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Macedonio Fernández nasce il 1° giugno 1874 a Buenos Aires e muore nel 1952, lasciando un’eredità culturale immensa ma per lungo tempo poco conosciuta.
Si laurea in giurisprudenza nel 1897 e inizia la carriera di avvocato, ma ben presto emerge la sua vera vocazione: la riflessione filosofica e la scrittura.
Sposa Elena de Obieta, con cui ha quattro figli, ma la morte della moglie nel 1920 segna profondamente la sua vita e il suo pensiero, orientandolo verso una riflessione sull’assenza, sull’eternità e sull’amore come forma di sopravvivenza spirituale.
Amico e punto di riferimento per il giovane Borges, Macedonio conduce una vita appartata, quasi ascetica, dedicata più al pensiero che alla pubblicazione. Infatti:
pubblica poco durante la vita,
considera la scrittura meno importante del pensiero,
lascia molte opere incomplete o pubblicate postume.
Tra le sue opere principali ricordiamo:
No toda es vigilia la de los ojos abiertos (1928),
Papeles de Recienvenido (1944),
Museo del romanzo della Eterna (pubblicato postumo nel 1967),
raccolte poetiche come Muerte es beldad.
La sua influenza sarà enorme: anticipa la narrativa sperimentale del Novecento e ispira autori come Borges, Cortázar e molti altri.
Un autore ancora attuale
Leggere Macedonio Fernández oggi significa confrontarsi con una domanda fondamentale:
E se la realtà non fosse altro che un sogno condiviso?
In un’epoca dominata dalla tecnologia, dalle simulazioni e dalle realtà virtuali, il suo pensiero appare sorprendentemente moderno.
Ci ricorda che prima di ogni cosa esiste un atto creativo: immaginare.
E forse è proprio lì, in quel gesto invisibile, che nasce tutto.
Geo
Buenos Aires e il respiro universale del pensiero: la figura di Macedonio Fernández nasce e si sviluppa nella capitale argentina, crocevia culturale tra Europa e America Latina, ma il suo pensiero supera ogni confine geografico. La sua riflessione sull’origine mentale della realtà dialoga oggi con il mondo contemporaneo, trovando risonanza anche in contesti europei come Milano e Alessandria, dove il dibattito culturale continua a interrogarsi sul rapporto tra coscienza, immaginazione e verità. Alessandria Post si inserisce in questo orizzonte come spazio di diffusione e approfondimento del pensiero critico internazionale.
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