LO STORMO, di Silvia De Angelis

 



Nel compendio di specie

vaga il senso dell’essere

reso inquieto  dalla tenebra

genesi d’infusa fragilità.

Non torneranno risi e crucci del profondo

nel plagio di contaminati giorni

Solo rimpianti d’incerte carezze

posate sull’effige d’un pensiero epocale

sfumato  da eccentriche  nubi ombrose

disperse nel tridimensionale stormo di rondini

dietro un velo di cemento.

@Silvia De Angelis 

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