Quando il turismo diventa un danno, di Gabriella Paci

 


Quando il turismo diventa danno,Gabriella Paci

 

L’Italia,chiamata anche “il bel paese” per le sue innumerevoli attrazioni paesaggistiche,culturali e culinarie, è da sempre meta turistica d’eccellenza.

Questo se da un lato incrementa numerose attività legate appunto al turismo,è anche motivo del cosiddetto”overturism” ovvero dell’invasione fuori controllo di visitatori nei luoghi cult della nazione.A sua volta, questo riversarsi fuori controllo dei turisti è causa spesso di danneggiamento dell’ambiente naturale e dei tesori artistici,senza contare la sporcizia che viene abbandonata ovunque.

Del resto,il fenomeno ,chiamato “Sindrome del turista” è sempre più diffuso:si tratta della tendenza, ammessa da molti, a comportarsi in modo più impulsivo e meno responsabile quando ci si trova fuori casa.

Un esempio? L’invasione di Roccaraso ,piccolo paese sciistico abruzzese,da parte di oltre 20.000 persone e 250 bus in seguito ad un tam tam sui social o lo scempio fatto alla scogliera bianca di Sicilia,detta la Scala dei Turchi .

Uno studio,condotto suoltre 1.200 viaggiatori ,ha cercato di mettere a fuoco abitudini e comportamenti durante i viaggi: ne è emerso che più del 50% cambia appunto il comportamento abituale attuando azioni che non farebbe mai a casa sentendosi meno vincolato alle norme e percependo la vacanza come un tempo di libertà in cui ci si deve lasciar andare .Questo riguarda specialmente i giovani,la Gen Z che supera il 70%che ritiene “leciti” durante un viaggio di piacere,assumere comportamenti trasgressivi,fuori dalle regole sociali a cui bene o male molti sottostanno.

Sorprende sapere che 4 turisti su 10 dichiarano di avere infranto almeno una legge in vacanza e la metà dice che ha fatto cose che non farebbe mai nel proprio paese e questo specie se si è confusi nella massa.Ad esempio posare su statue o monmenti storici,occupare abusivamente posti nelle spiagge, raccogliere pietre o sabbia o piante in luoghi dove questo non è consentito.

Azioni che spesso vengono percepite come innocue dai turisti, ma che possono creare tensioni anche forti con le comunità locali o causare danni al patrimonio culturale e ambientale.

 

L’85% dei turisti sottrae qualcosa dagli hotel,anche se si tratta di oggetti inutili o di articoli da bagno o colazione.

Oltre la metà dichiara di assumere maggiori quantità di alcolici o di avere tradito il partner.

Qualora si venga scoperti a infrangere una legge o una regola, moltissimi giocano la carta del “turista ingenuo” che non conosce le regole locali per non incombere in multe o sanzioni .

 Il Country Manager Italia Stefano Manzi sottolinea come con la crescita del numero dei turisti,debba crescere l’attenzione verso le responsabilità di questi ,per evitare che il turismo renda un paese vittima dell’inciviltà e penalizzi la vita degli abitanti locali.

·         L’organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (UNWTO) ha identificato possibile strategie compensative:

·         Ridurre il flusso orientando i turisti verso  zone limitrofe finora meno conosciute con nuovi itinerari e attrazioni

·         Promuovere i viaggi nel corso dell’anno ,anche nei mesi meno gettonati con tariffe e costi agevolati

  • Revisione e adattamento della regolamentazione: rivedere la regolamentazione riguardante gli orari di apertura delle attrazioni, l’accesso per grandi gruppi e il traffico nelle zone affollate. La creazione di zone pedonali e la definizione della capacità di carico della città sono considerate misure essenziali;
  • Migliorare la segmentazione dei visitatori: identificare e targetizzare segmenti di visitatori che abbiano un minore impatto sulla città;
  • Benefici per le comunità locali: garantire che le comunità locali traggano vantaggio dal turismo creando opportunità lavorative per i residenti locali e valorizzando il patrimonio culturale e naturale;
  • Esperienze urbane per residenti e visitatori: è fondamentale creare esperienze che apportino benefici sia ai residenti che ai visitatori;
  • Miglioramento delle infrastrutture: investire in infrastrutture adeguate a gestire il traffico turistico;
  • Comunicazione con gli stakeholder locali: coinvolgere tutti gli stakeholder locali nella gestione del turismo;
  • Comunicazione con i visitatori: educare i visitatori sui valori e le tradizioni locali;
  • Monitoraggio e risposta: monitorare le fluttuazioni stagionali della domanda e i modelli di visita.

Questo approccio permette di valutare l’impatto del turismo in modo più preciso ed elaborare piani di contingenza per gestire i periodi di punta.

Quello che però resta fondamentale è educare  e reprimere ,anche con sanzioni pecuniarie e pene severe,coloro che non si mostrano adeguatamente responsabili

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