Tempi di trattamento ridotti, minori costi, risposte migliori e vantaggi anche per le farmacie ospedaliere
Bari. "Una terapia sottocute al posto di una terapia infusionale garantisce una tempistica molto più veloce per quelle che sono le esigenze del paziente, che non sono soltanto le sue, ma sono anche quelle della famiglia che in genere accompagna il paziente per garantirgli la somministrazione di queste terapie che sono necessarie per la cura del tumore della mammella, soprattutto di HER2+, per cui parliamo di una innovazione farmacologica che entra nell'organizzazione e impatta molto positivamente. In questa maniera noi riusciamo a garantire a più pazienti una cura efficace sotto l'aspetto anche dell'evidenza scientifica che questa cura ha messo dinanzi agli occhi dei nostri clinici e dell'organizzazione. Questo dà una risposta anche in termini di equità di accesso a un maggior numero di pazienti che altrimenti sarebbero costretti a subire una terapia più lunga o addirittura a dover entrare in una lista di attesa". Così Alessandro Delle Donne, presidente Ucor Puglia e commissario straordinario Irccs Oncologico di Bari, a margine dell'evento DUAL ANSWHER2+ in corso nella sede della Regione Puglia a Bari.
Il carcinoma mammario HER2-positivo rappresenta un ambito paradigmatico dell'oncologia moderna, in cui l'innovazione terapeutica, l'organizzazione dei percorsi di cura e la sostenibilità del sistema sanitario devono essere affrontate in modo integrato. L'evoluzione delle strategie neoadiuvanti e adiuvanti, l'identificazione precoce delle pazienti ad alto rischio e l'introduzione di nuove formulazioni farmacologiche impongono una riflessione condivisa che coinvolga clinici, farmacisti ospedalieri e istituzioni. In questo contesto, la Regione Puglia, attraverso le attività delle breast unit della Rete Oncologica e lo sviluppo di modelli organizzativi in linea con le indicazioni di Agenas e del Pnrr fornisce un ecosistema di discussione per la gestione appropriata, equa e sostenibile della paziente oncologica, e specificatamente nel setting del carcinoma mammario HER2+.
Delle Donne (Ucor Puglia): Con sottocute per Her2+ meno liste attesa
"Si apre la stagione dell'integrazione tra ospedale e territorio"
Per Delle Donne "dà una risposta in termini di positività anche organizzativa perché è uno strumento che può aiutare a gestire meglio il fenomeno della migrazione passiva e dei tempi di attesa nella presa in carico delle patologie oncologiche. Quindi liste di attesa, mobilità passiva extra regionale ma ovviamente anche aumento di volumi. Soprattutto ciò che introduce l'innovazione dettata dal sottocute è che si apre davvero la stagione dell'integrazione tra ospedale e territorio perché questa modalità terapeutica consente ai pazienti anche di essere curati nel territorio senza doversi recare necessariamente come avviene per le terapie infusionali, quelle classiche, in ospedale".
Cinieri (Ospedale Perrino): In trattamento tumore Her2+ è cambiato mondo
"Con sottocute tempi terapia passano da circa un'ora a pochi minuti"
"Il cancro della mammella non è più il cancro della mammella, ma sono i cancri della mammella. Per questo motivo oggi parliamo del tumore della mammella HER2+ che è un'iperespressione di un gene, appunto HER2, che si differenzia notevolmente dagli altri tipi di tumore perché è una forma più aggressiva. HER2 è un fattore prognostico negativo, ma è un fattore predittivo di risposta: attraverso trattamenti specifici si ottiene una buona gestione della malattia. È cambiato il mondo nel trattamento di questo tipo di cancro perché abbiamo tanti farmaci a disposizione per la malattia HER2, sia nella fase precoce che nella fase avanzata. La novità più grossa dell'ultimo periodo la possibilità di somministrare sottocute due di queste molecole anti HER2 e non più in vena. Questo dà un grosso vantaggio alle nostre pazienti, ma soprattutto alla ricerca in questo campo: una volta individuato un recettore c'è la possibilità di sviluppare terapie mirate e ci sono tante nuove molecole in arrivo". Così Saverio Cinieri, direttore Oncologia medica e Breast unit dell'ospedale Perrino di Brindisi, a margine dell'evento DUAL ANSWHER2+ in corso nella sede della Regione Puglia a Bari.
"Il vantaggio nella somministrazione sottocute - evidenzia – è che si accorciano sicuramente i tempi di terapia passando da circa un'ora a pochi minuti. Questo offre un vantaggio, un vantaggio psicologico, un vantaggio di tempo per la paziente, un vantaggio di gestione delle poltrone dell'ospedale e un vantaggio anche per l'attività infermieristica. Tutti questi vantaggi si devono riverberare nell'organizzazione".
Nardulli (Istituto Tumori Bari): Grandi benefici con sottocute per Her2+
"Farmacia ospedaliera può preparare più terapie con minori costi"
"Il tumore alla mammella HER2+ ha beneficiato notevolmente dell'innovazione tecnologica delle terapie sottocutanee che hanno avuto un impatto positivo in termini sia di vantaggi per le pazienti, che per le organizzazioni, che per le farmacie ospedaliere, perché siamo passati da un percorso terapeutico che prevedeva una permanenza in ospedale per il solo tempo di cura anche di 90 minuti per la paziente ai 10 minuti necessari con una terapia sottocutanea". Così Patrizia Nardulli, direttrice Farmacia Irccs Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, a margine dell'evento DUAL ANSWHER2+ in corso nella sede della Regione Puglia a Bari.
"Anche le farmacie ospedaliere - osserva - hanno i loro vantaggi. Allestire una terapia endovenosa comporta sia dei tempi molto più lunghi per l'attenzione che bisogna porre sul dosaggio perché è fatto in maniera personalizzata sul paziente - mentre le terapie sottocutanee sono a dose fissa e quindi non c'è necessità di calcoli che possono anche generare degli errori - sia perché l'accortezza nell'allestimento di una preparazione endovenosa in termini di sterilità è naturalmente maggiore di quella che è necessaria per una terapia sottocutanea. Quindi otteniamo un risparmio di tempo per gli operatori sanitari, per l'allestimento della terapia e un impatto economico migliore anche da un punto di vista di risparmio dei dispositivi medici che sono necessari per la preparazione delle terapie. Sicuramente – conclude Nardulli - la farmacia ospedaliera può preparare più terapie con minori costi dando risposte migliori ai pazienti che si rivolgono alle nostre strutture".
Riportato da Sergio Batildi
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