Non è arrivata la primavera nei cieli incendiati dalle guerre. Di Natale Scordo


 

Non è arrivata la primavera

nei cieli incendiati dalle guerre

è rimasta prigioniera

nei cuori gelidi dei potenti

Non sono tornate le rondini

non ci sono tetti

sui quali costruire nidi.

Non ci sono campi di papaveri

ma zolle rosse

di sangue.

Resta il vuoto

che genera altro vuoto.

Resta un’umanità

mutilata.


Di fronte all’orrore della guerra anche la natura sembra ritirarsi. La sua forma più luminosa e più limpida, che si esprime nell’arrivo della primavera, non riesce a farsi spazio nel cielo, oscurato dagli aerei pronti a sganciare bombe; le case distrutte non possono più fornire i tetti alle rondini per costruire i loro nidi; la terra non è colorata dai papaveri ma dal sangue. Davanti a un’umanità mutilata nei corpi, vi sono i responsabili di questa vergogna, mutilati nell’anima.

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