Quando la danza diventa cura “al Borsalino uno studio innovativo per i pazienti con lesione midollare”

 

Pazienti in sedia a rotelle partecipano a una sessione di danzaterapia in gruppo in una sala luminosa del centro riabilitativo.

C’è una medicina che non passa solo attraverso farmaci e terapie tradizionali, ma che si muove sul filo sottile delle emozioni, del corpo e della relazione. È in questo spazio, ancora poco esplorato ma sempre più necessario, che nasce il progetto dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria: trasformare la danza in uno strumento di cura, capace di restituire dignità, espressione e qualità della vita a chi affronta condizioni complesse come la lesione midollare. In un tempo in cui la sanità è chiamata a diventare sempre più umana oltre che efficiente, iniziative come questa dimostrano che il benessere non è solo assenza di malattia, ma presenza di relazione, movimento e senso.
Pier Carlo Lava

Presso il Presidio Riabilitativo “Teresio Borsalino” di Alessandria prenderà avvio uno studio innovativo che integra la danzaterapia nei percorsi riabilitativi dedicati a persone con lesione midollare. Il progetto, ideato dal Centro Studi Ricerca delle Professioni Sanitarie (CeRProS) del DAIRI, rappresenta un passo significativo verso un approccio più completo e centrato sulla persona.

La lesione midollare è una condizione che comporta non solo limitazioni fisiche, ma anche conseguenze psicologiche e sociali rilevanti, come isolamento, ansia e depressione. In questo contesto, la danzaterapia si propone come una risposta innovativa e complementare, capace di agire su più livelli: fisico, emotivo e relazionale. Attraverso il movimento, la musica e la condivisione, i pazienti possono ritrovare una nuova consapevolezza del proprio corpo e una forma di espressione che va oltre la disabilità.

Il progetto coinvolgerà un gruppo di pazienti adulti e i loro caregiver, sottolineando l’importanza del ruolo della famiglia e dell’assistenza quotidiana nel percorso di cura. Le attività saranno adattate all’utilizzo della sedia a rotelle, dimostrando come anche in condizioni di limitazione motoria sia possibile attivare dinamiche di movimento, relazione e partecipazione.

Il percorso prevede incontri settimanali di gruppo, della durata di due ore, per un totale di otto settimane. Le sessioni saranno coordinate da Maurizio Guasco, danzaterapeuta del metodo “ChiAma”, e si baseranno su un approccio che valorizza l’ascolto del corpo, l’interazione con gli altri e la dimensione creativa del movimento.

Durante lo studio verranno monitorati diversi indicatori, tra cui la qualità della vita, i livelli di stress, ansia e depressione, oltre al carico assistenziale percepito dai caregiver. Le valutazioni saranno effettuate in tre momenti distinti: all’inizio, a metà e al termine del percorso, per analizzare i cambiamenti e l’efficacia dell’intervento nel tempo.

Si tratta di uno studio pilota no profit, con l’obiettivo di verificare la possibilità di integrare stabilmente attività espressive come la danza all’interno dei protocolli riabilitativi tradizionali. Un passaggio importante verso una sanità che non si limita a curare il sintomo, ma che si prende cura della persona nella sua interezza.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’AOU di Alessandria e del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), diretto da Antonio Maconi, nel promuovere modelli di assistenza sempre più orientati alle Medical Humanities, dove scienza e umanità si incontrano per costruire percorsi di cura più efficaci e rispettosi della complessità dell’essere umano.

Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa aprire nuove strade, portando la medicina oltre i confini tradizionali e dimostrando che anche un gesto semplice come un movimento può diventare terapia, relazione e speranza.

Geo: Alessandria si conferma un punto di riferimento nella ricerca sanitaria e nell’innovazione riabilitativa, grazie alle attività dell’Azienda Ospedaliero Universitaria e del DAIRI. Il Presidio “Teresio Borsalino” rappresenta un’eccellenza nel trattamento delle disabilità complesse, promuovendo approcci integrati che uniscono medicina, ricerca e dimensione umana della cura.

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