Non è arrivata la primavera
nei cieli incendiati dalle guerre
è rimasta prigioniera
nei cuori gelidi dei potenti
Non sono tornate le rondini
non ci sono tetti
sui quali costruire nidi.
Non ci sono campi di papaveri
ma zolle rosse
di sangue.
Resta il vuoto
che genera altro vuoto.
Resta un’umanità
mutilata.
Di fronte all’orrore della guerra anche la natura sembra ritirarsi. La sua forma più luminosa e più limpida, che si esprime nell’arrivo della primavera, non riesce a farsi spazio nel cielo, oscurato dagli aerei pronti a sganciare bombe; le case distrutte non possono più fornire i tetti alle rondini per costruire i loro nidi; la terra non è colorata dai papaveri ma dal sangue. Davanti a un’umanità mutilata nei corpi, vi sono i responsabili di questa vergogna, mutilati nell’anima.
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