Bahtiyar Hidayet, Azerbaijan (Advice) una poesia commento e traduzione di Sergio Batildi

 


Advice

 A puppy

learned how to behave

in 3–5 months

thanks to a dog trainer.

 

But I know a person who—

2 years kindergarten,

11 years school,

4 years university,

2 years master’s,

2 years doctoral studies,

20 years in a position…

 

Still could not learn

to be human.

In stubbornness, like a goat,

in thinking, like a sheep,

in cunning, like a fox,

in cowardice, like a rabbit,

in predation, like a hyena.

 

So,

dog trainers are stronger—

they should be brought into education.

 

Traduzione in italiano

Consiglio

Un cucciolo ha imparato a comportarsi in 3-5 mesi grazie a un addestratore di cani.

Ma io conosco una persona che— 2 anni di asilo, 11 anni di scuola, 4 anni di università, 2 anni di master, 2 anni di dottorato, 20 anni in un ruolo…

non è ancora riuscita a imparare a essere umano.

Testardo come una capra, pecora nel pensiero, volpe nell’astuzia, coniglio nella codardia, iena nella predazione.

Quindi, gli addestratori di cani sono più bravi: dovrebbero essere chiamati nell’istruzione.

Commento

Poesia tagliente, ironica e amara. Con un tono apparentemente leggero e quasi favolistico, l’autore sferra una critica molto forte al sistema educativo moderno e alla formazione delle persone.

Il contrasto tra il cucciolo che in pochi mesi impara le regole basilari della convivenza e l’uomo “istruito” che dopo decenni non ha ancora imparato a essere umano è potente e spietato. La lista degli anni di studio suona come un’accusa: tutto quel tempo speso per accumulare titoli, senza però sviluppare empatia, coraggio, generosità o intelligenza emotiva.

Le metafore animali finali sono perfette:

  • capra = testardaggine
  • pecora = conformismo
  • volpe = furbizia opportunista
  • coniglio = vigliaccheria
  • iena = ferocia opportunistica

È una satira che colpisce duro: l’istruzione formale può produrre persone colte ma moralmente e umanamente immature. Il colpo di scena finale («gli addestratori di cani sono più forti») è geniale e lascia l’amaro in bocca.

Una poesia breve ma densa, che funziona benissimo sia come provocazione che come riflessione esistenziale.

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