La chiamata di Dio, poesia di Anna Poetry Monelli. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia



Foto cortesia di Anna Poetry Monelli 

"La chiamata di Dio"
La chiamata di Dio.

Credevo che 
Dio mi volesse 
Religiosa, invece
Accetta che legga le carte,
Il tema natale e i fondi di caffè 
Con l'attitudine al spirituale, 
Scientifico, laico, razionale, concretezze.

Credevo che
Dio mi volesse 
Incolta, invece
Accetta che scriva e legga poesie,
Aiuti artisti, mi istruisca, crei la connessione 
Tra la gente, non sia schiava di relazione 
Che tossicità, dipendenza porti fuori fase.

Credevo che
Dio mi volesse
Normativa o lesbica, invece
Accetta che ami sia il maschile
Che il femminile,
Vivendo la trasgressione, il carnale
Di notte nella devozione totale senza giudicare.

Credevo che 
Dio mi volesse 
Sottomessa, invece
Accetta che madre e moglie 
Non sarò bensì donna, femmina completamente 
Capace di osare, vivere intensamente,
Con gioia le tante vite in un cuore di terre.

Credevo che
Dio mi volesse 
Perfetta, invece
Accetta che imperfetta, umana sarò sempre 
Con lati in luce,
In penombra, non più la solitudine 
Ne il dolore.

Dio mi accetta.

E accetta che possa vivere l'amore 
Di qualcuno che 
Mi accolga, protegga, ami, carezze
Sulla schiena dia silente
Senza paure né timore né fobie,
Non sono più per la solitudine interiore 
Ne il compulsivo di amorosa fame.

So che
Questa persona mi ha già scelto e
Io non lo vedo, forse non lo voglio, solo Dio è 
In grado di farmi vedere
Lo sguardo intenso dell'amore
Che supera le barriere, l'impossibile,
Carne sono e di carne vivrò eternamente.

Amore.

Pace.

La chiamata di Dio.

Anna Poetry Monelli

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