di questa sonata di fantasmi: l’affabile e ambiguo

mesmerista; il frate Marino Balbi, compagno di cella di Casanova nel suo periodo di

detenzione nel carcere dei Piombi; la giovane amata (e poi abbandonata) Henriette; e

soprattutto la lunare, esoterica e futuristica Marchesa D’Urfé: tentativi di fermare l’entropia

del mondo, di modificare quell’irrevocabilità che fa apparire ogni vita simile a un destino.

Ognuno di loro rappresenta un turning-point nella vita di Casanova, un punto interrogativo

della sua biografia, come un crocevia rimasto drammaticamente aperto. Come ha scritto

una volta Friedrich Nietzsche: si ricorda solo ciò che non ha mai smesso di dolorare. 

Note di regia Fabio Condemi

Fantasmi, memoria, illuminismo 

Inverno 1798: un medico esperto di mesmerismo arriva a Dux, in Boemia, per visitare il

vecchio bibliotecario. Quel bibliotecario è Giacomo Casanova, che da quindici anni è al

servizio del Conte di Waldstein. Casanova si presenta vecchio e malandato. Sta

catalogando dei libri ed è in collera con i cortigiani di Dux che gli parlano in tedesco, lingua

che non conosce. L’unica impresa che lo appassiona ora è la composizione della Histoire

de ma vie, il gigantesco libro di memorie della sua vita, delle sue avventure, dei suoi viaggi

e delle sue fughe. Arrivato al settimo volume, Casanova ha iniziato a perdere la memoria e,

terrorizzato, ha fatto chiamare il mesmerista per recuperarla. Il vecchio Casanova,

eternamente esule e straniero nel Mondo Nuovo, forza del passato, è ossessionato dal

tempo perduto, dall’infanzia perduta, e ricorda per rivivere con tutto se stesso quei momenti.

Durante la seduta mesmerica, Casanova, in uno stato di coscienza alterato, comincia a

ricordare; ma non sono veri ricordi, sono diversi da quelli che lui ha descritto nelle memorie,

hanno il carattere di visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di

Casanova, una storia popolata da fantasmi, da immagini fantasma. La memoria per


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Casanova comincia con un episodio di epistassi. Un bambino con il sangue che cola

copiosamente dal naso. Dopo il ricordo\sogno ad occhi aperti dell’epistassi, Casanova si

ritrova nel buio di un convento, il letto bianco illuminato dalla luce lunare, le voci dei preti, le

imposizioni dei preti nei suoi confronti, i legami con i compagni. Casanova, ormai

profondamente immerso nel sonno mesmerico, si ritrova in un banchetto veneziano durante

la sua ultima notte di libertà. Infatti, la notte tra il 25 e il 26 luglio 1755 egli fu arrestato e

rinchiuso nei Piombi. L’accusa ufficiale era di aver diffuso dei versi antireligiosi. Il medico

mesmerista che cerca di farlo guarire\svegliare si confonde nel sogno con il suo compagno

di cella, il frate somasco Marino Balbi. Nella notte della fuga dai Piombi si verifica il

terremoto di Lisbona, evento che scosse le coscienze di un’intera generazione. Il terremoto

ebbe una forte influenza su molti pensatori europei dell’Illuminismo, che dibatterono

nell’ambito della cosiddetta filosofia del disastro. Il carattere apparentemente arbitrario con

cui persone furono risparmiate o uccise dal terremoto fu utilizzato da Voltaire per screditare

il concetto di “miglior mondo possibile”. Casanova fugge da Venezia. Inizia il suo lungo

esilio. A Parigi frequenta il salotto della Marchesa D’Urfé, estimatrice di arti esoteriche. La

marchesa, a detta dello stesso Casanova “folle solo per eccesso di intelligenza”, col nome

iniziatico di Egeria, era una cultrice di magia, discepola dell’alchimista Benoît de Maillet

detto Taliamed, “ottima alchimista” lei stessa. La D’Urfé possedeva un vero e proprio

laboratorio alchemico ed aveva raccolto nella sua biblioteca una vasta messe di importanti

manoscritti, specialmente paracelsiani. La marchesa lascia il posto a Henriette. Nell’opera

autobiografica Casanova narra di essersi imbattuto nell’autunno del 1749, a Cesena, in

un’affascinante giovane donna francese che, in fuga dai torti a lei inflitti da marito e suocero,

viaggiava – indossando abiti maschili – alla volta di Parma in compagnia di un anziano

Capitano di un reggimento ungherese. La giovane, la cui educazione e sensibilità

tradiscono l’alto lignaggio, si fa chiamare Henriette. Forse Henriette è l’unica donna che

Casanova abbia mai amato, eppure lui non riesce a ricordarne il volto. L’ultima cosa che

Henriette disse a Casanova (anzi scrisse su un vetro) fu “Dimenticherai anche Henriette”.

Alla fine della seduta, il cui scopo era recuperare la memoria perduta, Casanova capisce

che forse quello che deve fare è dimenticare tutto. 

Biografie

Fabrizio Sinisi 

Drammaturgia  

Drammaturgo, poeta e scrittore, nel 2012 debutta come autore teatrale con La grande

passeggiata per la regia di Federico Tiezzi. Dal 2010 è dramaturg della Compagnia

Lombardi-Tiezzi e consulente artistico del Centro Teatrale Bresciano. Suoi lavori sono stati

tradotti e rappresentati anche in Austria, Croazia, Egitto, Francia, Germania, Gran

Bretagna, Grecia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Collabora stabilmente

con “Doppiozero” e con il quotidiano “Domani”. Ha ottenuto diversi premi, tra cui la


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menzione dell’American Playwrights Project, il Premio Testori per la Letteratura e il Premio

Nazionale dei Critici di Teatro. Nel 2025 è in uscita per Mondadori il suo primo romanzo.


Fabio Condemi 

Regia 

Classe 1988, si diploma al corso di regia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica

“Silvio d’Amico” di Roma. Successivamente collabora con Giorgio Barberio Corsetti come

assistente per regie teatrali e operistiche e progetti didattici. Nel 2018 debutta alla Biennale

Teatro di Venezia diretta da Antonio Latella con Jakob Von Gunten, tratto dal romanzo di

Robert Walser. L’anno successivo presenta al teatro India di Roma e al Verdi di

Pordenone Questo è il tempo in cui attendo la grazia, monologo ispirato dalle sceneggiature

di Pasolini e interpretato da Gabriele Portoghese. Dal 2019 fa parte, insieme a DOM,

Industria Indipendente, mk, Muta Imago, del nuovo progetto produttivo e abitativo del Teatro

di Roma “Oceano Indiano”. Nel 2020 presenta alla Biennale Teatro di Venezia La filosofia

nel boudoir del Marchese de Sade, spettacolo con cui, nel 2021, vince il Premio Ubu per la

miglior regia. Per il progetto digitale del LAC Lingua Madre. Capsule per il futuro firma la

regia di Analisi Logica dal testo di Riccardo Favaro, lavoro selezionato all’Incontro del

Teatro Svizzero 2022. Nel 2022 porta in scena Calderón di Pier Paolo Pasolini, realizzato

all’interno del progetto internazionale “Prospero Extended Theatre”. Nel 2023

dirige Nottuari, tratto dalle opere di Thomas Ligotti, e debutta come regista di opera lirica

con The turn of the screw di Benjamin Britten per I teatri di Reggio Emilia. Nel 2024 firma la

regia di Ultimi crepuscoli sulla terra, ispirato alle opere di Roberto Bolano. 

Sandro Lombardi  

Casanova 

Attore, drammaturgo e scrittore. Diretto da Federico Tiezzi, ha interpretato, tra gli altri, testi

di Aristofane, Beckett, Bernhard, Brecht, D’Annunzio, Luzi, Pasolini, Pirandello, Schnitzler.

Di grande rilievo i suoi spettacoli da Giovanni Testori, che hanno rivoluzionato l’immagine

dello scrittore lombardo. Per quattro volte, tra il 1988 e il 2002, ha ricevuto il Premio Ubu per

la migliore interpretazione maschile. Ha inciso su cd le Poesie di Pasolini e l’Inferno di

Dante (Garzanti); Il teatro di Giovanni Testori negli spettacoli di Sandro Lombardi e

Federico Tiezzi (Edizioni ERI); Cleopatràs di Giovanni Testori. Le più recenti interpretazioni,

unanimemente apprezzate, sono Antichi Maestri di Thomas Bernhard (2020), Scene da

Faust di Johann W. Goethe e Il Purgatorio di Mario Luzi (2022). Con la sua prima regia ha

diretto Anna Della Rosa in Erodiàs + Mater strangosciàs (2023). Fra teatro, musica e radio

ha lavorato, tra gli altri, con Furio Bordon, Arturo Cirillo, Giancarlo Cobelli, Rainer W.

Fassbinder, Roberto Latini, Claudio Longhi, Mario Martone, Riccardo Muti, Giorgio

Pressburger, Carlo Quartucci, Pascal Rambert, Paolo Rosa, Giorgio Sangati, Fabrizio


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Sinisi, Fabio Vacchi. Ha pubblicato per Garzanti Gli anni felici, romanzo di formazione

vincitore del Premio Bagutta Opera Prima nel 2004. Nel 2009 è uscito il suo primo

romanzo, Le mani sull’amore (Feltrinelli), seguito nel 2015 da Queste assolate

tenebre (Lindau), incentrato sul suo lavoro con Mario Luzi. 

Marco Cavalcoli  

Mesmerista  

Si forma frequentando il Teatro delle Albe e poi lavorando nella scena sperimentale dei

primi anni ‘90, in particolare con Teatrino Clandestino, la compagnia di teatro da discoteca

Teddy Bear Company e infine Fanny & Alexander, di cui è membro dal 1998 e con cui è

stato in scena in numerose produzioni teatrali, musicali e installative. Muovendosi tra teatro,

musica, produzioni audiovisive e radiofoniche, ha lavorato, tra gli altri, con Elvira Frosini e

Daniele Timpano, lacasadargilla, Nextime Ensemble e Tempo Reale, Mario Perrotta,

Giorgina Pi, Mauro Lamanna, Gob Squad, Geppy Gleijeses, Fabio Cherstich, Fabio

Condemi, Nerval Teatro, Anagoor, Silvia Rigon, Jacopo Panizza e Wang Chong, Forced

Entertainment e Aldes, Berardo Carboni, Paolo Bonacelli, Veronica Cruciani, Lorenzo

Gioielli, Luigi Polimeni, Dimitri Grechi Espinoza. Al cinema è stato diretto da Sydney Sibilia,

i Manetti Bros, Antonio Bigini e Alessandro Soetje, e come voice actor da Mitra Farahani e

Giovanni Piperno. Legge per Ad alta voce e Cose che succedono la notte programmi di Rai

Radio 3. Insegna all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e alla STAP

Brancaccio di Roma. Nel 2022 vince il Premio Ubu come migliore attore italiano. 

Simona De Leo 

Henriette 

Nasce nel 2001 a Cinquefrondi, provincia di Reggio Calabria. Dopo la maturità scientifica,

frequenta la Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano dove si diploma a

giugno del 2024. A dicembre dello stesso anno prende parte allo spettacolo Sogno di una

notte di mezza estate (commento continuo) di William Shakespeare/ Riccardo Favaro per la

regia di Carmelo Rifici. 

Alberto Marcello  

Voltaire  

Classe 1996, inizia la sua formazione con l’attrice Lea Karen Gramsdorff, con cui avvierà

una lunga collaborazione. Nel 2017 viene ammesso alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi”

del Piccolo Teatro di Milano diretta da Carmelo Rifici, dove si formerà, tra gli altri, con

Alessio Maria Romano, Francesca della Monica, Antonio Latella, Paolo Rossi, Stefano

Massini, Massimo Popolizio, Marta Ciappina e Lisa Ferlazzo Natoli. Debutta al Piccolo

Teatro di Milano con Doppio sogno, tratto dall’omonima novella di Arthur Schnitzler, diretto

da Carmelo Rifici, con cui lavora anche in Ci guardano – prontuario di un innocente,

nell’ambito di Lingua Madre. Capsule per il futuro, progetto vincitore del Premio speciale


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Ubu 2021. Dopo il diploma, prende parte a numerosi spettacoli lavorando con diversi registi,

tra i quali Giacomo Lilliù in Teoria della classe disagiata, Romeo Gasparini ne Il grande

nulla, Chiara Cingolani in Astra Nostra, Federico Tiezzi ne Il Purgatorio. La notte lava la

mente, Andrea Chiodi in Sogno di una notte di mezza estate e La Passione, Giovanni

Ortoleva ne La dodicesima notte (o quello che volete) e La signora delle Camelie. In

televisione prende parte alla serie Il Mostro, diretta da Stefano Sollima.    

Betti Pedrazzi 

Marchesa D’Urfé  

Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, inizia a

lavorare con Luca Ronconi, suo primo maestro e regista. In quegli anni fonda la compagnia

Il Quadro e gestisce il Teatro Nuovo Eden di Carpi. In teatro, tra i tanti, ha lavorato con Luca

Ronconi, Giancarlo Cobelli, Vincenzo Salemme, Carlo Cecchi, Valerio Binasco, Toni

Servillo, Roberto Andò, Jean Bellorini. Vince il premio Borgio Verezzi come migliore attrice

non protagonista nel ruolo di Emilia in Otello di William Shakespeare ed è candidata al

Premio Ubu per la Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni. Di recente è stata diretta da

Lino Musella in Pinter Pary. Al cinema, tra gli ultimi lavori più significativi, si ricordano 18

regali di Francesco Amato, Figli di Mattia Torre e Giuseppe Bonito, È stata la mano di Dio di

Paolo Sorrentino, Il più bel secolo della mia vita di Alessandro Bardani, Benvenuti in casa

Esposito di Gianluca Ansanelli, Immaculate, coproduzione internazionale diretta da Michael

Mohan, Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, in concorso al Festival di Venezia

2024. In televisione ha partecipato a diverse fiction, tra le ultime Vostro Onore e Il metodo

Fenoglio per la regia di Alessandro Casale, Imma Tataranni di Francesco Amato

e Antonia diretta da Chiara Malta. 

Edoardo Matteo  

Casanova bambino  

Nasce nel 2012 a Milano, primogenito di tre fratelli. Timido e introverso, ha sempre amato il

mondo dello spettacolo e il cinema, trovando nella recitazione un modo per impersonificare i

suoi personaggi preferiti ed esprimere al massimo se stesso. Nel 2019 si trasferisce in

Svizzera, dove inizia a coltivare la sua passione e a frequentare una scuola di

recitazione. Casanova di Fabio Condemi segna il suo debutto sul palcoscenico.  

Fabio Cherstich   

Scene e drammaturgia dell’immagine   

Classe 1984, è regista e scenografo di teatro e opera. Il suo lavoro combina una meticolosa

attenzione all’estetica visiva con la passione per i nuovi media e i linguaggi artistici

contemporanei. Ha lavorato in numerosi teatri, tra cui Teatro Mariinsky di San Pietroburgo,

Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Opera d’Avignone, Opera di

Marsiglia, Teatro Maillon di Strasburgo, Teatro Argentina di Roma e I Teatri di Reggio


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Emilia. Le sue produzioni sono state invitate a prestigiose manifestazioni internazionali,

come Festival di Napoli, Festival Première-Strasbourg, Festival Dei Due Mondi di Spoleto,

STUCK Contemporary Art Center Festival di Leuven e la Biennale Teatro di Venezia. È

ideatore e regista di Operacamion, opera-on-the-road descritta dal New York Times come

“un progetto unico capace di riportare l’opera alle sue origini”. Come regista di eventi

performativi nel campo della moda e del design, ha collaborato con brand come Cassina,

Gufram, Memphis Milano, Fay, Hermès, Off-WHITE e Acne Studio. Insegna Estetica della

regia teatrale presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e l’Università IULM di Milano.

Da sempre interessato all’arte contemporanea, con particolare attenzione alla scena

underground di Manhattan degli anni ‘80 e ‘90, dal 2019 è curatore del Larry Stanton Estate

di New York. 

Gianluca Sbicca   

Costumi  

Classe 1973, studia Scenografia all’Accademia di Brera a Milano. Dopo varie esperienze

nel campo della moda, si avvicina al teatro come assistente di Jacques Reynaud per Lolita

– sceneggiatura di Vladimir Nabokov (2001), regia di Luca Ronconi, con il quale collabora

anche a Phoenix di Marina Cvetaeva (2001). Sempre del Maestro è il primo spettacolo di

cui firma i costumi, Candelaio di Giordano Bruno (2001). Inizia così un sodalizio artistico

con Ronconi, proseguito per 15 anni, fino al suo ultimo spettacolo, Lehman Trilogy.

Collabora poi stabilmente con Claudio Longhi, per il quale firma i costumi di diversi

spettacoli, tra cui La classe operaia va in paradiso e Ho paura torero. Nel corso della sua

carriera, lavora inoltre, sia per la prosa sia nell’opera lirica, con numerosi registi, tra cui

Massimo Popolizio, Stefano Ricci, Peter Greenaway, Alvis Hermanis, Gabriele Lavia,

Federico Tiezzi, Valter Malosti, Giorgio Sangati, Jacopo Gassmann, Sergio Blanco, Roberto

Latini, Fabio Condemi, Fabio Cherstich, Lino Guanciale, Fanny & Alexander. Collabora

stabilmente con lo stilista Antonio Marras a diverse installazioni e spettacoli teatrali. Nel

2018 vince il Premio Ubu e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano per i costumi di Freud

o l’interpretazione dei sogni di Federico Tiezzi; nel 2022 riceve il Premio Ubu per i costumi

di M Il figlio del secolo di Massimo Popolizio. 

Giulia Pastore   

Disegno luci   

Dopo il liceo classico e la laurea in Discipline dello spettacolo dal vivo, si specializza in light

design, seguendo dal 2012 compagnie di prosa e danza con produzioni e tournée italiane

ed internazionali. Ha firmato le luci per Deflorian/Tagliarini (La vegetariana, Avremo ancora

occasione di ballare insieme, Chi ha ucciso mio padre, Il cielo non è un fondale, Memoria di

ragazza), Carmelo Rifici (Le relazioni pericolose), VicoQuartoMazzini (La ferocia), Cristina

Rizzo (Bolero Effect, Ikea, Prelude),  Marco D’Agostin (Best Regards, nominato ai Premi

Ubu 2021 come miglior spettacolo di danza), Marco Lorenzi (La


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collezionista e Affabulazione), Philippe Kratz (Lydia, The red shoes, Camera Obscura),

Alessio Maria Romano (Principia), Giorgia Nardin (Ghisher, Anahit), Fattoria Vittadini (Amor,

Salvaje, To this pourpose only) e per tutti i lavori di Annamaria Ajmone, con cui è candidata

al Premio Ubu 2022 per il miglior disegno luci. Dal 2018 al 2021 ha curato la direzione

tecnica e degli allestimenti di SpazioFattoria, di T!nk P!nk e del Festival del Silenzio a

Milano. Dal 2022 insegna alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Nel 2024

vince il Premio Ubu come miglior disegno luci per lo spettacolo La ferocia. 

Andrea Gianessi  

Musiche e sound design   

Compositore, sound designer, musicista e autore. Laureato con lode in Dams Musica a

Bologna, si dedica alla sperimentazione delle potenzialità drammaturgiche del suono. È

fondatore del tsd – teatro dei servi disobbedienti e di DAS – Dispositivo Arti Sperimentali di

Bologna, di cui è nella direzione artistica fino al dicembre 2024. Nel 2025 fonda, con la

regista Federica Amatuccio, la Diade, gruppo di ricerca performativa. Realizza musiche e

sound design per il teatro, collaborando con artisti come Fabio Condemi, Antonio Latella,

Giuseppe Stellato, Franco Visioli (Stabilemobile), Silvia Rigon, Michela Lucenti (Balletto

Civile), Fanny & Alexander, Jacopo Squizzato, Menoventi, Mitmacher Teatro, Ateliersi,

Andrea Centazzo, Masque Teatro. I suoi lavori vanno in scena in contesti come Emilia

Romagna Teatro ERT, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Torino, TPE - Teatro Piemonte

Europa, LAC Lugano Arte e Cultura, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli-Venezia

Giulia, Campania Teatro Festival, Festival delle Colline Torinesi, Kilowatt Sansepolcro,

Cantiere Poetico Santarcangelo, Ravenna Festival, OperaEstate, Accademia di Belle Arti di

Bologna, La Biennale Teatro di Venezia. 

Andrea Lucchetta 

Assistente alla regia 

Classe 1998, inizia il suo percorso professionale mettendo in scena Cecità di Josè

Saramago presso il Teatro Nuovo di Napoli nel 2017. Nel 2021 consegue il diploma di regia

presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Ha curato

alcune delle proprie produzioni affiancato dalla guida di professionisti come Giorgio

Barberio Corsetti in Sulla strada maestra di Anton Cechov, Massimiliano Civica in uno

studio su Patroni Griffi, Arturo Cirillo in Questi Fantasmi di Eduardo De Filippo. Collabora

come assistente per Sergio Ariotti, Andrea De Rosa, Andrea Baracco, Carlo Cecchi, Fabio

Condemi, Leonardo Manzan. È il fondatore del collettivo Asilo Republic. Tra i lavori

realizzati, Il Calapranzi di Harold Pinter al Teatro Nuovo di Napoli, uno studio su Friedrich

Dürrenmatt al Teatro India di Roma, Elettra di Euripide, Dust to Dust di Robert

Farquhar, L’isola di Arturo di Elsa Morante, Il tempo di stare insieme di cui cura

drammaturgia e regia. Nel 2022 porta in scena La tempesta di William Shakespeare nella


Coop. La Fabbrica dell’Attore (E.T.S.) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586

via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it


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traduzione di Eduardo De Filippo al Teatro Olimpico di Roma. Nel 2023 debutta il

progetto Shame Culture, prodotto dal Teatro Elfo Puccini di Milano.


Info e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro , Eolo e CARD LIBERA E

CARD LOVE e VIVISPETTACOLO, info promozioneteatrovascello@gmail.com   -

promozione@teatrovascello.it

Biglietti: Intero 25 euro - Ridotto over 65: 20 euro - Ridotto addetti ai lavori del settore e

Cral/Enti convenzionati: 18 euro - Ridotto studenti, studenti universitari, docenti e operatori

esclusivamente delle scuole di teatro, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10

persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti, abbonamenti e card

telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati,

acquista direttamente alla biglietteria

acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE

a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ.

Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849

oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/casanova/268560

Info: 06 5881021 – 06 5898031

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Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

Monteverde Roma

ORARI spettacoli

dal martedì al venerdì h.21

sabato h.19

domenica h.17

BIGLIETTERIA

intero € 25

over 65 € 20

cral e convenzioni € 18

studenti € 16

Abbonamenti

le card libere a 6 spettacoli e le card love sono valide fino al 24 maggio 2026, ultima

replica dell'ultimo spettacolo in cartellone. Gli abbonamenti e le card sono nominativi

ma cedibili


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Card libera (6 spettacoli a scelta su tutta la programmazione) € 108 acquista on line

https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840

Card love (2 spettacoli a scelta su tutta la programmazione per 2 persone -4 ingressi) € 72

Acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-

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Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura

Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro

Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R.

Giovagnoli, 20,00152 Roma

Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere

da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno

Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro

Vascello. Oppure fermata della metro Valle Aurelia e Treno Metropolitano fino a

Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

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