Reggio Emilia. “Vuoto sonoro, pieno visivo”: La fotografia incontra la musica in un viaggio tra tempo, materia e percezione

La mostra “Vuoto sonoro, pieno visivo” a Reggi

Cosa accade quando il suono non si ascolta ma si osserva, e l’immagine non si guarda soltanto ma si “sente”? È da questa domanda affascinante che nasce “Vuoto sonoro, pieno visivo”, la mostra che porta a Reggio Emilia un dialogo originale e profondo tra fotografia e musica, tra forma e tempo, tra silenzio e presenza.
Pier Carlo Lava

Dal 5 al 30 maggio 2026, negli spazi della Biblioteca delle Arti di Reggio Emilia, il progetto firmato da Daniele Robotti e Giovanna Vivaldi, riuniti nel collettivo “Contrappunto visivo”, propone un’esperienza artistica che va oltre la semplice esposizione fotografica. È un percorso immersivo, quasi sensoriale, dove lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente, a colmare il vuoto, a interpretare il tempo sospeso che le immagini evocano.

Il cuore della mostra è costruito su due progetti distinti ma complementari, che dialogano tra loro come due voci in una partitura musicale. Da un lato, il lavoro di Daniele Robotti trasforma oggetti scientifici e naturalistici in composizioni visive astratte e potenti, capaci di superare la funzione documentaria per diventare pura esperienza estetica. Il suo approccio, ispirato alla struttura della musica barocca, si basa su rigore formale, equilibrio e gioco di luci, dove ogni elemento viene isolato e reso protagonista assoluto.

Dall’altro lato, Giovanna Vivaldi propone un racconto completamente diverso ma profondamente connesso: un viaggio nel tempo della musica attraverso la liuteria, dove il suono nasce dalla materia e si compie solo nell’ascolto. Le sue immagini raccontano il processo creativo che porta dalla lavorazione del legno alla vibrazione della corda, passando per le mani del liutaio e del musicista. Ogni fotografia diventa un frammento di tempo, un passaggio tra ciò che ancora non esiste e ciò che può durare per sempre.

Questa doppia visione costruisce un equilibrio suggestivo: da una parte il “pieno visivo”, fatto di forme, luce e presenza; dall’altra il “vuoto sonoro”, che richiama il silenzio, l’attesa, il potenziale. Il risultato è un dialogo continuo tra ciò che si vede e ciò che si percepisce, tra materia e immaginazione.

La mostra si inserisce all’interno del circuito OFF di Fotografia Europea 2026, confermandosi come uno degli appuntamenti più interessanti per chi cerca un linguaggio artistico capace di uscire dai confini tradizionali. Non è una semplice esposizione, ma un invito a rallentare, osservare e ascoltare in modo diverso, lasciando spazio a una riflessione più ampia sul rapporto tra arte, tempo e identità.

Daniele Robotti, fotografo alessandrino con un percorso ricco di mostre e riconoscimenti, porta avanti una ricerca visiva che rifiuta etichette rigide, muovendosi tra astrazione, concettualità ed esplorazione emotiva. Giovanna Vivaldi, violoncellista, compositrice e docente, affianca alla sua attività musicale una sensibilità fotografica capace di tradurre il suono in immagine. Due percorsi diversi che si incontrano in un punto comune: la ricerca di un linguaggio capace di raccontare ciò che non è immediatamente visibile o udibile.

L’inaugurazione è prevista per martedì 5 maggio alle ore 17:00, con orari di apertura che accompagneranno il pubblico per tutto il mese, offrendo la possibilità di vivere questa esperienza con calma, senza fretta, come si farebbe con una musica da ascoltare fino in fondo.

Geo: Reggio Emilia si conferma ancora una volta città attenta alla sperimentazione artistica e alla fotografia contemporanea, grazie anche al circuito OFF di Fotografia Europea. Con “Vuoto sonoro, pieno visivo”, la Biblioteca delle Arti diventa uno spazio di incontro tra linguaggi diversi, capace di valorizzare progetti che uniscono territorio, ricerca e visione internazionale.

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