Non sono solo i giovani a lasciare l’Italia. Anche i pensionati stanno scegliendo sempre più spesso di trasferirsi all’estero, spinti da una combinazione di fattori economici e personali. È un fenomeno meno visibile, ma altrettanto significativo, che racconta molto delle difficoltà interne del Paese.
Quanti pensionati italiani vivono all’estero
Secondo i dati più recenti dell’INPS, nel 2024 i pensionati italiani residenti all’estero erano circa 228.600 .
Se si guarda al flusso annuale, si stimano oltre 35.000 nuovi trasferimenti ogni anno, considerando chi decide di spostare la residenza dopo la pensione .
Inoltre, il numero complessivo di pensioni pagate all’estero è molto più alto: nel 2025 si arriva a circa 675.000 assegni erogati fuori dall’Italia , segno di una presenza italiana consolidata nel mondo.
Chi sono: età e profilo medio
Il pensionato tipo che lascia l’Italia ha:
- un’età media tra i 65 e i 75 anni
- spesso una pensione medio-alta (oltre 2.500 euro mensili)
- una prevalenza maschile (circa 60% uomini)
Si tratta quindi non dei più poveri, ma di persone che cercano un miglior rapporto tra reddito e qualità della vita.
Dove vanno: le mete più scelte
Le destinazioni preferite si concentrano soprattutto nell’area mediterranea e nei Paesi con vantaggi fiscali:
- Spagna (prima scelta assoluta)
- Portogallo (anche se in calo recente)
- Tunisia (forte crescita per vantaggi fiscali)
- Albania (nuova meta emergente)
- Francia, Germania, Svizzera (per servizi e stabilità)
In generale, si tratta di Paesi dove il costo della vita è più basso o il sistema fiscale è più favorevole.
Il tenore di vita all’estero: perché conviene
Il vero motivo della scelta è economico. In molti Paesi:
- il costo della vita è inferiore anche del 30–50% rispetto all’Italia
- la tassazione sulle pensioni può essere ridotta o quasi nulla
- servizi come sanità privata e affitti risultano più accessibili
Ad esempio, in Tunisia fino all’80% della pensione può essere esente da imposte , mentre in Spagna e Grecia esistono regimi fiscali più leggeri rispetto all’Italia .
Questo permette a molti pensionati di vivere meglio con lo stesso reddito: più potere d’acquisto, più servizi, spesso migliore qualità della vita.
Il danno per l’Italia
Anche in questo caso, le conseguenze per l’Italia non sono trascurabili:
- perdita di consumi interni: pensioni spese all’estero e non nell’economia italiana
- uscita di risorse: circa 1,6 miliardi di euro l’anno di pensioni pagate fuori dai confini
- desertificazione di alcune aree, soprattutto piccoli centri
Inoltre, si crea un paradosso: lo Stato paga pensioni maturate in Italia, ma il beneficio economico ricade su altri Paesi.
Conclusione: una doppia fuga, giovani e anziani
Se i giovani partono per cercare lavoro, i pensionati partono per vivere meglio.
Due fenomeni diversi, ma con una radice comune:
l’Italia fatica a garantire condizioni economiche competitive, sia per chi lavora sia per chi ha lavorato tutta la vita.
E così il Paese perde non solo futuro, ma anche presente.
Geo: Italia, con focus sui trasferimenti di pensionati verso Spagna, Portogallo, Tunisia, Albania e altri Paesi europei e mediterranei
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