C’è un dato che racconta più di tanti discorsi: gli italiani continuano ad amare il vino, ma ne comprano meno. È questa la fotografia che emerge dallo studio Circana presentato al Vinitaly, che analizza le vendite nella grande distribuzione e offre uno spaccato preciso anche sulle preferenze dei piemontesi.
Nel 2025, infatti, sono stati venduti 737 milioni di litri di vino e spumante nei supermercati e discount italiani, un dato in calo rispetto all’anno precedente, quando si erano superati i 750 milioni. Questo conferma una tendenza già in atto: una contrazione dei consumi che riguarda non solo l’Italia, ma tutti i principali Paesi produttori e consumatori di alcolici.
In Piemonte, però, le abitudini restano ben definite. Il vino più acquistato è il Prosecco, che si conferma leader anche a livello nazionale con oltre 53 milioni di litri venduti e una crescita del 2,6%. Subito dietro si posizionano Barbera e Lambrusco, seguiti dal Montepulciano e dal Dolcetto, a testimonianza di una preferenza che alterna grandi classici e identità territoriale.
Un segnale interessante arriva dai cosiddetti vini emergenti. Il Nebbiolo registra una crescita significativa, con un +9,7% e quasi 2 milioni di litri venduti, segno che il mercato premia anche prodotti di qualità legati al territorio.
Il quadro generale, però, resta complesso. Il settore chiude il 2025 con un calo del 3,4% a volume e dell’1,1% a valore, senza compensazioni economiche, mentre gli spumanti continuano a crescere, seppur a ritmo più lento. A incidere è anche una maggiore attenzione ai consumi di alcolici, soprattutto tra i più giovani, che porta a un approccio più consapevole.
Dal punto di vista delle preferenze, emerge un dato chiaro: gli italiani scelgono sempre più vini fermi rispetto ai frizzanti e prediligono il bianco al rosso, anche se il vino rosso fermo resta il più venduto in assoluto con oltre 261 milioni di litri. Tra gli spumanti domina invece il bianco frizzante, nettamente davanti alle altre tipologie.
Secondo gli analisti, la sfida per il futuro sarà duplice. Da un lato sostenere la produzione in un contesto di domanda in calo, dall’altro investire nella cultura del vino, raccontandolo meglio e promuovendo un consumo consapevole. È questa, secondo gli esperti di Veronafiere, la chiave per rilanciare il settore e rafforzare il legame tra prodotto, territorio e consumatore.
Geo: Il Piemonte si conferma una delle regioni simbolo del vino italiano, con un ruolo centrale sia nella produzione che nei consumi. Dalle colline delle Langhe e del Monferrato fino ai centri urbani, la cultura del vino rappresenta un elemento identitario forte, capace di unire tradizione, economia e turismo. I dati della grande distribuzione mostrano come il territorio continui a influenzare le scelte dei consumatori, pur all’interno di un mercato in evoluzione.
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