SCIENZA, LE FAKE NEWS NON SONO UN ERRORE MA UN SISTEMA: SEMIOTIGRAM SPIEGA PERCHÉ IL FALSO CIRCOLA MEGLIO DEL VERO.
13 APRILE 2026
image
SCIENZA, LE FAKE NEWS NON SONO UN ERRORE MA UN SISTEMA: SEMIOTIGRAM SPIEGA PERCHÉ IL FALSO CIRCOLA MEGLIO DEL VERO
Nella ricerca scientifica fino al 34% di studi sospetti e oltre 10 mila paper ritirati nel 2023: SemiotiGram analizza la logica della disinformazione.
Nella ricerca scientifica —e non solo nel sistema dei media— la disinformazione non appare più come una deviazione patologica, ma come un effetto strutturale dei meccanismi contemporanei di produzione e diffusione dei contenuti. È questo il nucleo del nuovo post pubblicato da SemiotiGram, che attraverso un il quadrato semiotico introduce un modello interpretativo chiaro e radicale della disinformazione scientifica.
Secondo dati recenti, fino al 34% degli articoli scientifici presenta elementi sospetti, mentre nel solo 2023 oltre 10.000 studi sono stati ritirati dalle riviste accademiche. Un fenomeno che, lungi dall’essere marginale, riflette la pressione sistemica del cosiddetto “publish or perish”, sempre più centrale anche nel contesto italiano con l’introduzione dei criteri bibliometrici.
La stessa logica si replica, in forma speculare, nel sistema dell’informazione: è il paradigma del “click or perish”, dove la velocità e la quantità prevalgono sulla verifica.
DALLA VERITÀ ALLA VISIBILITÀ: IL CAMBIO DI PARADIGMA
Il contributo di SemiotiGram si concentra su un punto cruciale: il problema non è più distinguere tra vero e falso, ma comprendere perché il falso circola meglio.
Attraverso il quadrato semiotico, il post evidenzia quattro posizioni fondamentali:
ciò che è vero ma non visibile;
ciò che è visibile ma non vero;
ciò che viene rimosso o silenziato;
ciò che è costruito e manipolato.
Al centro di questo sistema non si colloca la verità, ma l’attenzione, che diventa il vero criterio di valore. «Quando l’informazione diventa competizione per l’attenzione, la notizia non è più ciò che è vero, ma ciò che funziona» commentano i realizzatori del nuovo post sul profilo Instagram di SemiotiGram, diretto dalla semiologa Bianca Terracciano, che propone contenuti divulgativi che applicano gli strumenti della semiotica all’analisi di arte, moda, musica, meme, cibo, crime, viaggi e cultura digitale, offrendo una lettura critica dei linguaggi mediali e delle narrazioni contemporanee.
UN SISTEMA, NON UNA DERIVA
Il post sottolinea come l’attuale ecosistema informativo sia governato da dinamiche che premiano:
l’urgenza rispetto all’accuratezza;
l’emozione rispetto alla verifica;
la visibilità rispetto alla verità.
In questo contesto, la diffusione delle fake news non è un’anomalia, ma una conseguenza coerente del sistema. «Il falso non domina perché convince, ma perché circola» spiegano i realizzatori.
DALLA SCIENZA AI MEDIA: UNA STESSA LOGICA
Il parallelismo tra mondo accademico e sistema mediatico rappresenta uno degli elementi più rilevanti dell’analisi: entrambi sono attraversati da una pressione crescente alla produzione e alla performance, che incide direttamente sulla qualità e sull’affidabilità dei contenuti.
L’accelerazione dei flussi informativi e l’eccesso di dati disponibili rendono sempre più difficile distinguere tra informazione verificata e contenuti distorti, alimentando un contesto in cui la verità rischia di diventare marginale.
SEMIOTIGRAM: ANALIZZARE I MEDIA PER COMPRENDERE IL PRESENTE
Con questo nuovo contenuto, SemiotiGram prosegue il proprio lavoro di analisi critica dei fenomeni comunicativi contemporanei, utilizzando strumenti della semiotica per leggere le trasformazioni dell’informazione nell’era digitale.
«Un approccio che non si limita a denunciare la disinformazione, ma mira a comprenderne le logiche profonde» concludono i realizzatori di SemiotiGram, il laboratorio social dedicato alla lettura semiotica dei fenomeni culturali contemporanei nato nell’ambito del corso di Semiotica dei media presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma, afferente al corso di laurea magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo.
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post