“Imprese e commercianti, senza marketing non si cresce: qualità, visibilità e digitale fanno la differenza”
C’è un errore che molte imprese continuano a commettere: considerare qualità e marketing come costi da tagliare, invece che come investimenti strategici. In un mercato sempre più competitivo e globale, questo approccio non è più sostenibile.
Pier Carlo Lava
La qualità non è un costo, ma un asset. Oggi rappresenta uno degli elementi distintivi fondamentali di un brand, ciò che costruisce fiducia, reputazione e fidelizzazione. Le imprese che comprimono la qualità per ridurre i costi rischiano di perdere valore nel medio periodo, perché il consumatore è sempre più attento, informato e selettivo.
Accanto alla qualità, la visibilità è diventata decisiva. Il passaparola esiste ancora ed è importante, ma non basta più da solo. I dati lo dimostrano: in Italia gli investimenti in pubblicità digitale hanno superato i 5,5 miliardi di euro nel 2024, in crescita del 12% . Questo significa che le aziende stanno investendo sempre di più per essere visibili online, perché è lì che si gioca gran parte della competizione.
Eppure, l’Italia resta indietro rispetto ad altri Paesi avanzati: gli investimenti in marketing e comunicazione rappresentano circa lo 0,47% del PIL, molto meno rispetto a economie come Francia, Germania o Stati Uniti . Questo gap spiega perché molte imprese italiane faticano a crescere e a competere sui mercati internazionali.
Il punto centrale è semplice: la pubblicità non è un costo inutile, ma un investimento con ritorno. Le aziende che pianificano strategie di marketing efficaci non “spendono”, ma costruiscono domanda, acquisiscono clienti e aumentano il valore del brand. Non a caso, anche le PMI dedicano mediamente tra il 3% e il 5% del fatturato al marketing, con percentuali più alte nei servizi .
Un altro elemento chiave è il digitale. L’e-commerce non è più un’opzione, ma una necessità. Nel 2025, in Italia, il valore degli acquisti online ha superato i 62 miliardi di euro, con una crescita continua e una penetrazione pari al 13% dei consumi retail . Inoltre, oltre 35 milioni di italiani acquistano online, confermando che la rete è ormai una vera “vetrina sul mondo” .
Per questo, imprese, commercianti e professionisti devono cambiare approccio. Non basta più aprire un negozio o offrire un servizio: bisogna farsi trovare, comunicare, differenziarsi. Servono:
- strategie di marketing strutturate
- presenza digitale efficace
- utilizzo di strumenti come social media, advertising e AI
- capacità di analizzare i dati e il comportamento dei clienti
Anche l’intelligenza artificiale sta diventando una leva competitiva. Le imprese iniziano a usarla per analizzare dati, personalizzare offerte e migliorare la comunicazione. Non è più tecnologia del futuro, ma strumento concreto per aumentare vendite e produttività. In sintesi, il mercato è cambiato. Chi continua a vedere marketing e qualità come costi da ridurre rischia di uscire dal mercato. Chi invece investe in valore, comunicazione e innovazione costruisce crescita. E oggi, più che mai, non è il prezzo a fare la differenza, ma la capacità di essere riconosciuti, scelti e ricordati.
Geo: Italia, con riferimento al sistema delle PMI, del commercio e dei professionisti nel contesto europeo e globale, con focus su digitalizzazione, marketing e sviluppo dell’e-commerce.
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