“Acqua, zucchero e bicarbonato” di Clelia Moscariello: la saggezza semplice delle nonne contro la complessità del mondo
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La forza del testo di Clelia Moscariello nasce proprio dalla sua apparente semplicità. L’autrice parte da un ricordo quotidiano, quasi domestico, quello delle “medicine” della nonna — acqua, zucchero e bicarbonato — per aprire una riflessione molto più ampia sul modo in cui il mondo contemporaneo complica ciò che un tempo appariva essenziale e umano.
La figura della nonna diventa immediatamente simbolica. Non rappresenta soltanto una persona cara, ma un’intera visione della vita fatta di certezze semplici: il bene e il male, Dio, la capacità di affrontare il dolore senza troppe sovrastrutture psicologiche o sociali. In quei pochi ingredienti custoditi nella cucina di casa c’è tutta una filosofia popolare dell’esistenza, dove il conforto nasceva più dall’amore e dalla presenza che dalle spiegazioni complicate.
Molto intensa appare la parte centrale del testo, quando l’autrice racconta il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Qui la scrittura assume quasi il tono di uno sfogo generazionale: il peso dei ruoli sociali, delle aspettative, del dover essere “persone perbene” che non devono sbagliare mai. Clelia Moscariello coglie con grande lucidità una delle contraddizioni più profonde della società contemporanea: chi cerca di fare sempre la cosa giusta spesso finisce comunque col sentirsi sbagliato agli occhi di qualcuno.
In questo senso il testo assume anche una forte dimensione psicologica. L’autrice parla della rabbia repressa, del bisogno di rispettare “ruoli concordati”, di una verità costruita collettivamente che rischia di soffocare la spontaneità individuale. Ed è proprio quando tutto diventa troppo complesso che riaffiora il ricordo della nonna e di quel rimedio semplice, quasi magico, capace di curare non solo il corpo ma anche l’anima.
Bellissimo il finale dedicato al caffè con lo zucchero: “perché la vita già è amara”. In questa frase apparentemente leggera si nasconde forse il cuore più profondo dell’intero testo. È una lezione di saggezza popolare che contiene ironia, realismo e tenerezza insieme. La vita può essere difficile, ma proprio per questo bisogna concedersi dolcezza, perdono e perfino la capacità di ridere di sé stessi.
Dal punto di vista stilistico, Clelia Moscariello sceglie una prosa poetica diretta e narrativa, molto vicina al linguaggio del vissuto quotidiano. Alcuni passaggi ricordano certe pagine intime di Alda Merini o di Anna Magnani nei loro momenti più autentici: parole semplici, ma capaci di toccare ferite universali.
Sbagli sempre quando non rispetti i ruoli concordati.
Biografia: Clelia Moscariello è un’autrice che attraverso una scrittura intima e riflessiva affronta temi legati alla memoria, ai legami familiari, all’identità femminile e alle contraddizioni della società contemporanea. Nei suoi testi convivono sensibilità narrativa, ironia malinconica e una forte capacità di trasformare episodi quotidiani in riflessioni universali.
Geo: La narrativa poetica contemporanea italiana continua a trovare nella memoria familiare e nelle figure delle nonne un patrimonio emotivo e culturale straordinario. Attraverso testi come quelli di Clelia Moscariello, Alessandria Post prosegue il proprio percorso di valorizzazione della scrittura d’autore capace di unire introspezione, autenticità e umanità.
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“Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta persone o situazioni reali, ma una libera interpretazione artistica ispirata ai temi dell’articolo, della poesia o della recensione pubblicata da Alessandria Post.”
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