2 | 5 maggio 2026
PRIMA MILANESE
ESERCIZI DI STILE
di Raymond Queneau
versione italiana di Umberto Eco
regia Emanuela Pistone
costumi Riccardo Cappello
luci e animazione grafica Gaetano La Mela
con (in o.a.) Francesco Foti, Emanuela Pistone, Agostino Zumbo
Produzione Teatro Stabile di
Catania
Finalista al premio “Le Maschere del Teatro Italiano 2024” come “Migliore Spettacolo 2023-2024” e vincitore del premio per la categoria “Migliori luci”
Al Teatro
Menotti, dal 2 al 5 maggio 2026, arriva Esercizi di stile, celebre opera
di Raymond Queneau nella versione italiana di Umberto Eco, con la regia di
Emanuela Pistone.
Lo spettacolo,
prodotto dal Teatro Stabile di Catania, trasforma uno dei testi più originali
del Novecento in un gioco scenico brillante e sorprendente, dove la parola
diventa materia viva, capace di reinventarsi continuamente tra variazioni,
ritmo e invenzione.
Da un episodio banale, ripetuto
e trasformato, nasce uno dei più celebri esperimenti della letteratura del
Novecento. Nel 1947 Raymond Queneau pubblica Exercises de style,
un’opera costruita su 99 variazioni dello stesso racconto, tra invenzione
linguistica e comicità.
Note di regia
– Emanuela Pistone
“Raymond Queneau pubblica gli
Exercises nel 1947: un banale episodio che si ripete per 99 volte, con
altrettante variazioni, dà vita a un capolavoro di retorica e comicità.
“Queneau ha inventato un gioco… si trattava di capirne le regole, rispettarle,
e poi giocare la stessa partita con un’altra lingua” scrive Umberto Eco.
È stato il gioco la mia chiave
di lettura per questa messa in scena. Ho ‘visto’ uno spettacolo a metà tra un
circo e un Varietà, dove si susseguono numeri diversi tra loro, pezzi comici,
canzoni, danze, qualche magia perfino, senza un filo conduttore che li unisca.
In questo nostro circo della parola, in questo Varietà del linguaggio, gli
interpreti si muovono su un’immaginaria pagina bianca dove, da un cumulo di
lettere che mutano continuamente posizione, prendono vita le 40 variazioni che
proponiamo. Anche i titoli di ogni variazione sono proposti in forma di gioco,
attraverso la proiezione animata che introduce e chiude lo spettacolo.
Insieme a me sul palco
Francesco Foti e Agostino Zumbo, i migliori compagni di lavoro che potessi
desiderare. Una grande sintonia, la giusta dose di divertimento, le molte
improvvisazioni che hanno caratterizzato le nostre prove, hanno dato vita ai
personaggi che interpretiamo.
Ma attenzione, bisogna seguire
regole ferree per giocare sul palcoscenico la partita di questo testo ardito e
stuzzicante. Una sfida per qualunque attore voglia cimentarsi nella sua
interpretazione, ma anche un invito rivolto al nostro pubblico ad abbandonarsi
a giocare il gioco del teatro insieme a noi”..
pubblicato da Sergio Batildi
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