A volte la vita ti mette davanti a momenti che non puoi controllare, puoi solo viverli.
Ora esco con Slavik.
È sempre più vecchio, più debole… e questo, nonostante mesi di cure, fa male da accettare. Otto mesi di punture, di speranze, di tentativi. Eppure lo vedo cambiare, giorno dopo giorno.
Chi ha un animale lo sa: non è solo compagnia. È famiglia. È presenza costante, silenziosa, fatta di abitudini e piccoli gesti che riempiono le giornate. Slavik è questo per me.
Negli ultimi tempi ogni uscita è diversa. Più lenta, più attenta. Ogni passo ha un peso diverso, ogni sguardo sembra dire qualcosa che prima non notavo. E in quel cambiamento cresce una sensazione difficile da spiegare: la paura.
Non una paura improvvisa, ma una preoccupazione che si insinua piano, che resta lì, anche quando cerchi di non pensarci. Perché sai che il tempo sta facendo il suo corso, e non puoi fermarlo.
Le cure, le punture, i tentativi… tutto questo è stato fatto con una sola speranza: rallentare, aiutare, guadagnare tempo. E forse qualcosa è servito. Ma la realtà resta lì, davanti agli occhi, ogni giorno.
E allora capisci una cosa semplice ma potente: ogni momento conta davvero. Ogni passeggiata, ogni sguardo, ogni istante condiviso.
Non so cosa succederà. Nessuno può saperlo.
Ma so che oggi esco con lui. E questo, oggi, è tutto.
Geo
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