Lacrime e negroni, il nuovo singolo dei Disorient


 Oggi esce il videoclip di

 “Lacrime e negroni”

secondo singolo della band siciliana:

un brano tra ironia e veleno quotidiano

 

A partire da oggi è disponibile il videoclip di “Lacrime e negroni”, il nuovo singolo dei Disorient Express che affronta il malessere quotidiano generato dal peso dei pensieri, delle abitudini e dei piccoli malumori che si accumulano giorno dopo giorno.

 

In questo clima notturno e un po’ surreale, nel video, diretta e prodotto da Michele Lo Surdo e Federico Panasiti, emerge un chiaro omaggio alla figura del barman: “Quel confessore della notte (il barman) che sa come curare i nostri malesseri quotidiani miscelando sapientemente la giusta dose di "veleno" che ci rende incapaci di decifrare la realtà, diventando oltremodo distorta, come quando si osserva l'orizzonte sull'asfalto infuocato in piena estate, in un gioco di ruolo che cambia in quanto tale. In questa introspettiva notturna talvolta inconsciamente, impersonificando il nostro stesso malessere, abbiamo necessità di cambiarne la visione”

 

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Nel brano - racconta la band - compare anche un riferimento diretto e ironico a Jack Torrance, icona kubrickiana intrappolata nei suoi stessi demoni, a sottolineare come ognuno possa ritrovarsi a bussare al bancone con le proprie ossessioni. “Lacrime e negroni” è dunque un viaggio tra leggerezza apparente e profondità emotiva, dove l’ironia diventa l’unico modo per galleggiare sopra le tossicità del quotidiano>>.

 

“Lacrime e negroni” è scritto da Fabrizio Schepis, che interpreta anche la voce del brano. La musica porta la firma di Fabrizio SchepisGiuseppe Lisa e Piero Lamancusa. Alle chitarre c’è Giuseppe Lisa, al basso Piero Lamancusa, mentre Giandomenico Mazzeo cura le parti di batteria. I cori sono di Francesca Parisi, con Tindaro Raffaele alle tastiere, oltre che alle registrazioni e al mix. Il mastering è realizzato da Alessandro Ciuffetti presso Naive Studio.

 

Disorient Express sono una band cantautorale della costa tirrenica della Sicilia orientale, dove il post-folk assume una forma collettiva e profondamente emotiva. Il loro nome è una dichiarazione d’intenti: un treno in corsa, disorientato, sempre pronto alla scoperta e all’esplorazione. Non esistono fermate prestabilite, perché la meta è il viaggio stesso. Le loro canzoni sono una fotografia multiprospettica tra luce e tenebra, un equilibrio tra introspezione e dissacrazione. La band è relazione, ascolto empatico e pratica del disorientamento come strumento creativo e umano. Un invito a salire a bordo, a perdersi e a ritrovarsi seguendo la bussola dell’abbandono consapevole.

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