ARWE 2026 chiude la settimana degli eventi con oltre 4.000 presenze, 48 accademie e 18 Paesi: Torino crocevia della ricerca artistica

ARWE 2026 chiude la settimana degli eventi con oltre 4.000 presenze, 48 accademie e 18 Paesi: Torino crocevia della ricerca artistica
 
La settimana egli eventi di ARWE - Art Research World Expo Turin si è conclusa ieri con la cerimonia di premiazione delle opere degli studenti delle accademie partecipanti e il fashion show Le double sens de l'irrévérence. Sei giorni di arte diffusa, 48 istituzioni accademiche da 18 Paesi, 26 partner culturali e oltre 30 eventi performativi hanno trasformato la città in una piattaforma globale per la ricerca-creazione. Le esposizioni restano visitabili fino al 6 giugno.
Torino, 31 maggio 2026 
L'arte è profetica: anticipa il futuro, rende visibili le trasformazioni ancora in atto, offre strumenti per immaginare e costruire mondi migliori. Da questa convinzione è nata ARWE - Art Research World Expo Turin 2026, l'esposizione internazionale della ricerca artistica promossa dall'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nell'ambito del progetto INAR - Italian Network of Artistic Research, finanziato dall'Unione Europea - NextGenerationEU con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un'edizione che ha scritto una pagina inedita nella storia dell'alta formazione artistica italiana.
«Quando istituzioni di 18 Paesi si incontrano attorno a una visione condivisa, l'arte diventa un sistema globale di conoscenza. Un ringraziamento sincero va a tutte le istituzioni partner, ai docenti e, soprattutto, alle studentesse e agli studenti: senza il loro coraggio creativo, questa settimana non sarebbe esistita.» Giovanni Quaglia, Presidente dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
«La ricerca artistica ha bisogno di un lessico condiviso, di metodi che le permettano di confrontarsi alla pari con le altre discipline del sapere. Torino ha reso tutto questo possibile: una città che è essa stessa sistema, in cui musei, fondazioni e istituzioni culturali hanno aperto le proprie porte per trasformare la ricerca in esperienza diffusa e collettiva. Gli studenti dell'Accademia Albertina hanno fatto il resto: hanno trasformato quei luoghi in gesti, immagini, presenze nel mondo. A loro va il mio ringraziamento più profondo, insieme a quello per i docenti, i ricercatori, i partner culturali della città e tutto il personale che ha reso possibile un progetto di questa portata.» Salvatore Bitonti, Direttore dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
I numeri di ARWE 2026
Dal 25 al 30 maggio, Torino è diventata il centro mondiale della ricerca artistica. Sei giorni di programmazione ufficiale, 13 giorni di esposizioni - fino al 6 giugno - e una mappa diffusa di 17 sedi culturali cittadine che ha coinvolto musei, fondazioni, residenze reali, teatri e spazi espositivi. Hanno partecipato 48 istituzioni accademiche: 21 italiane tra accademie di belle arti, conservatori, ISIA e politecnici, e 27 internazionali da 18 Paesi - in Europa, Asia, Africa e America. Oltre 26 partner culturali e istituzionali hanno aperto le proprie porte per trasformare la ricerca in esperienza diffusa e collettiva. Il programma ha ospitato 9 grandi mostre internazionali, oltre 30 eventi performativi tra performance, spettacoli e lecture-performance, circa 15 incontri, talk e conferenze, e 8 masterclass e workshop. Al centro di tutto, centinaia di studenti, docenti e ricercatori - e 2 premi internazionali: l’Albertina International Award e l’ARWE Award 2026. 
La presenza di istituzioni da Ucraina e Libano - realtà che vivono situazioni di conflitto o crisi geopolitica acuta - è stata una scelta consapevole: ARWE ha praticato la diplomazia culturale come strumento concreto di dialogo e resistenza.
Il pubblico di ARWE 2026: oltre 4000 presenze in sei giorni
La risposta del pubblico ha confermato la portata dell’evento: tra gli eventi a prenotazione obbligatoria, 10 su 18 hanno registrato il tutto esaurito, con una domanda che in diversi casi ha superato la disponibilità dei posti. Sold out per WHY al Teatro Café Müller, per l’incontro con Stelarc, per Racconti di un burattinaio, Le femmine d’Italia, La sacra Famiglia, L’armonia del cosmo, Creature di carta: come il libro diventa corpo e i Meetings with Dina Amin and Nermin Said. Complessivamente, gli eventi con accesso riservato hanno registrato quasi 2.000 prenotazioni, a cui si sommano le presenze libere nelle mostre e negli spazi espositivi distribuiti in città - con il biglietto unico per le ARWE Exhibitions che ha raggiunto oltre 1.100 ingressi nel solo corso della settimana inaugurale degli eventi.
La cerimonia conclusiva e l'ARWE Award 2026
Sabato 30 maggio la giuria presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, con Antonio Calbi e Carlo Chatrian, ha assegnato l'ARWE Award 2026 alle opere degli studenti delle accademie partecipanti. Il premio - la scultura appositamente realizzata da Gabriele Garbolino - ha riconosciuto la ricerca-creazione nella sua forma più autentica: quella di giovani artisti che trasformano domande sul presente in gesti, immagini e visioni.
L’ARWE Award 2026 è stato assegnato a: Maria Mahwej (Lebanese University Faculty of Fine Arts and Architecture, Libano con When I go to sleep (2024), una straziante visione del Libano oggi attraverso gli occhi dei bamibini; Amélie Charrier (ESAD - École Supérieure des Arts et Design, Francia) con Testimony 1, l’arte che guarda alle origini ancestrali della terra (2025) ; Ke Zhao (China Academy of Art, Cina) con Household Sculpture (2025),opere che uniscono memoria culturale e linguaggio contemporaneo.
Menzioni speciali sono state riservate all’ISIA di Faenza (con i progetti Urba Kyte, Kore e b-cool), all’Accademia Teatro alla Scala (con Ekā), all’Accademia di Belle Arti di Palermo (Clara Mannino con Wake o vigilia) e alla Ioannina School of Fine Arts (Grecia) con Kostantinos Koinos e Body Without Identity (2025). 
Segnalazioni speciali sono andate alle istituzioni di India (Sister Nivedita University) e Ucraina (National Academy of Fine Arts and Architecture Kyiv), per la qualità complessiva dei lavori presentati.
Dopo la premiazione, il fashion show Le double sens de l'irrévérence, progetto speciale dell'Accademia Albertina con direzione artistica e regia di Vincenzo Caruso, ha chiuso la settimana con una performance tra moda e musica in collaborazione con il Conservatorio G. Verdi di Torino. Un finale che ha incarnato la vocazione più profonda di ARWE: la ricerca artistica come territorio di attraversamento tra linguaggi, corpi e immaginari.
Una settimana che ha trasformato Torino
Aperta il 25 maggio al Cinema Massimo - Museo Nazionale del Cinema con la consegna degli Albertina International Award a Michelangelo Pistoletto e Stelarc, ARWE 2026 ha attraversato i luoghi più significativi del sistema culturale torinese: le Residenze Reali Sabaude, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, le Gallerie d'Italia, il Museo Egizio, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, la Fondazione Accorsi-Ometto, la Fondazione Giorgio Amendola, il Foyer dell’Auditorium della Rai di Torino e molti altri spazi. Nel cuore dell'Accademia Albertina - Giardino, Salone d'Onore, Corridoio di Grafica, Rotonda del Talucchi, Ipogeo e Pinacoteca - le opere di Algeria, Bulgaria, Cina, Egitto, Finlandia, Francia, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Kenya, Libano, Marocco, Montenegro, Oman, Polonia e Ucraina hanno abitato per la prima volta insieme gli stessi spazi, a confronto con la ricerca italiana.
I tre temi portanti - Saving the World, Connecting Cultures, Empowering and Connecting People - hanno orientato un programma che ha attraversato performance, danza, teatro, circo, sound art, video, installazione, fotografia, scenografia, moda e intelligenza artificiale. Tra i momenti più significativi: la performance durational I'm thinking of you, Version 3.0 di Franko B, replicata ogni giorno nel Giardino dell'Accademia; l'installazione immersiva Naturale/Artificiale di Elisabetta Ajani sulla soglia tra intelligenza umana e artificiale; l’esperienza in VR I Remember; Digitali Immortali realizzato con l'Università di Torino e il Politecnico; lo spettacolo Ekā dell'Accademia Teatro alla Scala, ispirato al Mahābhārata; e la conferenza-spettacolo con arie di opere liriche Le Femmine d'Italia del Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria.
ARWE 2026 è l'atto conclusivo del progetto INAR, ma non chiude un percorso: lo apre. Per la prima volta in Italia, la ricerca artistica si è presentata come sistema riconoscibile, con una propria rete e un proprio lessico condiviso. Le relazioni costruite, le traiettorie di ricerca avviate, le collaborazioni internazionali attivate continueranno oltre l'evento, nei cataloghi, nelle pubblicazioni, nella rivista online e nelle piattaforme digitali open source che documentano l'intero percorso.
Sito web arwe.it



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