Questa recensione di Alessandria Post nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Ci sono testi che non sono solo parole, ma confessioni profonde, quasi necessarie. Il brano di Gregorio Asero è uno di questi: una riflessione intensa sull’identità, sulla lontananza e su quel legame indissolubile che unisce l’uomo alla propria terra.
Pier Carlo Lava
Solo chi è dovuto partire ed è stato lontano per tanto tempo dalla propria terra può capire il dramma dello straniero, del profugo. Di qualsiasi paese esso sia. Io ad esempio vivo da sempre il dramma del migrante benché la mia vita sia trascorsa in terre tutto sommato ospitali. Io sono siciliano e la mia terra, chissà perché, nella mia immaginazione, l’ho sempre vista come un donna affascinante, bella, ricca, colta, anche se so che è crudele, selvaggia, avara, violenta, torbida. E più il tempo corre alle mie spalle e più è grande il desiderio di tornare; come fossi un amante respinto. Questo penso sia il cruccio di tutti i migranti. E adesso che sono nell'autunno della mia vita scopro che il mio amore puro, bello, grande, infantile, somiglia all'eternità del Sole e talvolta diventa fuoco come la lava del vulcano che nel suo cammino distrugge tutto, ma sotto le ceneri di questo fuoco purificatore rinasce costantemente una nuova promessa di ineguagliabili momenti di felicità. Ecco si nelle mie vene scorre lava del vulcano.
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“Nelle vene scorre lava” di Gregorio Asero
"I Miei Pensieri"
Il testo si apre con una verità universale: solo chi è partito può comprendere davvero cosa significhi essere lontani. Non è una semplice distanza geografica, ma una frattura interiore, una condizione esistenziale che segna profondamente chi la vive.
Asero costruisce la sua riflessione attraverso una metafora potente e affascinante: la Sicilia come donna. Una donna bellissima, colta, irresistibile, ma anche contraddittoria, dura, persino crudele. È un’immagine che racchiude amore e conflitto, attrazione e dolore. In questo si può intravedere una sensibilità affine a quella di Leonardo Sciascia, nel raccontare una terra complessa, mai riducibile a un’unica definizione.
Il cuore del testo è nella nostalgia, ma non una nostalgia passiva. È un desiderio che cresce con il tempo, che si intensifica, che diventa quasi bisogno fisico. Il paragone con “l’amante respinto” è di grande efficacia emotiva: la terra non è solo origine, ma relazione.
La parte finale introduce una delle immagini più potenti: la lava del vulcano. Qui il discorso si eleva a simbolo. La lava distrugge, ma rigenera. È forza, passione, identità. È ciò che scorre nelle vene dell’autore, ciò che non può essere cancellato.
Questa immagine richiama una visione quasi primordiale dell’appartenenza, dove la terra non è solo luogo, ma elemento vitale. In questo senso, il testo dialoga idealmente anche con la dimensione universale dell’esilio raccontata da Pablo Neruda, dove la lontananza diventa condizione dell’anima.
Dal punto di vista stilistico, il brano è narrativo, fluido, ma carico di tensione emotiva. Non è poesia in versi, ma lo è nella sostanza: nelle immagini, nei simboli, nel ritmo del pensiero.
Biografia dell’autore
Gregorio Asero è un autore contemporaneo italiano, legato profondamente alla sua terra d’origine, la Sicilia. Nei suoi scritti affronta temi come l’identità, la memoria, il distacco e l’appartenenza, con uno stile diretto ma evocativo. La sua voce si distingue per autenticità e intensità emotiva, offrendo una riflessione personale che diventa universale.
Intervista immaginaria all’autore
“Cos’è per te la Sicilia?”
È una ferita che non smette di bruciare.
“Perché la descrivi come una donna?”
Perché si ama e si odia nello stesso modo.
“La lontananza si supera?”
No. Si impara a conviverci.
“La lava finale cosa rappresenta?”
Ciò che resta quando tutto il resto cambia.
Conclusione
Questo testo è un atto d’amore, ma anche un atto di verità. Non idealizza la terra, ma la accetta nella sua complessità, nella sua bellezza e nelle sue contraddizioni.
Gregorio Asero ci ricorda che l’identità non si perde con la distanza: resta, scorre, brucia. Proprio come la lava.
Geo
Gregorio Asero, autore siciliano, porta nella sua scrittura il peso e la bellezza dell’appartenenza a una terra intensa e contraddittoria. Alessandria Post continua a valorizzare voci autentiche della cultura italiana, offrendo spazio a riflessioni profonde che parlano di identità, memoria e radici.
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