“Paese marino al tramonto” di Alfonso Gatto: la luce che scolpisce il silenzio, recensione di Alessandria Post
Questa recensione di Alessandria Post nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Quando Alfonso Gatto scrive “Paese marino al tramonto”, non descrive soltanto un luogo: costruisce una visione sospesa tra luce e materia, tra realtà e percezione. È una poesia che si guarda più che si legge, che si ascolta nel silenzio che lascia.
Pier Carlo Lava
“Paese marino al tramonto” di Alfonso Gatto
“Controluce d’addio, d’ogni volume
l’esatto peso lieve, il poco vento
che gli abbisogna a credersi nel lume
della facciata, torri case…”
L’incipit è già una dichiarazione poetica potentissima, dove il “controluce” diventa chiave di lettura dell’intero testo. Non è solo una condizione visiva, ma una condizione esistenziale: tutto appare nella sua essenza, ridotto a forma, a volume, a presenza.
“…torri case, il lento
saldo dei muri nella linea: accosta
la fragile parete col suo tetto
spiovente sul dirupo della costa.”
Qui Gatto mostra una capacità straordinaria di trasformare l’architettura in emozione, facendo dei muri, delle case, delle linee elementi vivi, quasi pulsanti. Il paesaggio non è mai statico: è attraversato da una tensione sottile, da un equilibrio fragile.
“…Come s’allarga il mare, nel ristretto
paese si fa nitido lo spicco
d’ogni casa per sé…”
Il contrasto tra l’apertura del mare e la chiusura del paese è uno dei nuclei centrali della poesia. Il mare rappresenta l’infinito, mentre il paese si stringe, si definisce nei suoi contorni netti. Ogni casa è “per sé”, isolata, autonoma, quasi solitaria.
“…E com’è ricco
di povertà tenace quest’arrembo…”
Questo verso è forse uno dei più intensi e significativi. La “ricchezza di povertà” è un ossimoro che racconta una realtà fatta di essenzialità, di resistenza, di dignità. È una poetica che richiama la sensibilità di Eugenio Montale, dove la povertà diventa verità, e quella di Salvatore Quasimodo, nella sua tensione verso una parola che scava nel reale.
“…par che arrivi
l’orlo silente che sigilla i cieli.”
La chiusa è di una bellezza assoluta, quasi metafisica. L’“orlo silente” sembra chiudere il mondo, sigillare il cielo in una quiete definitiva. È un’immagine che sospende il tempo, che ferma il respiro del paesaggio e del lettore.
Dal punto di vista stilistico, Gatto si muove pienamente nella tradizione dell’ermetismo, dove ogni parola è carica di significato e nulla è superfluo. Il linguaggio è preciso, essenziale, ma al tempo stesso profondamente evocativo.
Il paesaggio marino diventa così un luogo dell’anima, un confine tra visibile e invisibile, tra materia e luce. Non è un caso che la luce del tramonto, momento di passaggio, sia al centro della composizione: tutto è transizione, tutto è sospeso.
Biografia dell’autore
Alfonso Gatto (1909–1976) è stato uno dei principali esponenti della poesia ermetica italiana. Nato a Salerno, ha sviluppato una scrittura intensa e raffinata, caratterizzata da un forte senso visivo e da una profonda attenzione alla dimensione esistenziale. Giornalista, critico e poeta, Gatto ha attraversato il Novecento con una voce personale, capace di unire lirismo e impegno civile.
Intervista immaginaria all’autore
“Cos’è il controluce nella tua poesia?”
È il momento in cui le cose smettono di essere ciò che sembrano.
“Il mare è presenza o distanza?”
È entrambe: è ciò che ci chiama e ciò che ci separa.
“Perché tanta attenzione ai dettagli?”
Perché nei dettagli si nasconde l’infinito.
“E il silenzio finale?”
È l’unico modo per dire davvero tutto.
Conclusione
“Paese marino al tramonto” è una poesia che chiede lentezza, attenzione, ascolto. Non racconta una storia, ma crea uno spazio, in cui il lettore può perdersi e ritrovarsi.
In un tempo dominato dalla velocità, la parola di Alfonso Gatto resta un invito prezioso: fermarsi, guardare, sentire.
Geo
Alfonso Gatto, poeta salernitano e figura centrale dell’ermetismo italiano, ha saputo trasformare il paesaggio mediterraneo in una dimensione poetica universale. Alessandria today continua a valorizzare i grandi autori della letteratura italiana, offrendo ai lettori strumenti per riscoprire opere che parlano ancora con forza al presente.
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