"Noi ragazze degli anni ottanta" di Chiara Balzaretti


“Noi, ragazze degli ottanta” è la storia di due “ragazze interrotte”, due anime smarrite, Shine (che nelle prime pagine si presenta come “Nuvolashine”) e Crezia, che si conoscono per caso nel reparto di psichiatria di un ospedale. Tra di loro nascerà un’amicizia molto profonda, sono accomunate dalle difficoltà vissute e dall’essere state lasciate sole nell’affrontare le sofferenze della vita. La loro amicizia sarà una scintilla per cercare una via d’uscita dalla loro disperazione. Una svolta nella loro esistenza sembra essere determinata dall’incontro con due ragazzi, Fede e Pasin, due musicisti che vivono al margine delle regole sociali.

Shine si innamora di Fede e Crezia di Pasin, ma il loro sarà ancora una volta un amore sofferente e contrastato, anche perché sulle “ragazze degli anni ottanta” pesa la condizione di vita in una comunità, nella quale si trova anche la più strutturata ed equilibrata Jessica, e per Crezia la spinta autolesionistica che la spinge a procurarsi tagli e ferite che non potrà celare a Pasin.

A rendere più difficile e confuso il tutto l’orientamento sessuale incerto di Pasin, per il quale l’incontro con Crezia ha rappresentato la sua prima esperienza con una ragazza.

In una serata apparentemente uguale alle altre Crezia incontra un altro musicista che suona in pub, più grande di lei di 14 anni, Bri, con alle spalle una vita di relazioni sregolate e dipendenze da droga e alcool. Crezia e Bri si intendono subito al primo sguardo, e sembrano completarsi, lui lasciandosi alle spalle un passato turbolento, lei ricevendo un senso di protezione e rassicurazione emotiva che Pasin, nonostante l’amore intenso che provava per lui, non le ha mai trasmesso.



Raccontato con i pov alternati delle due protagoniste, Shine e Crezia, “Noi, ragazze degli anni ottanta” è un libro che tratta temi delicati e controversi come le dipendenze da droga e alcool, le dipendenze emotive e gli amori “tossici” disturbi borderline, la depressione e l’autolesionismo, fenomeno che colpisce soprattutto le ragazze, con un linguaggio semplice, ma introspettivo e molto intenso e coinvolgente, che porta chi legge a sentire quasi fisicamente sulla propria pelle le sofferenze, l’angoscia, l’emotività e la sensibilità portata all’estremo delle due protagoniste Shine e Crezia.  

La capacità di far “sentire” quasi personalmente la sofferenza emotiva delle protagoniste è una qualità indubbia del libro, la scrittura ha quasi la forma di un monologo interiore e il fatto che talora sembri mancare di approfondimento narrativo sulle singole storie è perfettamente funzionale per aiutarci a entrare davvero nella mente e nel cuore delle “ragazze degli anni ottanta”.

Una sorta di diario emozionale intensissimo, una storia che nonostante i temi molto delicati e legati alle sofferenze emotive che tratta, contiene anche un messaggio positivo, la voglia di riscatto e di farcela nonostante tutte le avversità delle protagoniste, grazie alle relazioni di amicizia e amore che possono se vissute con autenticità e intensità sconfiggere il male che ci si porta dentro.

“Noi ragazze degli anni ottanta” è una lettura intensa, che non potrà lasciare indifferente chi legge trascinato dentro il vortice emotivo di Shine e Crezia

                                               Andrea Macciò

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