RIFLESSIONE MATTUTINA e OPERE DI SILLA MARIA CAMPANINI

RIFLESSIONE MATTUTINA

La fatica non è la scrittura:
è il lavoro di piegare il caos in ordine —
impaginare, rivedere, costruire equilibri silenziosi
con mani attente e occhi pazienti.
È un mestiere che pesa senza opprimere.
Forse è una fatica che sorride.

Ma scrivere è innamoramento, non si spegne.
Basta un suono, un respiro di strada, un’ombra che passa
perché il filo si tenda.
Qualcosa mi chiama e io rispondo,
non per dovere ma per desiderio.

Ogni frammento è una buona scusa per restare:
un gesto fugace, un lampo,
un dettaglio che agli altri sfugge.
Io lo vedo, lo raccolgo,
lo porto sulla pagina come si raccoglie un fiore abbandonato —
con stupore e rispetto, con tenue ardore.

Il daimōn non si mostra: accade.
È un varco che si apre piano,
un’ombra che illumina,
un passo che precede il passo.
Non guida: inclina. Non ordina: chiama.
E chi ascolta non può più tornare indietro.

Trentacinque anni con l’arte visiva mi hanno insegnato
che l’amore non si arresta per un ordine di riposo:
si spezza solo quando muta dentro di sé —
e talvolta non muta mai.

Così proseguo: faticosa e felice,
stanca e appassionata,
sempre pronta al pretesto che riapra la via verso la pagina,
per corteggiarla ancora e dirle,
piano e deciso:
sono qui, non me ne vado.

Silla Maria Campanini Silla Maria Campanini
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DALLA RACCOLTA: Frammenti.

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