1° Maggio: Festa Nazionale, ma non per tutti

1° Maggio: Festa Nazionale, ma non per tutti

Primo Maggio 2026.  
La Festa dei Lavoratori, ma non per tanti caregiver familiari italiani – e quindi abruzzesi. Il 90% sono donne che anche oggi, come ogni altro giorno dell’anno, lavoreranno h24 senza salario, senza ferie, senza contributi, senza malattia, per garantire assistenza e cura ai propri familiari con disabilità gravissime.

A Roma, come ogni anno, si svolge il Concertone del Primo Maggio dedicato al tema del “lavoro dignitoso”. Una dignità che, però, ai caregiver familiari non è ancora riconosciuta.  
Eppure la Costituzione garantisce a ogni lavoratore una retribuzione equa e dignitosa per il lavoro svolto.

Sono migliaia i caregiver familiari abruzzesi che, trincerati nelle mura di casa, chiedono ascolto proprio in una giornata tanto simbolica quanto, per loro, ancora vuota di risposte da parte delle istituzioni regionali.

In Abruzzo esiste una legge dedicata al caregiver familiare, ma non è sufficiente.  
La Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 43 c’è, ma non basta. Le criticità sono molte e i membri abruzzesi del Coordinamento Nazionale CFU hanno scelto di mettere nero su bianco le loro richieste: ciò che va rivisto, ciò che va migliorato e ciò che deve essere inserito ex novo affinché la norma risponda davvero ai bisogni reali.

Il caregiving è un lavoro a tutti gli effetti.  
Comporta fatica, usura fisica e mentale, stress psicologico. Ma lo Stato sembra non volerlo vedere.

Il nostro augurio più sincero va oggi a tutti i caregiver familiari abruzzesi che, come noi, anche in questo Primo Maggio porteranno avanti la loro missione di vita dentro le mura domestiche. Con speranza, ma anche con fermezza, chiediamo che questa giornata possa diventare davvero la festa di tutti i lavoratori.

Manuela Di Dalmazi – Ivana De Luca  
Referenti Regione Abruzzo  
Coordinamento Nazionale CFU – Caregiver Familiari Uniti

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