Alessandria, la Rete Antiviolenza lancia l’allarme: aumentano le richieste di aiuto delle giovani donne
Lo scorso 7 maggio si è svolto ad Alessandria l’incontro della Rete Antiviolenza provinciale, occasione di confronto tra istituzioni e realtà impegnate quotidianamente nella tutela delle donne vittime di violenza. All’apertura dei lavori hanno portato i saluti istituzionali Luigi Benzi, presidente della Provincia di Alessandria, la prefetta Alessandra Vinciguerra, il procuratore aggiunto Enrico Arnaldi Di Balme e la consigliera provinciale Tatiana Mantovan.
Al centro dell’incontro vi è stata l’analisi del Rapporto GREVIO 2025, presentato da Elena Biaggioni, componente della rete delle avvocate di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. Il GREVIO è il gruppo internazionale incaricato di monitorare l’applicazione della Convenzione di Istanbul, il principale strumento europeo di contrasto alla violenza di genere. Dal rapporto emergono diverse criticità che l’Italia non ha ancora affrontato in modo pienamente efficace: la necessità di formazione continua per tutti gli operatori coinvolti nella raccolta delle denunce, una maggiore tutela per i figli e le figlie vittime di violenza assistita, strumenti più affidabili per la valutazione del rischio e un sistema più uniforme nella raccolta e nell’analisi dei dati.
Accanto alle problematiche nazionali, l’incontro ha però evidenziato anche la solidità della rete territoriale alessandrina, che nei prossimi mesi sarà ulteriormente rafforzata grazie al progetto Viol.A.2, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Sarah Sclauzero, presidente dell’associazione me.dea, ha spiegato come il finanziamento permetterà di potenziare soprattutto gli aspetti formativi e organizzativi indicati dal Rapporto GREVIO come prioritari.
Il progetto Viol.A.2 ha già portato alla creazione di una Cabina di Regia con funzioni di coordinamento strategico e all’attivazione di tre tavoli tematici dedicati all’accoglienza e alla gestione delle emergenze per le donne vittime di violenza, al sostegno dei minori coinvolti nella violenza assistita e agli interventi rivolti agli autori di violenza di genere. Un lavoro strutturato che punta a costruire procedure condivise e una risposta più omogenea sul territorio provinciale.
Particolarmente significativi sono stati anche i dati presentati da Carlotta Sartorio, responsabile del Centro Studi me.dea. Nel 2025 le richieste di aiuto registrate dai Centri Antiviolenza sono state 301, con un aumento del 15,8% rispetto all’anno precedente. Cresce soprattutto la fascia delle donne più giovani, sia minorenni sia tra i 18 e i 29 anni, un dato che potrebbe essere collegato anche alle attività di sensibilizzazione e prevenzione svolte dall’associazione nelle scuole.
L’analisi della rete mostra inoltre che oltre la metà delle donne accolte ha un’età compresa tra i 18 e i 39 anni, fascia nella quale molte sono madri. Un elemento che rafforza il tema della violenza assistita sui minori, spesso testimoni diretti dei maltrattamenti domestici. Parallelamente, nel 2025 si registra anche un aumento del 10-12% dei cosiddetti “Codici Rossi” attivati dalle forze dell’ordine.
Un altro tema affrontato durante il confronto riguarda la forte disomogeneità territoriale nelle risposte alle richieste di aiuto. In alcune aree del territorio, infatti, la presenza delle forze dell’ordine, delle strutture di supporto e delle risorse disponibili continua a essere molto diversa, creando disparità nei percorsi di protezione e sostegno alle vittime. Proprio su questi aspetti interverrà il progetto Viol.A.2, con l’obiettivo di costruire linee guida comuni e rafforzare il lavoro di rete.
L’incontro si è chiuso con una consapevolezza chiara: il contrasto alla violenza di genere non può essere affrontato soltanto attraverso le norme, ma richiede formazione, prevenzione, cultura del rispetto e una rete territoriale capace di lavorare insieme in modo continuo e coordinato. Perché, come ricordato dalla citazione di Amartya Sen scelta per aprire l’evento, “quando le donne stanno bene tutto il mondo sta meglio”.
Geo: l’incontro della Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria si è svolto il 7 maggio 2026 presso la Sala Consiliare della Provincia di Alessandria. Il progetto Viol.A.2 è sostenuto dal Dipartimento per le Pari Opportunità e coinvolge istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e operatori territoriali. L’associazione me.dea opera da anni sul territorio alessandrino nel contrasto alla violenza contro le donne attraverso attività di ascolto, protezione, formazione e sensibilizzazione nelle scuole. Alessandria Post continua a seguire i temi sociali legati ai diritti, alla prevenzione della violenza e alla tutela delle persone più fragili.
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