L’audiovisivo italiano chiede una svolta: serve un’industria strutturata per competere nel mondo

Intervento sul futuro dell’audiovisivo italiano e la proposta di un’Agenzia nazionale

 C’è un momento in cui un settore smette di essere solo espressione culturale e diventa motore economico, occupazionale e strategico. L’audiovisivo italiano è arrivato esattamente a questo punto: forte di una crescita negli ultimi anni, oggi chiede strumenti nuovi, più efficaci, per affrontare le sfide globali.

Il contributo del Ministero della Cultura è stato determinante nel rilanciare il comparto, riportando risorse e attenzione su cinema e televisione. Un percorso importante, che ha rafforzato il settore e ne ha aumentato la competitività, ma che ora necessita di un’evoluzione. Non basta più sostenere: occorre organizzare, strutturare e industrializzare.

È in questo contesto che A.S.A. (Autonomo Sindacato Audiovisivi) avanza una proposta concreta: la creazione di una Agenzia Nazionale per l’Audiovisivo, un organismo operativo capace di trasformare le politiche pubbliche in risultati tangibili. Non un ulteriore livello burocratico, ma uno strumento agile, tecnico e orientato agli obiettivi.

Secondo il sindacato, la questione non è più “quanto investire”, ma come rendere gli investimenti stabili, efficienti e produttivi nel tempo. Un cambio di prospettiva che mette al centro l’intera filiera, dai grandi produttori alle maestranze spesso invisibili ma fondamentali.

L’Agenzia avrebbe compiti chiave: garantire tempi certi e trasparenza nei finanziamenti, sostenere le imprese lungo tutto il ciclo produttivo, favorire l’export dei contenuti italiani e attrarre capitali internazionali. Centrale anche il tema delle competenze: formazione, certificazione e valorizzazione delle professionalità diventano leve decisive per la crescita.

Un altro punto strategico riguarda il territorio. In sinergia con le Film Commission, l’obiettivo è trasformare le diverse aree del Paese in veri poli produttivi competitivi, capaci di attrarre produzioni e generare economia locale.

In questo modello, il Ministero manterrebbe il suo ruolo di guida culturale e indirizzo politico, mentre l’Agenzia rappresenterebbe il braccio operativo capace di dare concretezza alle strategie.

A sostenere questa visione è A.S.A., guidata dal Segretario Generale Nicola De Toma, con la credibilità di chi vive il settore ogni giorno. Il sindacato ha già partecipato a confronti istituzionali e costruito una rete che include realtà come MUA Italia, rafforzando il dialogo tra professionisti e istituzioni.

Il messaggio è chiaro: l’audiovisivo italiano ha talento, contenuti e identità, ma per competere davvero a livello internazionale servono strumenti industriali adeguati. Non è più il tempo delle sole politiche di sostegno, ma di una visione strutturale.

Ora si tratta di fare il passo decisivo. Trasformare una grande tradizione culturale in una vera industria del futuro.

Geo:
Alessandria e il Piemonte osservano con attenzione l’evoluzione del settore audiovisivo, che rappresenta una leva importante anche per lo sviluppo territoriale. Le produzioni cinematografiche e televisive possono infatti valorizzare il patrimonio locale, creare occupazione e attrarre investimenti, inserendo il territorio in circuiti nazionali e internazionali. Alessandria Post continua a seguire questi temi con particolare attenzione, promuovendo un’informazione che unisce cultura, economia e sviluppo.

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