“Sulla STRADA un Uomo” di Marcello Comitini: poesia come cammino, ferita e verità

 

“Sulla STRADA un Uomo” di Marcello Comitini racconta un viaggio poetico tra identità, memoria e ricerca interiore lungo il cammino della vita

Ci sono libri che si leggono, e altri che si attraversano. Questo è un libro che si percorre, passo dopo passo, come una strada che non promette certezze ma chiede verità.
Pier Carlo Lava

“Sulla STRADA un Uomo” di Marcello Comitini si presenta come una raccolta poetica intensa e viscerale, capace di coniugare autobiografia e dimensione universale in un equilibrio raro. Fin dalle prime pagine si percepisce che non si tratta di una poesia decorativa o contemplativa: qui la parola è materia viva, è corpo, è esperienza.

Il titolo stesso è già una dichiarazione di intenti. “Un uomo sulla strada” non è solo un’immagine, ma una condizione esistenziale. È il simbolo di chi attraversa il mondo portando con sé memoria, ferite, desideri e contraddizioni. La strada diventa spazio di passaggio, ma anche luogo di ricerca, di smarrimento e di possibile rinascita.

La raccolta pulsa tra opposti che convivono senza mai annullarsi: obbedienza e ribellione, pietà e follia, carne e spirito. È proprio in questa tensione continua che si costruisce la forza del testo. Il lettore non viene accompagnato, ma coinvolto, quasi costretto a entrare in contatto diretto con le immagini e le sensazioni che emergono.

Le poesie non descrivono: attraversano.
Si sentono i battiti, si vedono mani e volti, si percepiscono odori, materia, vita. È una poesia sensoriale, che non teme di essere cruda, che passa dai “grumi di sangue” alle “ali di farfalla” senza soluzione di continuità. Questo contrasto crea una tensione emotiva costante, che mantiene il lettore in uno stato di attenzione profonda.

La prefazione di Marcella Donagemma introduce efficacemente il lettore a questa complessità, evidenziando come la raccolta sia attraversata da una “corrente elettrica” più che da una narrazione lineare. Ed è proprio così: ogni poesia è una scarica, un frammento, un punto di contatto tra l’io e il mondo.

Dal punto di vista stilistico, Comitini dimostra una doppia anima: da un lato una precisione formale evidente, dall’altro un’urgenza espressiva che rompe ogni schema rigido. La lingua è controllata, ma mai fredda; intensa, ma mai artificiosa.

Il percorso poetico si sviluppa come un viaggio. Dalle radici dell’io si arriva progressivamente a una dimensione collettiva, dove l’esperienza personale diventa condivisibile. L’uomo sulla strada non è più solo l’autore, ma ciascuno di noi.

Particolarmente significativa è l’immagine:
“Cammino dove la terra sa di cenere, eppure nei miei polmoni cresce la primavera”.
Qui si concentra l’essenza dell’opera: la convivenza tra distruzione e rinascita, tra perdita e speranza.

Il confronto con Pier Paolo Pasolini può emergere per la capacità di unire corpo e denuncia, mentre richiami a Giuseppe Ungaretti si colgono nella tensione verso l’essenzialità e la verità della parola. Tuttavia, Comitini mantiene una voce autonoma, riconoscibile, radicata nella contemporaneità.

“Sulla STRADA un Uomo” è una raccolta che non cerca consenso facile, ma autenticità.
E proprio per questo lascia un segno.

Biografia dell’autore: Marcello Comitini è un autore contemporaneo che attraverso la poesia esplora la dimensione esistenziale, il rapporto tra individuo e società e la tensione verso una verità interiore profonda. La sua scrittura si distingue per intensità emotiva e forza evocativa.

Intervista immaginaria all’autore

D: Chi è l’uomo sulla strada?
R: È chiunque non abbia smesso di cercare.

D: La tua poesia è dolore o speranza?
R: È entrambe. Senza dolore non c’è verità, senza speranza non c’è strada.

D: Scrivere è un atto di ribellione?
R: Scrivere è restare vivi. E questo, a volte, basta.

Geo: Italia. L’opera si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana, contribuendo a una riflessione profonda sull’identità e sul ruolo dell’uomo nella società attuale.

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